Accontentare subito i desideri?

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erinmay
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Post by erinmay »

Polly wrote: Più i figli crescono e più l'esempio la fa da padorna, ma cominciare fin da piccoli a renderli responsabili su certe questioni a mio avviso li aiuterà da più grandi a riconoscere meglio una motivazione contraria alla loro richiesta, perché "fuori" non è sempre quello che vorremmo fosse e più crescono e più il potere del "gruppo" ha il sopravvento e se dietro non c'è stato un buon lavoro fatto dosando e fondendo un'educazione familiare (diversa da famiglia a famiglia) con una educazione naturale, fisiologica che la vita ti propone, poco possiamo fare per renderli consapevoli e maturi!

ecco questo passaggio è esattamente quello che intendo io
l'educazione impartita dai genitori e quella impartita dalla vita devono compenetrarsi, integrarsi, "spiegarsi" a vicenda, e la prima non deve compensare la seconda (nel senso, tanto siccome di batoste ne prenderai dalla vita fuori, a casa ti concedo tutto; a casa, secondo me bisogna fornire gli strumenti emozionali per subire le batoste e attutire i colpi senza che questi li soverchino)


ho quotato solo questo per evidenziarlo, ma mi trovo d'accordo con tutto il post di polly
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Cosetta
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Post by Cosetta »

Erin-75 wrote:perfetto,e su questo siamo d'accordo

ma che ha di negativo l'attesa di babbo natale, del gioco grande e più costoso, l'attesa del coniglio dispettoso che rimescola le uova e le nasconde per la caccia al tesoro?
boh, sarà che daniele va in fibrillazione già da luglio, comincia a pensare a come disegnare (quest'anno a come scrivere) la lettera. Si fa i film su quale elfo aiuterà babbo natale a costruire il suo giocattolo, programma già il tipo di biscotti che vuole preparargli, a luglio mi ha "costretto" a comprare una serie particolare di formine a forma di granchio, di stella marina, di pesce e di conchiglia, perché dove vive babbo natale mamma c'è solo la neve, il mare non c'è e lui sarà contento di vedere i biscotti a forma di mare.
e.

e chi ha detto che per il gioco "grosso" non sia giusto aspettare?
a me pare di aver detto esattamente questo
Irene aspettava Halloween da un mese, solo per fare una festicciola con un'amica, aspetta Natale, Pasque a il compleanno per mesi, non mi pare di non creare attesa, ma non è che la creo apposta, semplicemente il compleanno, Natale ecc sono una volta all'anno, semplicemente giochi grossi non c'è la possibilità di comprarne spesso.

Poi la quoto anche io Polly, ma posso sapere in cosa contrasterebbe con quello detto finora?
che l'educazione in casa deve educare alla vita?
Ma Fede io non ho mai detto "io le do tutto tanto poi fuori non potrà avere", ma bensì "è naturale che non possa darle tutto e questo basta a imparare"
Questo è il nostro nodo da cui non capisco perché non se ne esce.
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Polly
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Post by Polly »

là dove c'è una istituzione uguale per tutti (ad esempio il Natale che viene una volta l'anno per tutti) è più facile far loro capire e quindi far comprendere il senso dell'attesa (OT che poi è fondante la festa stessa: tempo di avvento = tempo dell'attesa della venuta), il problema si pone quando ogni famiglia ha le sue "regole" le sue "priorità" ecc. ecc. e si scontrano con le nostre:

esempio stupido noi una volta alla settimana andiamo dal giornalaio e ognuno può decidere un giornalino entro i 3 euro (ed io non compro niente per me!!!) so di famiglie che lo fanno di regola 2 volte alla settimana, immagino che chi ne ha possibilità lo faccia tutti i giorni, giustissimo perché rientra nell'economia familiare personale.

Questo, soprattutto quando sono più piccoli, è per loro motivo di confronto e di disparità, quindi molto spesso è nelle piccole cose quotidiane che bisogna cercare di "educare" che sia all'attesa, alla responsabilità, alla giustizia, all'equità ecc. ecc. ecc. piuttosto che in quelle occasioni convenzionali, uguali per tutti e, pertanto, più facili da comprendere.

Quello che mi sento di fare è appunto di non sottovalutare mai le piccole cose, che, proprio perché piccole, spesso penso siano meno importanti, quando invece sono le piccole questioni quotidiane che formano maggiormente i figli.

In sostanza mi sembra si stia dicendo un po' tutti la stessa cosa in modalità diverse, come il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto per intenderci!
Paola, 5vm, per gli amici Polly

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