l'ho visto ora
elle wrote:Io sono un po' dubbiosa... non è una cosa che può confondere le mie figlie? io so che nelle famiglie bilingue si fa che ogni genitore parla esclusivamente la sua lingua, ma io sinceramente a parlare solo in inglese a casa un po' mi rompo... se mi metto a parlargli un po' in inglese e un po' in italiano non è che faccio un casino?
io sono (quasi) sempre favorevole,
danni molto difficilmente se ne possono fare,
mentre i vantaggi ci sono anche in caso di apprendimento limitato e frammentario (anche "solo", se non si arriva ad acquisire competenze sufficienti in una lingua, l'iniziare a capire, fin da piccoli, che esistono altri mondi, altre culture, che non tutto deve sempre e per forza essere "come lo facciamo/diciamo noi". Per un bambino è un concetto immenso.)
Sul fare confusione per l'alternanza delle lingue, no,
a patto che si mantenga un certo "ordine" nel loro uso e che le lingue vengano mantenute separate (ad es. l'inglese si parla sempre in una determinata situazione: a tavola, in auto, dopo cena, quando si va al parco, ecc... insomma, basta che ci sia un elemento che permette al bambino (poi molto dipende anche dall'età, non so quanto hanno le tue) di associare chiaramente lingua-contesto)
Quello che è sì dannoso, in fase di apprendimento, è quello che viene definito code-mixing, cioè il mischiare diverse lingue in una stessa frase (questo ovviamente rende difficilissimo al bambino separare i due sistemi linguistici e capire cosa appartiene a quale lingua).
Nello specifico, del parlare una lingua non materna con i bambini ne abbiamo parlato recentemente qui
Insegnare una seconda lingua
poi ti cerco qualche altro thread, è un argomento che ogni tanto rispunta
(e che come si nota mi appassiona, un po' perché faccio il tuo stesso lavoro (dove hai studiato??? io a trieste, ma taaaanti anni fa

e le lingue e il loro apprendimento mi affascinano, un po' perché siamo una famiglia bi/multilingue e quindi l'argomento fa parte della vita di casa: mio marito è sudamericano ma ci siamo conosciuti e abbiamo vissuto diversi anni in un terzo paese)