Posted: Sun Jan 16, 2011 10:07 am
Si mi rendo conto che per scritto non si capisce mica tanto quello che voglio dire.
Cmq. Sono d'accordo che non si parte dall'essere o no convenzionali per amare, sposarsi o no, desiderare di avere figli e tutto il resto. Perdonami, ma nonostante tutto l'impegno che posso mettere sempre per esplorare, almeno con la mente con la maggior empatia possibile, punti di vista (o modi di vivere) diversi dal mio non m'illudo, certo, di coglierne ogni aspetto nel modo giusto. Però ci provo, e certamente (visto che il mio di punto di vista di partenza è un altro) posso facilmente usare categorie di riferimento non completamente pertinenti.
Tuttavia per non convenzionale riferito al rapporto omosessuale intendo quello che significa, cioè:
A * (agg.), abituale, comune, consueto, solito, tradizionale.
(Che poi queste cose le possa e le stia diventando conquistandosi ufficialmente quello che ritengo il suo giusto posto fra le categorie delle relazioni umane e ingiustamente finora esclusovi e mantenuto ai margini, sono d'accordo!)
E per convenzionale riferito al matrimonio, oltre a questo sign. intendo anche:
B * (agg. Relativo a qualcosa che è così per convenzione), concordato, convenuto, determinato, prestabilito, stabilito.
E converrai che sia le religioni (cristiana e cattolica in primis) sia la società soprattutto quella occidentale per convenzione intende per Matrimonio esclusivamente l'unione fra uomo e donna, non FRA INNAMORATI in senso generale, anzi, se ci pensi di questo proprio non gliene frega niente visto che persino la relig. non ritiene l'amore come essenziale altrimenti, per es. non costringerebbe a rimanere sposati a vita a prescindere!
(Poi è chiaro che dipende dagli interessati che il matrimonio abbia un valore davvero , affettivo e sincero superando l’aspetto puramente formale, e ci mancherebbe pure che il vero spirito religioso non auspicasse che ci si sposi per amore.)
Però, a questo punto visto che il rapporto omosex non era stato preso in considerazione quando è stato “impostata” l’istituzione matrimoniale e che è quindi un’istituzione che ha altri presupposti e che sono così limitati dal punto di vista formale, non capisco perché una volta che finalmente chi non è etero riesce a conquistarsi il sacrosanto diritto di esistere e a dimostrare alla società che esiste un'altra modalità di coppia, voglia per forza rinchiuderla in un contenitore in cui sarebbe inevitabilmente da considerare un’anomalia per definizione e da millenni.
Semmai si spera che si arrivi a definire un’ altra istituzione che abbia altri presupposti e che sia più rispettosa della vasta gamma di identità sessuali ed affettive, eppure tutte “secondo natura”, di cui ora si inizia a riconoscere la legittima esistenza DI DIRITTO all’interno della natura umana. Ed era ora!
Dopo tutta sta elucubrazione, però:
Cmq. Sono d'accordo che non si parte dall'essere o no convenzionali per amare, sposarsi o no, desiderare di avere figli e tutto il resto. Perdonami, ma nonostante tutto l'impegno che posso mettere sempre per esplorare, almeno con la mente con la maggior empatia possibile, punti di vista (o modi di vivere) diversi dal mio non m'illudo, certo, di coglierne ogni aspetto nel modo giusto. Però ci provo, e certamente (visto che il mio di punto di vista di partenza è un altro) posso facilmente usare categorie di riferimento non completamente pertinenti.
Tuttavia per non convenzionale riferito al rapporto omosessuale intendo quello che significa, cioè:
A * (agg.), abituale, comune, consueto, solito, tradizionale.
(Che poi queste cose le possa e le stia diventando conquistandosi ufficialmente quello che ritengo il suo giusto posto fra le categorie delle relazioni umane e ingiustamente finora esclusovi e mantenuto ai margini, sono d'accordo!)
E per convenzionale riferito al matrimonio, oltre a questo sign. intendo anche:
B * (agg. Relativo a qualcosa che è così per convenzione), concordato, convenuto, determinato, prestabilito, stabilito.
E converrai che sia le religioni (cristiana e cattolica in primis) sia la società soprattutto quella occidentale per convenzione intende per Matrimonio esclusivamente l'unione fra uomo e donna, non FRA INNAMORATI in senso generale, anzi, se ci pensi di questo proprio non gliene frega niente visto che persino la relig. non ritiene l'amore come essenziale altrimenti, per es. non costringerebbe a rimanere sposati a vita a prescindere!
(Poi è chiaro che dipende dagli interessati che il matrimonio abbia un valore davvero , affettivo e sincero superando l’aspetto puramente formale, e ci mancherebbe pure che il vero spirito religioso non auspicasse che ci si sposi per amore.)
Però, a questo punto visto che il rapporto omosex non era stato preso in considerazione quando è stato “impostata” l’istituzione matrimoniale e che è quindi un’istituzione che ha altri presupposti e che sono così limitati dal punto di vista formale, non capisco perché una volta che finalmente chi non è etero riesce a conquistarsi il sacrosanto diritto di esistere e a dimostrare alla società che esiste un'altra modalità di coppia, voglia per forza rinchiuderla in un contenitore in cui sarebbe inevitabilmente da considerare un’anomalia per definizione e da millenni.
Semmai si spera che si arrivi a definire un’ altra istituzione che abbia altri presupposti e che sia più rispettosa della vasta gamma di identità sessuali ed affettive, eppure tutte “secondo natura”, di cui ora si inizia a riconoscere la legittima esistenza DI DIRITTO all’interno della natura umana. Ed era ora!
Dopo tutta sta elucubrazione, però:
Non fa una piega!Se ho la possibilità di farlo sarò io a decidere se mi interessa o meno.
Possibilità, appunto.