ne voglio un altro!

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pancia

Post by pancia »

Jersey wrote:In ogni caso, sia io che te, non siamo state abituate a vedere cosa c'è di bello nell'essere quello che siamo, perchè ogni cosa può essere bella e può essere tremenda, a seconda di come impariamo a viverla.


ti quoto al 100%. è la verità.

mia mamma mi diceva, magari per ridere (però è un riso amaro...): "dai, pensa che un giorno erediterai tutto tu"...

Sheireh wrote:Io lo vedo, tra le altre cose, come un modo per non aver bisogno degli altri, per sentirsi "al di fuori" dei gruppi e sentirsi "diversi" e per questo "migliori".
Certo che queste cose in base a chi le prova possono essere belle o brutte, questo lo capisco. Per me però sono state un gran punto a favore.
...non mi è mai piaciuto con-dividere con chi non volevo, ma solo con chi sceglievo, non ho mai avuto necessità di fare il contrario.
Forse ci vuole un carattere un po' particolare, non so, però molto di quello che sono so di doverlo al fatto che sono stata figlia unica, e nipote unica da una parte di famiglia.


capisco quello che dici, e ti ammiro anche, perché evidentemente hai un carattere molto forte. Capisco, perché anche io alla fine sono sempre stata fiera di essere indipendente e di saper star bene anche da sola, e compatisto un po' chi sembra aver paura di rimanere solo con se stesso e cerca sempre gli altri, anzi
ho proprio bisogno oggi, a volte, di star solo: arrivo a volte a non tollerare la presenza degli altri, umani e animali, (eccettuato il mio compagno, l'unico essere con cui so stare in simbiosi 24 ore su 24 e con cui ci godiamo anche i silenzi) e DEVO ritagliarmi degli spazi e delle serate solo per me. credo che l'essere figlia unica mi abbia in qualche modo forgiato e resa più forte. solo che io l'ho un po' subìto, diciamo che alla fine me lo son fatto piacere, mentre tu hai indossato questo vestito come quello che ti calzava meglio e hai forse saputo sfruttarne da subito i vantaggi.

caterina wrote:Jersey,
però secondo me è indubbio che la famiglia sia la prima comunità verso la quale il bimbo si rapporta.
Una comunità fatta solo di adulti, di genitori che quindi danno regole, non è la stessa cosa che far parte di una comunità dove ci si può coalizzare, si può capire cosa voglia dire con-dividere


pur rispettando le altre, è questa però l'opinione che più mi piace e che rappresenta quello che ho sempre pensato, fin da bambina.

mi piace questo confronto, ragazze. è un bel post.
lory76

Post by lory76 »

Io non ho mai avuto un rapporto così speciale con mio fratello, abbiamo vissuto sotto lo stesso tetto per ventiquattro anni eppure non ci siamo mai confidati, non ci siamo mai amati come alcuni fratelli invece fanno.
Questo finche' nella vita e' andato tutto bene, finche' c'era da ridere e scherzare e sitrovava nelle amicizie il proprio confrontarsi e passare le giornate.
Ma quando sono arrivati i momenti neri, la separazione per lui e la mia vita di ora, fatta di sacrifici e di vita a denti stretti, gli amici non sono le persone a cui confiderei i miei problemi economici e non sono loro le spalle su cui piango serate intere a farmi consolare.
In questi momenti ci siamo conosciuti veramente, e ci stiamo aiutando vicendevolmente a sopportare questo momento della vita che per entrambi e' notevolmente difficile.

Infatti leggere le parole di Sheireh, nonostante rispetti la sua idea, che dice che essere figli unici e' un po' come non aver bisogno di nessuno cozza completamente con la mia esperienza, perche' e' proprio nel momento in cui io da sola non potevo farcela che ho bussato una porta... quella di mio fratello.

E la stessa cosa la sta' vivendo mio marito, che ha trovato in suo fratello un'appoggio morale che per me e' insostituibile....
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caterina
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Post by caterina »

LOry, è vero quello che dici.
E poi: aver bisogno di qualcuno non è sintomo di debolezza, semmai del contrario. Avere la certezza dell'amore rende sempre più forti.
Io sono sincera, se fossi stata figlia unica quando mia madre è stata male e poi è morta, sarei IMPAZZITA.
Di dolore, di solitudine, di inadeguatezza.
Certe cose gli amici non possono darlo, e nemmeno gli zii e nemmeno i cugini, nemmeno i vicini di casa.
Per un certo punto di vista penso che dare un fratello ad un figlio già esistente sia proprio un dono....una cosa fatta più per loro che per noi stessi.
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"Non ci sono estranei, qui. Solo amici che non abbiamo ancora incontrato" (Yeats)

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