Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
Ho studiato Scienze della Formazione ma ho mollato a metà strada, e la mia testa è sulle nuvole, le nozioni sono tutte evaporate, però ricordo che i metodi didattici stanno cambiando e che le nuove generazioni di insegnanti (ehm… utopicamente certo) dovrebbero essere in grado non tanto di giudicare, dare voti, fare graduatorie, somministrare punizioni, ma di stimolare la curiosità, la voglia di imparare anche giocando a volte. E’ vero che la scuola è un dovere, certo, ma è anche un grande privilegio e può essere divertente! Non dimentichiamo che per i bimbi il primo mezzo per imparare è proprio quello ludico, perciò perché non approfittarne per cercare di fargli “digerire” alcune materie per loro meno gradevoli? Un’altra cosa sulla quale ricordo che si puntava molto era il lavoro di gruppo, la collaborazione: imparare che ognuno ci mette del suo e si può lavorare meglio tutti insieme e ottenere migliori risultati aiutandosi. Scusate, forse sono stata poco chiara, confusa … e come ho detto uno dei miei peggiori limiti è la memoria, ma è un argomento che mi tocca molto profondamente. Mi viene in mente Don Milani, Lettera a una professoressa, certo altri tempi e tematiche complesse, ma che quello è studiare, quella è Scuola!
Poi naturalmente abbiamo aspettative nei confronti dei figli, ma l’aspettativa “buona” non può essere letta come fiducia? Cioè: ti amo e so che ce la puoi fare. Questa è una forza. Quello che fa molto male invece è l’aspettativa “cattiva”: ti amo e ti accetto sì, ma a condizione che….
frittelle wrote:Ho studiato Scienze della Formazione ma ho mollato a metà strada, e la mia testa è sulle nuvole, le nozioni sono tutte evaporate, però ricordo che i metodi didattici stanno cambiando e che le nuove generazioni di insegnanti (ehm… utopicamente certo) dovrebbero essere in grado non tanto di giudicare, dare voti, fare graduatorie, somministrare punizioni, ma di stimolare la curiosità, la voglia di imparare anche giocando a volte. E’ vero che la scuola è un dovere, certo, ma è anche un grande privilegio e può essere divertente! Non dimentichiamo che per i bimbi il primo mezzo per imparare è proprio quello ludico, perciò perché non approfittarne per cercare di fargli “digerire” alcune materie per loro meno gradevoli? Un’altra cosa sulla quale ricordo che si puntava molto era il lavoro di gruppo, la collaborazione: imparare che ognuno ci mette del suo e si può lavorare meglio tutti insieme e ottenere migliori risultati aiutandosi. Scusate, forse sono stata poco chiara, confusa … e come ho detto uno dei miei peggiori limiti è la memoria, ma è un argomento che mi tocca molto profondamente. Mi viene in mente Don Milani, Lettera a una professoressa, certo altri tempi e tematiche complesse, ma che quello è studiare, quella è Scuola!
Poi naturalmente abbiamo aspettative nei confronti dei figli, ma l’aspettativa “buona” non può essere letta come fiducia? Cioè: ti amo e so che ce la puoi fare. Questa è una forza. Quello che fa molto male invece è l’aspettativa “cattiva”: ti amo e ti accetto sì, ma a condizione che….
STRAQUOTISSIMO
L'unico modo per sentirsi qualcuno è sentirsi se stessi.
LEGALIZE HIM ,LEGALIZE HIM
TELL YOU ME A TELL IF YOU LEGALIZE HIM