Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
lenina wrote:quindi è giusto che la mamma abbia il diritto di stare a casa se il bimbo è malato?
E come la mettiamo con il fatto che i datori di lavoro se viene riconosciuto alle donne questo diritto le pagano meno?
Perchè sarebbe la cosa migliore, ma mi è stato fatto notare che non è attuabile perchè il lavoro viene prima (se no non lamentiamoci che non vogliono le donne nel mondo del lavoro)
Che poi potrebbe starci anche il papà (a quel punto non assumerebbero più neppure gli uomini?)
ho letto fino a qui.
Appunto, anche questo tipo di incombenza dovrebbe essere ripartita indifferentemente fra padre e madre (e qui è più un discorso culturale che legislativo) e a quel punto non ci sarebbe più lo svantaggio delle donne nell'essere assunte, soprattutto se il congedo parentale obbligatorio esistesse anche per i padri. E non avrebbe più senso che le retribuzioni fossero inferiori.
Però queste sono cose che in parte dovrebbero essere previste da una politica all'avanguardia, ma in parte possono anche venire da noi, dalle famiglie. Perché gli uomini hanno diritto a quei giorni per malattia dei figli come le donne, e gli uomini possono già adesso usufruire del congedo parentale.
Quanti qui (presenti o mariti) ne hanno usufruito?
I cambiamenti non devono necessariamente venir imposti dall'alto, ma possono anche nascere dal basso.
dai 12 mesi ai 18 di giovanni mio marito è stato a casa due giorni a settimana in paternità impazzendo letteralmente perche ovviamente il carico di lavoro era lo stesso.. Però gli è anche piaciuta tanto questa esperienza. Poi però a lungo andare è diventata impraticabile proprio per riuscire a stare' ' sul mercato..
Soglia: oh, pensa che è, per due che si amano
logorare un po’ la propria soglia di casa già alquanto consunta,
anche loro, dopo dei tanti di prima,
e prima di quelli di dopo… leggermente.
Rainer Maria Rilke, Elegie Duinesi
Giovanni 9.12.2009 Aspetto una bambina da 35 settimane.
Cos73 wrote:ho letto fino a qui.
Appunto, anche questo tipo di incombenza dovrebbe essere ripartita indifferentemente fra padre e madre (e qui è più un discorso culturale che legislativo) e a quel punto non ci sarebbe più lo svantaggio delle donne nell'essere assunte, soprattutto se il congedo parentale obbligatorio esistesse anche per i padri. E non avrebbe più senso che le retribuzioni fossero inferiori.
Però queste sono cose che in parte dovrebbero essere previste da una politica all'avanguardia, ma in parte possono anche venire da noi, dalle famiglie. Perché gli uomini hanno diritto a quei giorni per malattia dei figli come le donne, e gli uomini possono già adesso usufruire del congedo parentale.
Quanti qui (presenti o mariti) ne hanno usufruito?
I cambiamenti non devono necessariamente venir imposti dall'alto, ma possono anche nascere dal basso.
noi lo facciamo, stabiliamo, di volta in volta, chi dei due possa assentarsi dal lavoro in quel momento.
daniele ha un part-tima verticale e si occupa di tommaso , e si occuperà di erica, esattamente quanto me.
però veniamo guardati come mosche bianche e nella famiglia di daniele la nostra scelta non è mai stata vista di buon occhjo
"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, può essere conosciuto, trasformato e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere. della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita" E. Berlinguer