Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
ne faccio una questione di principio se "giochiamo al gioco dell'ironia" ci dobbiamo stare tutte sia Patty che Yddish.
Yddish per provocare Patty le dice "che è un po stupida e se la cosa le piace"
Scusa Leila ma perchè Patty deve capire e Yddish può offendere (seppur io colgo la cinica provocazione) !?
ehehhe...vedi?!? tu conosci Yddish e a lei è permesso essere così perchè è yddish, Patty non la si conosce granchè e non può nulla...
questo è fare muro perchè siete amiche e vi dirò ci sta pure, probabilmente io lo farei pure, ma non avrei nessun problema ad ammetterlo...
Io Yiddish la conosco perché ha scritto molto di sé sul forum. Patty la conosco poco perché in due anni ha scritto 100 interventi.
Colpa mia?
Sì certo, stimo molto Yiddish. Patty fino a due giorni fa non l'avevo mai letta (sicuramente anche colpa mia perché cmq aveva scritto anche in passato) e questo suo unico post non mi piace e non lo condivido.
Patty "deve" capire perché è paradossale che una persona che partecipa così poco al forum vada da una Yiddish - in assoluto una delle utenti più ironiche di questo forum - a dirle "tu sai cosa vuol dire ironia?", almeno secondo il mio punto di vista.
Ma poi Agnese, Patty non è in grado di argomentare da sola? Ha bisogno di te come avvocato? Perché non esprimi il tuo punto di vista senza dover continuamente "difendere "Patty? Che tra l'altro mi pare in grado di dire quello che pensa senza bisogno di questo supporto esterno.
I'm selfish, impatient and a little insecure.
I make mistakes, I am out of control and at times hard to handle.
But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
- Marilyn Monroe -
Agnese G. Pupa wrote:sono pienamente daccordo con queste tue ultime frasi. io sono per il ora mi sembra strano tirar fuori come "spiegazione ad un pensiero semplice paragoni non paragonabili come la tortura, la violenza sulle donne, l'omofobia e affini... tutto qua. a me pare inappropriato relativamente alle affermazioni di Patty...
ma tortura e omofobia erano esempi di come si può rispettare il diritto di esprimere un pensiero (e proprio questo è un forum che rifugge ogni tipo di censura, magari anche sbagliando per eccesso)
come cosa ben diversa da rispettare quel pensiero (per cui sono stati fatti esempi estremi, come la tortura appunto)
la linea di demarcazione per me è questa
MatifraSo wrote:dire che uno sculaccione ti scappa per l'esasperazione, perchè fanno perdere la pazienza, perchè non ce la fai più è un conto.
Dire che lo dai perchè quando ci vuole ci vuole, perchè così capiscono, perchè non hanno mai fatto male a nessuno è tutt'altra cosa.
ed è la seconda visione che da buona parte delle persone qui è osteggiata
druuna wrote:quoto perchè non lo saprei dire meglio...
guarda per una volta Fabio dorme e mentre con un piede lo ninno sono riuscita anche a leggere TUTTO il post :cisssss:
resta il fatto che forse la violenza (quale che sia: fisica, verbale ecc) sarebbe il mezzo più semplice e immediato... ma a mio avviso non è quello giusto... e come ho detto prima mi sentirei sconfitta.
Il che vuol dire che quando capiterà cercherò di ragionare e di farmi capire da mio figlio in altro modo...
ma sono daccordo! approfitto per aggiungere che come molte avranno già letto io lavoro coi disabili, anche quelli psicotici-agressivi che vuol dire che ti menano perchè non sanno bilanciare emotività-forza-capacità comunicative.
Ecco per essere un bravo educatore al 99% le prendi, contieni se è il caso e rielabori la dinamica con "l'utente" ... figurati se sono a favore della violenza...
ma qui nessuna lo è! nemmeno Patty e ch'è stata travisata molto. io nn sono pienamente daccordo con lei ma metterla in croce per non voler leggere tra le sue righe...echeccacchio!!! :sdent:
"In ogni caso la causa della rivolta è l'ineguaglianza"
Aristotele
"La legge è fatta esclusivamente per lo sfruttamento di coloro che non la capiscono, o ai quali la brutale necessità non permette di rispettarla"
B. Brecht