Posted: Mon Jun 13, 2011 2:56 pm
guarda, capisco la riottosità ad accettare un problema come quello che vivi.
e non sai quante volte anche io ho implorato non so bene chi di poter tornare ad essere quella di prima.
in chi ha sofferto di panico è netta la linea di demarcazione tra il pre panico e il post panico. perché a certi livelli l'esperienza panico ti segna la vita.
quindi ti capisco.
ma ostinarsi ad opporre un rifiuto è controproducente. passami il paragone ma è come pretendere di essere corrisposte in amore da uno che non ti vuole. insomma lì per lì ti danni l'anima, fai tutto ciò che è in tuo potere per far si che accada ma poi ti metti l'animo in pace e cerchi qualcun altro no?
ecco col panico è uguale. prima lo respingi e cerchi di scacciarlo. poi cerchi un nuovo equilibrio che ti permetta di vivere bene accettando che ti sia capitato quel che ti è capitato.
che non significa vivere col panico, no, ma accettare di esserci passata e accettare l'idea di dovertici confrontare di nuovo.
solo così puoi mettere fine alla spirale del panico. perché se ad ogni minima reazione ansiosa tu pensi all'attacco inneschi proprio quella reazione a catena. più lo temi e più alzi la percentuale di possibilità che si verifichi.
se invece accetti alcune reazioni ansiose e ti convinci che:
a) hanno un motivo (se riesci ad individuarlo meglio ma non è semplice)
b) non sono pericolose per la tua salute, né fisica né mentale;
c) come sono venute se ne andranno molto presto
l'attacco non ti viene.
a pensare a), b) e c) ci si arriva, marte, fidati, ma occorre pazienza e soprattutto occorre che tu accetti di essere fatta anche così.
Dirai: ma io prima non ero così. Non è vero: tu sei così, solo che per manifestarsi questo tuo modo di affrontare la vita è dovuto scattare qualcosa. Apparentemente magari non c'è stato un motivo ma in realtà un fattore scatenante c'è.
Mi rendo conto che questa è psicologia spicciola e quindi prendila per quello che è. E' in estrema sintesi e banalità il percorso che ho fatto io e che mi è sembrato, confrontandomi con molte altre persone che erano nella mia situazione, che ci siano dei tratti comuni a tutti quelli che hanno avuto il panico. Poi ognuno porta la sua storia, il suo carattere, i fattori variabili sono molteplici.
Ma di base io ho riscontrato tante analogie, tanti leit motiv, tanti atteggiamenti mentali simili.
Abbi però fiducia. La fase acuta sparirà. Poi dovrai lavorare molto su te stessa.
E poi non tornerai come prima, ma sarai migliore e ancora più forte.
e non sai quante volte anche io ho implorato non so bene chi di poter tornare ad essere quella di prima.
in chi ha sofferto di panico è netta la linea di demarcazione tra il pre panico e il post panico. perché a certi livelli l'esperienza panico ti segna la vita.
quindi ti capisco.
ma ostinarsi ad opporre un rifiuto è controproducente. passami il paragone ma è come pretendere di essere corrisposte in amore da uno che non ti vuole. insomma lì per lì ti danni l'anima, fai tutto ciò che è in tuo potere per far si che accada ma poi ti metti l'animo in pace e cerchi qualcun altro no?
ecco col panico è uguale. prima lo respingi e cerchi di scacciarlo. poi cerchi un nuovo equilibrio che ti permetta di vivere bene accettando che ti sia capitato quel che ti è capitato.
che non significa vivere col panico, no, ma accettare di esserci passata e accettare l'idea di dovertici confrontare di nuovo.
solo così puoi mettere fine alla spirale del panico. perché se ad ogni minima reazione ansiosa tu pensi all'attacco inneschi proprio quella reazione a catena. più lo temi e più alzi la percentuale di possibilità che si verifichi.
se invece accetti alcune reazioni ansiose e ti convinci che:
a) hanno un motivo (se riesci ad individuarlo meglio ma non è semplice)
b) non sono pericolose per la tua salute, né fisica né mentale;
c) come sono venute se ne andranno molto presto
l'attacco non ti viene.
a pensare a), b) e c) ci si arriva, marte, fidati, ma occorre pazienza e soprattutto occorre che tu accetti di essere fatta anche così.
Dirai: ma io prima non ero così. Non è vero: tu sei così, solo che per manifestarsi questo tuo modo di affrontare la vita è dovuto scattare qualcosa. Apparentemente magari non c'è stato un motivo ma in realtà un fattore scatenante c'è.
Mi rendo conto che questa è psicologia spicciola e quindi prendila per quello che è. E' in estrema sintesi e banalità il percorso che ho fatto io e che mi è sembrato, confrontandomi con molte altre persone che erano nella mia situazione, che ci siano dei tratti comuni a tutti quelli che hanno avuto il panico. Poi ognuno porta la sua storia, il suo carattere, i fattori variabili sono molteplici.
Ma di base io ho riscontrato tante analogie, tanti leit motiv, tanti atteggiamenti mentali simili.
Abbi però fiducia. La fase acuta sparirà. Poi dovrai lavorare molto su te stessa.
E poi non tornerai come prima, ma sarai migliore e ancora più forte.