La disabilità, la normalità, Forrest Gump.

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Moderator: Paola

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tessa
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Post by tessa »

é da quando lo hai messo che passo e non mi so spiegare.
Provo.
Io non lo ho riguardato da quando ho Lup, ma per lei è diverso.
Dall'esterno mi continuo ad accorgere che spesso il problema parte a monte, dal genitore, non per ignoranza ma perchè hanno paura di spiegare ai propri figli che esiste la malattia anche da piccoli.
Il bambino che non ha mai visto un'altro bambino malato gravemente, magari con handicap evidenti, rimane naturalmente incuriosito e guarda il genitore per avere la rassicurazione che provoca il non aver mai visto .
In base alla reazione del genitore, il bambino si farà una sua maniera di approcciare alla disabilità.
Due esempi:
1
L. è in classe con Tommaso, a quattro anni vede Lucrezia per la prima volta perchè vado a prendere il grande con la Lup in braccio e il bambino mi dice"...ma la tua bambina è un mostro...!"
La maestra lì presente lo rimprovera e gli dice che queste cose non si dicono.
Io mi piego e gli spiego che la mia bambina ha male alla testa e per questo ce l'ha diversa dagli altri bambini.
Dopo un po' di tempo mi chiama la mamma trafelata, profondendosi in scuse, e io la invito al compleanno di Lup con L.
Sono passati tre anni e siamo diventate amiche.
MA...
C'è un ma.
Da quell'episodio Tommaso non ha più voluto che io portassi la sorellina all'asilo, ma invita a casa nostra bambini selezionati da lui, sempre gli stessi.
2
Al Meyer mercoledì in cardiologia una bambina di quattro anni si avvicina a Lup sul mega passeggino e fa per darle una carezza.
La mamma la blocca e la rimprovera "Non la toccare !Le fai male!"
Aveva un giochino in mano e, rassicurata la mamma , ho aiutato la bimba ad avvicinarsi a Lucrezia.
Questo è quello che succede nel migliore dei casi, perchè purtroppo c'è ancora chi porta via i bambini al suono di "é malata poverina", ma spero sia per proteggere i figli dal conoscere la sofferenza, SPERO!

Ma so che non è sempre così.
NOISTREGA N.1:ehehe:

Tommaso 23/10/2005. Lucrezia 8/5/2007
"Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare e la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre." (Tommaso Moro)
"Tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro;ogni famiglia infelice è infelice a modo suo."(L. Tolstoj)
mammangi

Post by mammangi »

i miei due figli accettano le diversità in modo diverso: il grande perché le conosce avendo vissuto con una nonna emiplegica e Cicci perché lo fa naturalmente come raccontavano altre mamme prima di me.

il mio imbarazzo a volte nasce solo dal fatto di non sapere cosa sa il forrest gump in questione o come gli è stata spiegata la malattia. ad esempio al parco Cicci vede un bimbo con l'occlusore ad un occhio e gli chiede se si è fatto male, il bimbo è piccolo e non risponde, mentre cercavo le parole adatte a spiegare è arrivata la sua mamma a dire che ha l'occhio pigro. mi ha sollevata ma perché non conoscevo il bimbo e non volevo dire cose che avrebbero potuto turbarlo. e ho fatto un esempio senza disabilità gravi.
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Enza 52
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Post by Enza 52 »

Io ho 59 anni e credo forse sia un mio limite, non riesco ad entrare ancora nel termine Diverso, perché penso che tutti siamo diversi gli uni dagli altri.
Posso definire Forrest ingenuo, fanciullesco e diverso da me come possono esserlo mio marito, mia figlia.
Il caso di Lucrezia, in cui c'è una evidente patologia fisica, lo guardo con l'empatia con cui posso guardare una persona che mi dice di avere una malattia degenerativa, con amore verso una persona sofferente.
Questo può forse dare spazio a fraintesi, come una sorta di superficialità da parte mia, ma non so spiegarmi, non riesco a sentire la diversità, e l'ho trasmesso anche ai miei figli.
L'incredibile è che mio marito ha lo stesso mio approccio, nonostante veniamo da 2 distinte realtà educative , questo purtroppo ci allontana anche dal pietismo, ma piuttosto ci conduce verso l'idea che nel sociale si dovrebbe dare spazio ai bisogni dell'individuo.
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