Posted: Tue Dec 28, 2010 9:19 am
Ho deciso di cercare il secondo in parte per altruismo, venendo da un'esperienza di figlia unica per nulla negativa ma che nella vita adulta sentivo "mancante", in parte per egoismo (voglia di nuova maternità).
Il QUANDO è arrivato da sé, a istinto.
Quando alex era piccolissimo avevamo un rapporto simbiotico, troppo stretto per ammettere altri amori. Pian piano, vedendolo indipendente, mi sono sentita disponibile alla nuova avventura.
E' stata una questione di puro cuore, non di calcoli razionali.
Non avevo molti aiuti, e addirittura il periodo economico per la famiglia era terrificante (mio marito al tempo era imprenditore, c'erano debiti e c'erano avvocati di mezzo fra lui e i suoi soci dal comportamento scorretto, non sapevamo come sarebbe finita).
Però... era il momento, lo sentivo.
Quanto ad alex, era un bambino vivacissimo ma non ad alto bisogno, se lo seguivo tanto era per mio piacere nello stimolarlo più che per necessità. Anzi, questo mi è un po' mancato, quando è nato Federico e le attenzioni per forza di cose sono state diverse.
Ripensandoci... invidio la me stessa di cinque anni fa.
Era più coraggiosa, più felicemente incosciente.
Se ora penso al terzo figlio, mi rendo conto che la Ragione sta tirando le briglie in maniera irrevocabile, e se tira ancora un po' non avrò più il tempo.
Ma tutto sommato non mi do al terzo per un motivo fondamentale: sono stanca, esaurita fino all'ultima energia fisica e psicologica dalla mia vita attuale, tra lavoro e bimbi. Ho il terrore di mettere altra carne al fuoco e soccombere.
Perciò è probabile che il carattere di un primogenito, se tale da ridurre come me adesso una mamma di un solo figlio, possa influire sulla scelta del secondo.
Per quanto riguarda la differenza di età, PER LORO secondo me è fantastica se non è troppa. Fratelli con due-tre anni di differenza crescono insieme.
PER LA MAMMA... un po' meno :ihih:
Un secondo quando il primo è più autonomo, a quanto osservo guardandomi in giro, mi sembra meno stressante, almeno nei primi anni.
Il QUANDO è arrivato da sé, a istinto.
Quando alex era piccolissimo avevamo un rapporto simbiotico, troppo stretto per ammettere altri amori. Pian piano, vedendolo indipendente, mi sono sentita disponibile alla nuova avventura.
E' stata una questione di puro cuore, non di calcoli razionali.
Non avevo molti aiuti, e addirittura il periodo economico per la famiglia era terrificante (mio marito al tempo era imprenditore, c'erano debiti e c'erano avvocati di mezzo fra lui e i suoi soci dal comportamento scorretto, non sapevamo come sarebbe finita).
Però... era il momento, lo sentivo.
Quanto ad alex, era un bambino vivacissimo ma non ad alto bisogno, se lo seguivo tanto era per mio piacere nello stimolarlo più che per necessità. Anzi, questo mi è un po' mancato, quando è nato Federico e le attenzioni per forza di cose sono state diverse.
Ripensandoci... invidio la me stessa di cinque anni fa.
Era più coraggiosa, più felicemente incosciente.
Se ora penso al terzo figlio, mi rendo conto che la Ragione sta tirando le briglie in maniera irrevocabile, e se tira ancora un po' non avrò più il tempo.
Ma tutto sommato non mi do al terzo per un motivo fondamentale: sono stanca, esaurita fino all'ultima energia fisica e psicologica dalla mia vita attuale, tra lavoro e bimbi. Ho il terrore di mettere altra carne al fuoco e soccombere.
Perciò è probabile che il carattere di un primogenito, se tale da ridurre come me adesso una mamma di un solo figlio, possa influire sulla scelta del secondo.
Per quanto riguarda la differenza di età, PER LORO secondo me è fantastica se non è troppa. Fratelli con due-tre anni di differenza crescono insieme.
PER LA MAMMA... un po' meno :ihih:
Un secondo quando il primo è più autonomo, a quanto osservo guardandomi in giro, mi sembra meno stressante, almeno nei primi anni.