ecco, io in un discorso così generico mi perdo proprio perchè essendo ancora in questa fase -bambino sotto i tre anni e assenza di rete- sono profondamente addolorata di quelle che vivo come mancanze:Lelia wrote:Quello che dice Teresa è sacrosanto e bellissimo.
Rendiamoci però conto che non tutti hanno le famiglie vicine, e se sono vicine non è cmq scontato che siano disposte ad occuparsi dei bambini in modo costante.
Per esempio, se io avessi un figlio con David, avremmo questa situazione:
- mia madre ancora lavora, è libera professionista e non smetterà a breve di lavorare;
- mio padre avrà cmq più di 70 anni. I miei hanno cmq chiarito che non possono né desiderano fare i nonni babysitter;
- mio suocero ha già 80 anni;
- mia suocera ha seri problemi psichici, tali che ci fanno escludere di affidare a lei un bambino senza la nostra presenza;
- David è figlio unico;
- mia sorella vive in Germania, mio fratello al momento in Inghilterra.
Lavoriamo entrambi a tempo pieno. David per lavoro fa una 20ina di trasferte all'anno, che durano dai 2 ai 7 giorni.
In buona sostanza, se avessimo figli io potrei al massimo lavorare part time, e organizzarmi con una babysitter, nidi e quant'altro.
Più probabilmente vorrei stare a casa almeno qualche anno.
Non credo che il nostro sia un caso tanto raro.
di presenza in termini di quantità e qualità, di rete familiare ma non solo(qui sono in riflessione anche sulle mie responsabilità), di prospettive chiare per il nostro futuro di famiglia, e non ultimo, economiche.
quindi sono immersa in un sentire di sbriciolamento e di limitazione di prospettive e mi manca ciò che non ho.
quindi esco, passo la palla perchè so che in altre condizioni potrei vivere, e vivrò, le cose in modo diverso.
fatico a farne un discorso generalizzabile, sono troppe le sfumature.



