Page 46 of 47
Posted: Fri Dec 02, 2011 5:16 pm
by madda77
Teresa wrote:Madda non l'ho capita!!
Pero' -credimi- e' un'eccezione.
Hai una bella faccia e una bella penna!!!
ma ho provato a rileggere 3 volte, ma non ho capito.
Intendi che la quantita' e' un problema piu' tuo?
non ho capito....
intendo che, a parità di livelli di qualità se non addirittura, talvolta inferiori da parte mia, ci sono state molte, troppe giornate ed occasioni in cui mio figlio ha trascorso più tempo con loro che con me.
Posted: Fri Dec 02, 2011 9:07 pm
by Teresa
Ziska, fallo leggere alla tua mamma.
Falle questo regalo.
Amo queste generosità verso chi ci ama come può, come sa.
dunque
Posted: Sat Dec 03, 2011 10:45 am
by marylizard
orbito attorno a qsto post da giorni. Non ho letto tutto, ma qua e là qlche intervento, per cui argomento partendo solo dal titolo "il mito della qualità".
Io non credo sia un mito, anzi, penso che senza la qualità si vive tutto superficialmente, si "sopravvive", senza entrare dentro le cose e quindi senza cambiare (crescere) mai.
Ovviamente senza un minimo di "quantità" cui applicarla, la qualità va a farsi benedire.
Qsta la mia teoria.
E ora passiamo alla pratica: ql è quel minimo? è oggettivo o soggettivo?
Secondo me il nodo è qsto. E francamente una risposta non ce l'ho.
Tuttavia quando la scelta non c'è, che si puo' fare?
Porto la mia esperienza.
Non ho nonni su cui contare. Ho un lavoro (indeterminato) full time e mio marito lavora fino a tardi.
Prima di avere Veronica passavo con mio figlio meno di tre ore serali: lo andavo a prendere al nido fino di lavorare, lo portavo a casa e gli preparavo la cena, gioco, doccia e nanne (lui va a dormire alle 20:30 circa). Mi capitava di togliere le scarpe al volo e lasciarle in entrata, e di non andare in bagno fino alle 21. Se fosse un tempo di qualità non so dirvelo, ma lui era sorridente, ed io ho sempre cercato di essere più presente e "interattiva" possibile.
A gennaio riprendo il lavoro e mi ritroverò di nuovo nella stessa situazione, soltanto con due figli (e il distacco da veronica mi atterrisce, perchè non siamo mai state lontane più di due ore). Proverò a chiedere l'ennesima volta il part time, ma se non me lo danno? Che devo fare? Licenziarmi?
Perchè qsto significherebbe perdere un contratto a tempo indeterminato in un'azienda che mi piace, dopo aver studiato anni, fatto stage, tesi sperimentale e compagnia bella. Chè qui si mescolano le variabili: c'è la necessità, ossia il mutuo da pagare e c'è la sfera personale, ossia la volontà di coltivare un proprio percorso al di là del ruolo di madre (che i figli non son mica nostri eh? sono altri individui che amiamo disperatamente ma che un giorno prenderanno la loro strada, e più tranquilli e sereni si staccheranno, meglio avremmo fatto il ns lavoro di genitori).
Ci sono sere che non riesco ad addormentarmi al pensiero di cio' che mi aspetta. A volte piango, a volte m'incazzo.
Poi mi guardo allo specchio (azz che occhiaie...) e mi chiedo: "Tu ami i tuoi figli? Cerchi di dar loro il meglio di te stessa?"
Sì.
Perchè è qsto che passa, qsto che arriva.
Quindi sorridi che tanto è lo stesso, e almeno i tuoi figli ci si specchieranno dentro, in quel sorriso.
M.