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Posted: Thu Oct 27, 2011 1:40 pm
by Agnese G. Pupa
France wrote:Sul fatto di come DOVREBBE funzionare ovviamente sono d'accordo anch'io, ma si sa che in un mondo in cui conta solo l'apparenza (basta accendere la tv) ed il profitto di agisca in direzione opposta, e non si può negare il diritto ad un datore di lavoro ad imporre un determinato abbigliamento nella sua attività.
Io bene o male ho fatto la stessa scelta tua, faccio l'operaio e vengo giudicato in base al lavoro che svolgo,anche perché un lavoro che prevede il contatto col pubblico non fa per me, spesso sono molto poco diplomatico
:ahahaha: immmmmmaggggino!!
cmq spero di poter insegnare a mio figlio che se si sente sicuro di sè, il giudizio degli altri resta relativo. noto invece che "noi per loro" già da piccoli subiamo pressioni esterne. per esempio oggi stavo guardando di comprargli una calzamaglia da mettere sotto i pantaloni per quando farà freddo... :grsm: ma questa cosa non la devo dire a nessuno che se no poi mi dicono : "ma che fai gli confondi le idee?!" - boh, per me un bambino che ha freddo lo si veste per ripararlo e poco importa se è giallo o verde o se è un indumento "prevalentemente" femminile (che cmq nn vedrebbe nessuno)....anche per le bavaglie fuxia sono stata redarguita da un papà di un nostro amichetto.... :sticazzi:
di chi è il problema!? dell'adulto un bambino non se ne fotte proprio.
Posted: Thu Oct 27, 2011 1:41 pm
by Lelia
Be' però un certo tipo di abbigliamento non è richiesto solo a chi lavora a contatto con il pubblico.
Io quando lavoravo in libreria, quindi a contatto con il pubblico, ero molto libera sul vestiario, rimanendo diciamo nei limiti della decenza. Eravamo tutti molto casual, il jeans era di ordinanza e d'estate eravamo tutti in Birkenstock.
Ora che ho accettato un lavoro in una società legale, è chiaro che il dress code sarà diverso, anche se non c'è il contatto diretto con il pubblico. Non ci trovo niente di assurdo, fa parte del pacchetto, ed è uguale per tutti. Se non ti sta bene, scegli un altro lavoro. Non faccio salti di gioia all'idea di dovermi vestire "per benino", ma per me non è poi un sacrificio così insostenibile.
Posted: Thu Oct 27, 2011 2:27 pm
by France
Lelia wrote:Be' però un certo tipo di abbigliamento non è richiesto solo a chi lavora a contatto con il pubblico.
Io quando lavoravo in libreria, quindi a contatto con il pubblico, ero molto libera sul vestiario, rimanendo diciamo nei limiti della decenza. Eravamo tutti molto casual, il jeans era di ordinanza e d'estate eravamo tutti in Birkenstock.
Ora che ho accettato un lavoro in una società legale, è chiaro che il dress code sarà diverso, anche se non c'è il contatto diretto con il pubblico. Non ci trovo niente di assurdo, fa parte del pacchetto, ed è uguale per tutti. Se non ti sta bene, scegli un altro lavoro. Non faccio salti di gioia all'idea di dovermi vestire "per benino", ma per me non è poi un sacrificio così insostenibile.
Infatti.
E' sul fatto di gridare invano al lupo che volevo mettere l'accento, se a me fanno togliere una bandana per questioni di lavoro si tende a dire "è normale", se a lei fanno togliere il copricapo si tende a dire "razzisti! e se ne fa un articolo sul giornale...
Purtroppo di casi di quotidiano razzismo il nostro paese ne è pieno, facciamo rimanere confinato in ciò che realmente è