Page 6 of 19

Posted: Tue Sep 20, 2011 9:31 pm
by sweet
Sheireh wrote:Con la pratica diventa abbastanza spontaneo.
E' come non usare domande retoriche, che viene naturale ma bisogna evitare.
sono una testa dura, fammi un esempio...cerco di imparare un pochino :red:

cmq mi sembra interessante, ricco di spunti su cui riflettere, il bello e bravo è così diffuso nella nostra quotidianità, bisognerebbe ampliarli, non è facile ma ci si può lavorare...
per le punizioni e i divieti avevo letto anche io qualcosa sull'argomento, più è grande il ventaglio dei divieti e più è difficile che siano rispettati, sulle punizioni però sono molto dubbiosa, non ho capito come bisognerebbe comportarsi. :mumble:

Posted: Tue Sep 20, 2011 9:37 pm
by Sheireh
sweetlucy wrote:sono una testa dura, fammi un esempio...cerco di imparare un pochino :red:
Arianna ha riempito il pannolino di cacca, è il momento di cambiarlo prima che la bomba esploda del tutto.
Io posso dire ad Arianna "Arianna, andiamo a cambiare il pannolino?" oppure "Arianna, ora è il momento di cambiare il pannolino, ché hai fatto la cacca".
Da un punto di vista adulto non c'è molta differenza in queste due frasi.
Da un punto di vista di bambino, che non capisce la retorica, la differenza è abissale.
Perché, mentre nel secondo caso ti dico cosa si fa adesso (e tu puoi anche ribattere che non ti va, ma è una cosa che VA FATTA, e infatti ti spiego anche il perché) e, volente o nolente la facciamo... nel primo caso io, mamma, chiedo a te, figlia, un PARERE, e se tu mi rispondi - com'è praticamente logico - "no", io dovrei per correttezza accettare il tuo parere e quindi NON cambiarti. Perché sono IO che te l'ho chiesto, e se te l'ho chiesto vuol dire che mi interessa sapere cosa ne pensi. Chiaro che per noi NON è così, è solo un modo di dire, ma per un bambino ha molta importanza. E un bambino che si sente chiedere in continuazione cose per le quali poi non è considerato e che ripetutamente si svolgono contro la sua volontà (che gli è stata richiesta), si sente a lungo andare sminuito, incompreso, inutile nelle sue idee. Perde quindi il gusto di dare la sua opinione, pensando che l'adulto non lo tenga in alcuna considerazione.

Posted: Tue Sep 20, 2011 9:42 pm
by Polly
sweetlucy wrote:sono una testa dura, fammi un esempio...cerco di imparare un pochino :red:

cmq mi sembra interessante, ricco di spunti su cui riflettere, il bello e bravo è così diffuso nella nostra quotidianità, bisognerebbe ampliarli, non è facile ma ci si può lavorare...
per le punizioni e i divieti avevo letto anche io qualcosa sull'argomento, più è grande il ventaglio dei divieti e più è difficile che siano rispettati, sulle punizioni però sono molto dubbiosa, non ho capito come bisognerebbe comportarsi. :mumble:
Io ad esempio non ho mai parlato ai miei figli in termini di 'punizione' ma a volte quando necessario si discuteva sulle 'conseguenze' di una determinata azione.

Noi siamo una famiglia numerosa e le azioni di uno ricadono spesso su tutti, per cui è impossibile non adottare strategie come conseguenza a qualcosa che in effetti può cambiare l'assetto generale.

Ma mai ho messo la questione sotto forma di punizioine, ho sempre discusso fi da piccoli, naturalmente con il dovuto linguaggio legato all'età puntando sulla questione 'conseguenza' non 'punizione'.

Crescendo poi le 'conseguenze' di alcune azioni (orari da rispettare, studio ecc. Ecc.) sono state sempre concordate prima insieme 'concordate' ed accettate.

Più si condivide, più si accetta. Alla base come si diceva all'inizio ci deve essere la 'comunicazione'.

.dialogo dialogo dialogo fino allo sfinimento!!!

E naturalmente evitare come dice ila la 'retorica' questo più difficile in quanto è un linguaggio non comune.

Come ad esempio parlare in positivo e non in negativo come la nostra xultura purtroppo è invece abituata esempio

Se NON finisci i compiti NON vedi la tv

Sarebbe meglio dire la stessa cosa in positivo:

Appena finisci i compiti potrai vedere la tv