Posted: Mon Jan 17, 2011 11:46 am
ho molto apprezzato la logica dell'evoluzione socio-antropologica, portata da Mirko, e tutto sommato convergo su molti punti, con lui, visto che io stessa mi evolvo difronte a situazioni che non avevo mai toccato più da vicino e nel momento in cui, invece, mi tocca pensarci, allora la mia posizione si modifica, e non perché sia una banderuola, ma semplicemmente perché cresco.
Comunque mi piacerebbe a questo punto capire se, difronte a questa materia così delicata, come la procreazione, sia opportuno avere un atteggiamento così esageratamente liberale, o se invece non sarebbe opportuno mettere un limite entro il quale la scienza-l'uomo, possono agire, senza scavalcare un' etica-morale.
Possibile che questi termini evidenziati facciano ormai parte di un frasario vetusto?
Possibile che l'individuo, in quanto tale, conti più di una eventuale degenerazione della continua evoluzione scientifica?
Comunque mi piacerebbe a questo punto capire se, difronte a questa materia così delicata, come la procreazione, sia opportuno avere un atteggiamento così esageratamente liberale, o se invece non sarebbe opportuno mettere un limite entro il quale la scienza-l'uomo, possono agire, senza scavalcare un' etica-morale.
Possibile che questi termini evidenziati facciano ormai parte di un frasario vetusto?
Possibile che l'individuo, in quanto tale, conti più di una eventuale degenerazione della continua evoluzione scientifica?