Posted: Thu Dec 06, 2007 11:00 am
tre gravidanze e tre post partum diversi.
Noemi...mi ricordo che guardavo la pancia e non riuscivo a capire tutta l'importanza che avrebbe avuto nella mia vita quel fagottino. Sono arrivata in ospedale tranquilla, con contrazioni regolari e una dilatazione di 7 cm: dopo due ore è nata. La maternità era affollata e le uniche cose che (per grazia ricevuta) ci hanno fatto vedere è stato il cambio pannolini e la medicazione dell'ombelico. Non vedevo l'ora di tornare a casa...quando, dopo 48 ore, sono tornata con il fagottino tra le braccia mi sono chiesta: e ora? Noemi ha sofferto di coliche per i primi tre mesi: piangeva dalle 6 del pomeriggio fino a mezzanotte. Abbiamo provato un pò di tutto, goccine, granuli, massaggi, posizioni per farla digerire meglio...Mi domandavo perchè capitasse a me, ero una madre incapace, il mio latte non andava bene? L'allattamento è stato un disastro, dopo un mese ho rinunciato e sono passata a quello artificiale. Sono rimasta spiazzata: non sapevo che un neonato potesse essere così "pesante". La mia idea era quella del pupo che lanciava segnali chiarissimi: piangeva in maniera diversa per segnalare le sue esigenze, cioè nanna, pappa, cacca. Giuro che ero convinta di questo! Mia suocera, mia mamma e quella "brava" persona della mia ex cognata continuavano a dirmi che i loro figli non si comportavano così. Risultato: sono una cattiva madre. Un giorno ho preso Noemi e l'ho sbattuta sul lettone....una ferita nel mio cuore che non si rimarginerà mai! Quell'esserino urlante che stava nella pancia...prima di sentirlo mio è passato un pò di tempo...mi sono innamorata di mia figlia pian piano, giorno dopo giorno: ricordo i suoi occhi che cercavano i miei, le sue manine che si chiudevano a pugno intorno al mio dito, così è iniziato quell'istinto materno di cui vorremmo essere invase fin dal primo vagito del nostro cucciolo.
Celeste...tutta un'altra storia. Sarà stata la stagione (è nata a maggio), sarà stata la mia esperienza acquisita che mi dava tanta tranquillità, sarà stato che era la classica pupattola "mangia e dorme" , ma è filato tutto liscio, il tempo con lei volava.
Diego...beh lui è il mio bambino speciale, quello che ha avuto bisogno di qualche attenzione in più, perchè nato con il labbro leporino. Il periodo in cui lo aspettavo è stato uno dei più duri della mia vita: mia suocera stava lottando contro il cancro e proprio nelle prime settimane della mia gravidanza ho capito che avrebbe perso questa lotta. Piangevo tanto e di nascosto da mio marito per non gravarlo di altri pesi. Mi ricordo che accarezzavo la panciona e cercavo di consolare il mio bimbo e nello stesso tempo di trarne consolazione. Due mesi prima della nascita di Diego è mancata. Quando è nato lui, con il suo problema, ero già moralmente a pezzi. Pian piano ho reagito, penso che essere già madre in questo caso sia stato per me fondamentale, avevo già un bagaglio di esperienze che mi hanno aiutato a non abbattermi. Quella magia che è l'amore verso i figli, un amore che solo noi donne possiamo capire e sentire, mi ha aiutato ad affrontare quel periodo.
Ultima riflessione: dalle mie parti qualcosa sta cambiando, c'è un'attenzione maggiore verso le partorienti. Mia cognata (quella nuova) ha una bambina di due mesi. Durante il corso preparto le hanno dato tanti consigli utili su come gestire la nuova vita, dall'organizzare le visite dei parenti, alle scorte di cibo da tenere in frigo ecc. Può contare sull'assistenza di un'ostetrica esperta di allattamento: se ha dubbi può chiamarla in ogni momento e comunque andarla trovare in ospedale. Certo che di cose se ne potrebbero fare e se ne devono fare ancora tante. Una volta esisteva la famiglia allargata: le nonne erano presenti in famiglia, le mamme avevano allattato e sapevano dare consigli. Ora la nostra generazione si trova molto più sola nell'affrontare la nascita di un bimbo: le nostre madri non hanno più quel bagagliaio di esperienze che era delle nonne. Sono diventate mamme nel periodo del boom del latte artificiale: mia mamma ha avuto tre figlie e non ha mai allattato al seno. Che consigli mi poteva dare? Mi diceva frasi del tipo: tante tette niente latte (io sono una tettona!). Oppure: ma sì, voi siete cresciute benissimo con il latte artificiale!. Così tutte e tre, le mie sorelle ed io, abbiamo avuto esperienze negative con l'allattamento al seno.
Ultimissima riflessione: cosa mi avrebbe aiutato nel periodo post partum di Noemi? Me lo sono chiesto. Sono arrivata a questa conclusione: solo una frase di due parole: è normale! Sì perchè nessuno mi ha detto che contro le coliche e il pianto insistente del neonato c'è poco da fare: bisogna armarsi di tanta pazienza. Perchè in fondo se piange non è colpa tua...è normale, i neonati piangono....
PS: ho regalato a mia cognata un bellissimo libro sull'allattamento, semplice, chiaro e scritto da mamme, il che fa la differenza. E' quello della Leche League, l'ho trovato sul loro sito: http://www.lllitalia.org.
