Posted: Sat Jun 11, 2011 10:48 pm
é da quando lo hai messo che passo e non mi so spiegare.
Provo.
Io non lo ho riguardato da quando ho Lup, ma per lei è diverso.
Dall'esterno mi continuo ad accorgere che spesso il problema parte a monte, dal genitore, non per ignoranza ma perchè hanno paura di spiegare ai propri figli che esiste la malattia anche da piccoli.
Il bambino che non ha mai visto un'altro bambino malato gravemente, magari con handicap evidenti, rimane naturalmente incuriosito e guarda il genitore per avere la rassicurazione che provoca il non aver mai visto .
In base alla reazione del genitore, il bambino si farà una sua maniera di approcciare alla disabilità.
Due esempi:
1
L. è in classe con Tommaso, a quattro anni vede Lucrezia per la prima volta perchè vado a prendere il grande con la Lup in braccio e il bambino mi dice"...ma la tua bambina è un mostro...!"
La maestra lì presente lo rimprovera e gli dice che queste cose non si dicono.
Io mi piego e gli spiego che la mia bambina ha male alla testa e per questo ce l'ha diversa dagli altri bambini.
Dopo un po' di tempo mi chiama la mamma trafelata, profondendosi in scuse, e io la invito al compleanno di Lup con L.
Sono passati tre anni e siamo diventate amiche.
MA...
C'è un ma.
Da quell'episodio Tommaso non ha più voluto che io portassi la sorellina all'asilo, ma invita a casa nostra bambini selezionati da lui, sempre gli stessi.
2
Al Meyer mercoledì in cardiologia una bambina di quattro anni si avvicina a Lup sul mega passeggino e fa per darle una carezza.
La mamma la blocca e la rimprovera "Non la toccare !Le fai male!"
Aveva un giochino in mano e, rassicurata la mamma , ho aiutato la bimba ad avvicinarsi a Lucrezia.
Questo è quello che succede nel migliore dei casi, perchè purtroppo c'è ancora chi porta via i bambini al suono di "é malata poverina", ma spero sia per proteggere i figli dal conoscere la sofferenza, SPERO!
Ma so che non è sempre così.
Provo.
Io non lo ho riguardato da quando ho Lup, ma per lei è diverso.
Dall'esterno mi continuo ad accorgere che spesso il problema parte a monte, dal genitore, non per ignoranza ma perchè hanno paura di spiegare ai propri figli che esiste la malattia anche da piccoli.
Il bambino che non ha mai visto un'altro bambino malato gravemente, magari con handicap evidenti, rimane naturalmente incuriosito e guarda il genitore per avere la rassicurazione che provoca il non aver mai visto .
In base alla reazione del genitore, il bambino si farà una sua maniera di approcciare alla disabilità.
Due esempi:
1
L. è in classe con Tommaso, a quattro anni vede Lucrezia per la prima volta perchè vado a prendere il grande con la Lup in braccio e il bambino mi dice"...ma la tua bambina è un mostro...!"
La maestra lì presente lo rimprovera e gli dice che queste cose non si dicono.
Io mi piego e gli spiego che la mia bambina ha male alla testa e per questo ce l'ha diversa dagli altri bambini.
Dopo un po' di tempo mi chiama la mamma trafelata, profondendosi in scuse, e io la invito al compleanno di Lup con L.
Sono passati tre anni e siamo diventate amiche.
MA...
C'è un ma.
Da quell'episodio Tommaso non ha più voluto che io portassi la sorellina all'asilo, ma invita a casa nostra bambini selezionati da lui, sempre gli stessi.
2
Al Meyer mercoledì in cardiologia una bambina di quattro anni si avvicina a Lup sul mega passeggino e fa per darle una carezza.
La mamma la blocca e la rimprovera "Non la toccare !Le fai male!"
Aveva un giochino in mano e, rassicurata la mamma , ho aiutato la bimba ad avvicinarsi a Lucrezia.
Questo è quello che succede nel migliore dei casi, perchè purtroppo c'è ancora chi porta via i bambini al suono di "é malata poverina", ma spero sia per proteggere i figli dal conoscere la sofferenza, SPERO!
Ma so che non è sempre così.