Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Incontriamoci qui per parlare di tutto

Moderators: Befy, laste

User avatar
tati
Ambasciatore
Ambasciatore
Posts: 11613
Joined: Fri Dec 15, 2006 10:35 pm

Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Post by tati »

Vi ho letto, ma non riesco a dare un senso a quanto accaduto.
Forse un misto delle cose che avete scritto, non so.
Non siamo al sicuro, perché possono esserci anche mille militari in più, ma questa gente riesce a colpire comunque.
E colpisce, colpisce dove più fa male.
Magari ora è passata, per il momento.
Magari la Francia riesce anche a rialzarsi, ma non è finita.
E non ho idea di come si potrebbe farla finire.

Paura ce ne è... nel nostro piccolo Elisa doveva andare a Roma con l' oratorio e le abbiamo detto di no.
Mi spiace, ha anche pianto perché è una cosa a cui tiene molto, e che so che la potrebbe far crescere davvero tanto.
Ma ad oggi, con l' ansia di quanto sta accadendo e potrebbe accadere, io non ce la faccio a dire di si.
Non sono in grado di poter affrontare una paura tanto grande.
Milena
Utente Vip
Utente Vip
Posts: 1005
Joined: Sat Dec 16, 2006 3:52 pm

Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Post by Milena »

Paola wrote:Detto tutto ciò volevo ringraziare tutti per la pacatezza di questa discussione che rimane umana anche su posizioni contrastanti.

Riporto un pezzo di approfondimento del fatto quotidiano perché se in una redazione giornalistica, ove stanno affrontando la questione Parigi, si arriva alle nostre stesse riflessioni, credo che vi sia davvero, in questo momento, un percorso di riflessione importante.
Io, delle tre opzioni sotto, farei un po' è un po' senza escluderne nessuna...

Si discute parecchio, anche tra noi, nelle redazioni, di cosa sta succedendo. Di come dobbiamo inquadrare e raccontare i fatti di Parigi. Le opzioni sono molte:


1) terrorismo simile a quello degli anni Settanta in Italia, ci sono pochi fanatici islamisti circondati da un brodo di coltura di rabbia e frustrazione che garantisce ai violenti protezione e consenso.
2) E’ lo scontro di civiltà iniziato l’11 settembre, Islam contro Occidente, e l’Occidente sta perdendo perché mentre i terroristi possono farlo soffrire, il nemico è impalpabile, privo di regole e morale, spietato.
3) La religione, l’Islam e la mitologia del Califfato sono tutte sovrastrutture, addobbi di una questione geopolitica molto precisa, cioè il caos in cui è sprofondato (con l’aiuto degli Stati Uniti e di tutti noi) il Medio Oriente

Il resto dell'articolo qui
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11 ... e/2220367/
Io ascoltando i tanti interventi radiofonici di giornalisti, scrittori, esperti della questione mediorientale mi sono convinta che la spiegazione sia al punto 3.
Le motivazioni religiose e ideologiche sono usate dal califfato per imbottire i terroristi di idee e esplosivi e per convincere altri fanatici tipo il ragazzino citato da Antonella.
Resta un mistero capire come riescano. Perché l'amore e la pace predicati dal cattolicesimo non hanno così presa? Domanda retorica, naturalmente.
User avatar
micmar
Ambasciatore
Ambasciatore
Posts: 4443
Joined: Wed Dec 26, 2007 11:42 am

Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Post by micmar »

Milena wrote:
Paola wrote:Detto tutto ciò volevo ringraziare tutti per la pacatezza di questa discussione che rimane umana anche su posizioni contrastanti.

Riporto un pezzo di approfondimento del fatto quotidiano perché se in una redazione giornalistica, ove stanno affrontando la questione Parigi, si arriva alle nostre stesse riflessioni, credo che vi sia davvero, in questo momento, un percorso di riflessione importante.
Io, delle tre opzioni sotto, farei un po' è un po' senza escluderne nessuna...

Si discute parecchio, anche tra noi, nelle redazioni, di cosa sta succedendo. Di come dobbiamo inquadrare e raccontare i fatti di Parigi. Le opzioni sono molte:


1) terrorismo simile a quello degli anni Settanta in Italia, ci sono pochi fanatici islamisti circondati da un brodo di coltura di rabbia e frustrazione che garantisce ai violenti protezione e consenso.
2) E’ lo scontro di civiltà iniziato l’11 settembre, Islam contro Occidente, e l’Occidente sta perdendo perché mentre i terroristi possono farlo soffrire, il nemico è impalpabile, privo di regole e morale, spietato.
3) La religione, l’Islam e la mitologia del Califfato sono tutte sovrastrutture, addobbi di una questione geopolitica molto precisa, cioè il caos in cui è sprofondato (con l’aiuto degli Stati Uniti e di tutti noi) il Medio Oriente

Il resto dell'articolo qui
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11 ... e/2220367/
Io ascoltando i tanti interventi radiofonici di giornalisti, scrittori, esperti della questione mediorientale mi sono convinta che la spiegazione sia al punto 3.
Le motivazioni religiose e ideologiche sono usate dal califfato per imbottire i terroristi di idee e esplosivi e per convincere altri fanatici tipo il ragazzino citato da Antonella.
Resta un mistero capire come riescano. Perché l'amore e la pace predicati dal cattolicesimo non hanno così presa? Domanda retorica, naturalmente.
perchè tra il cattlicesimo e l'islam ci sono 600 anni di differenza, non c'è stato ancora un fenomeno simile alla nostra rivoluzione francese e il concetto di laicità nei paesi arabi è praticamente inesistente
Locked