Noemi...mi ricordo che guardavo la pancia e non riuscivo a capire tutta l'importanza che avrebbe avuto nella mia vita quel fagottino. Sono arrivata in ospedale tranquilla, con contrazioni regolari e una dilatazione di 7 cm: dopo due ore è nata. La maternità era affollata e le uniche cose che (per grazia ricevuta) ci hanno fatto vedere è stato il cambio pannolini e la medicazione dell'ombelico. Non vedevo l'ora di tornare a casa...quando, dopo 48 ore, sono tornata con il fagottino tra le braccia mi sono chiesta: e ora? Noemi ha sofferto di coliche per i primi tre mesi: piangeva dalle 6 del pomeriggio fino a mezzanotte. Abbiamo provato un pò di tutto, goccine, granuli, massaggi, posizioni per farla digerire meglio...Mi domandavo perchè capitasse a me, ero una madre incapace, il mio latte non andava bene? L'allattamento è stato un disastro, dopo un mese ho rinunciato e sono passata a quello artificiale. Sono rimasta spiazzata: non sapevo che un neonato potesse essere così "pesante". La mia idea era quella del pupo che lanciava segnali chiarissimi: piangeva in maniera diversa per segnalare le sue esigenze, cioè nanna, pappa, cacca. Giuro che ero convinta di questo! Mia suocera, mia mamma e quella "brava" persona della mia ex cognata continuavano a dirmi che i loro figli non si comportavano così. Risultato: sono una cattiva madre. Un giorno ho preso Noemi e l'ho sbattuta sul lettone....una ferita nel mio cuore che non si rimarginerà mai! Quell'esserino urlante che stava nella pancia...prima di sentirlo mio è passato un pò di tempo...mi sono innamorata di mia figlia pian piano, giorno dopo giorno: ricordo i suoi occhi che cercavano i miei, le sue manine che si chiudevano a pugno intorno al mio dito, così è iniziato quell'istinto materno di cui vorremmo essere invase fin dal primo vagito del nostro cucciolo.
Celeste...tutta un'altra storia. Sarà stata la stagione (è nata a maggio), sarà stata la mia esperienza acquisita che mi dava tanta tranquillità, sarà stato che era la classica pupattola "mangia e dorme" , ma è filato tutto liscio, il tempo con lei volava.
Diego...beh lui è il mio bambino speciale, quello che ha avuto bisogno di qualche attenzione in più, perchè nato con il labbro leporino. Il periodo in cui lo aspettavo è stato uno dei più duri della mia vita: mia suocera stava lottando contro il cancro e proprio nelle prime settimane della mia gravidanza ho capito che avrebbe perso questa lotta. Piangevo tanto e di nascosto da mio marito per non gravarlo di altri pesi. Mi ricordo che accarezzavo la panciona e cercavo di consolare il mio bimbo e nello stesso tempo di trarne consolazione. Due mesi prima della nascita di Diego è mancata. Quando è nato lui, con il suo problema, ero già moralmente a pezzi. Pian piano ho reagito, penso che essere già madre in questo caso sia stato per me fondamentale, avevo già un bagaglio di esperienze che mi hanno aiutato a non abbattermi. Quella magia che è l'amore verso i figli, un amore che solo noi donne possiamo capire e sentire, mi ha aiutato ad affrontare quel periodo.
Ultima riflessione: dalle mie parti qualcosa sta cambiando, c'è un'attenzione maggiore verso le partorienti. Mia cognata (quella nuova) ha una bambina di due mesi. Durante il corso preparto le hanno dato tanti consigli utili su come gestire la nuova vita, dall'organizzare le visite dei parenti, alle scorte di cibo da tenere in frigo ecc. Può contare sull'assistenza di un'ostetrica esperta di allattamento: se ha dubbi può chiamarla in ogni momento e comunque andarla trovare in ospedale. Certo che di cose se ne potrebbero fare e se ne devono fare ancora tante. Una volta esisteva la famiglia allargata: le nonne erano presenti in famiglia, le mamme avevano allattato e sapevano dare consigli. Ora la nostra generazione si trova molto più sola nell'affrontare la nascita di un bimbo: le nostre madri non hanno più quel bagagliaio di esperienze che era delle nonne. Sono diventate mamme nel periodo del boom del latte artificiale: mia mamma ha avuto tre figlie e non ha mai allattato al seno. Che consigli mi poteva dare? Mi diceva frasi del tipo: tante tette niente latte (io sono una tettona!). Oppure: ma sì, voi siete cresciute benissimo con il latte artificiale!. Così tutte e tre, le mie sorelle ed io, abbiamo avuto esperienze negative con l'allattamento al seno.
Ultimissima riflessione: cosa mi avrebbe aiutato nel periodo post partum di Noemi? Me lo sono chiesto. Sono arrivata a questa conclusione: solo una frase di due parole: è normale! Sì perchè nessuno mi ha detto che contro le coliche e il pianto insistente del neonato c'è poco da fare: bisogna armarsi di tanta pazienza. Perchè in fondo se piange non è colpa tua...è normale, i neonati piangono....
PS: ho regalato a mia cognata un bellissimo libro sull'allattamento, semplice, chiaro e scritto da mamme, il che fa la differenza. E' quello della Leche League, l'ho trovato sul loro sito: http://www.lllitalia.org.
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