I poveri separati (ma solo uomini)

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Moderator: Paola

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Scilla
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Post by Scilla »

Cos73 wrote:Una cosa che mi preoccupa, a livello culturale, e che volevo condividere con voi.
Vi sarà capitato di leggere articoli o, ancor più, vedere servizi in tv sui padri separati e su quanto siano poveri e in difficoltà e vessati.
Con la premessa doverosa e assolutamente sincera che comprendo le difficoltà di un uomo separato, sia emotive, per la separazione dai figli (anche se le separazioni attuali sono decisamente più accettabili per i padri in termini di tempo con i figli), che economiche, per il fatto che la casa di solito resta alla e moglie con i figli.
PERO'
i dati oggettivi dicono altro. I dati dell'Istat, le statistiche insomma, dicono che a passarsela peggio sono comunque le donne. Dicono che i 3/4 dei padri non corrisponde le cifre che dovrebbe e che il rischio povertà è in assoluto maggiore per le donne.
Lo avevo già letto qualche giorno fa, l'ho ritrovato adesso qui
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/1 ... ef=HREC2-8
Alle donne, che spesso hanno sacrificato la carriera con un part time o addirittura lasciando il lavoro, si chiede (a livello sociale, culturale insomma) di diventare di botto autonome, come se potessero ricominciare come nulla fosse. Altrimenti vengono considerate alla stregua di parassiti, dimenticando che la loro difficoltà a ricollocarsi sul mondo del lavoro dipende da un progetto di vita fatto insieme all'ex marito, di comune accordo, e che anche se ci si separa le conseguenze permangono, in molti casi, tutta la vita.

Quello su cui volevo riflettere però è questo: come mai tutti questi servizi in tv sui "poveri padri separati", quando obiettivamente i dati dicono che sono messe peggio le donne? Anche questa è un'insidiosa e ben precisa scelta di "pilotaggio" dell'opinione pubblica?
ora leggo solo il post iniziale perchè sono al lavoro
e rispondo di fretta ma ci torno perchè come ben capirai l'argomento mi interessa e mi riguarda
mi chiedo come mai non si parla mai delle mamme separate e/o delle mamme sole?
boh!
Migliaia di attimi, di ore e di giorni, milioni di azioni, un' infinità di gesti, di tentativi, di sbagli, di parole e di pensieri.E tutto per fare un unico uomo al mondo.
A un cerbiatto somiglia il mio amore.
David Grossman.
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Allibita
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Post by Allibita »

Cos73 wrote: La donna è parte debole nelle separazioni perché spesso smette di lavorare o fa un orario ridotto e quasi sempre è quella che sacrifica la carriera per l'allevamento dei figli.
Adesso, sarebbe facile dire "sì ma le donne devono continuare a lavorare, non rinunciare alla carriera, essere indipendenti", ma di fatto nel nostro paese privo di una cultura in questo senso e privo quindi di aiuti reali alle famiglie in cui entrambi lavorino e comunque culturalmente è un dato di fatto che in Italia la cura dei figli ricade maggiormente, a volte quasi esclusivamente, sulle donne.
Poi, ripeto, si tratta di scelte. Fatte insieme. E' ovvio che se fosse l'uomo che sacrifica la carriera, al momento della separazione dovrebbe (e infatti avrebbe) le stesse garanzie della donna.
Sul fatto che nel nostro paese manchi il sostegno alla famiglia (siano asili nido, possibilità di part time ecc ecc) sfondi un portone spalancato con me.
Io sono una che guarda con le lacrime agli occhi certi servizi sul nord Europa per quanto invidio quella cultura.
Quella cultura dà per scontato che i ruoli in casa siano equamente divisi, che si possa fare carriera anche avendo un figlio, che ANCHE i padri si occupino dei figli.

Io mi sento vicina a quel modo di vedere le cose e nella mia mente è inconcepibile che una donna rinunci a lavorare per permettere all'uomo una comoda carriera.
Questo per mille motivi che ho già spiegato in altri post e non sto a ripetere.

Quindi sì, si tratta di scelte fatte insieme ma le cose nella vita possono cambiare e bisogna essere pronti anche a rimettersi in gioco.
Se da sposata vivevi tranquilla senza lavorare non è scontato che la situazione debba restare quella per sempre.

Insomma, tu riporti un articolo molto di parte, se ne postassi uno io scritto dal padre separato che vive nella doppia con i miei ex coinquilini saremmo pari.
Ma è giusto vedere le cose da questa prospettiva come una guerra tra sessi?
Siamo davvero ancora ferme lì?

Probabilmente però, come dicevamo nel post delle lacrime, abbiamo proprio un modo diverso di concepire l'argomento.
[CENTER]Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente.
Che bella gente..capisce tutto..sà il motivo..ma non il trucco.[/CENTER]

"La mia famiglia si chiama Tina e Terry e quello che mi piace di più di loro è che quando litighiamo...non si fa male mai nessuno." [url]http://www.youtube.com/watch?v=nStHWmQClww&feature=player_embedded#at=215[/url]


"no ormai io
penso inlingua
"
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Cosetta
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Post by Cosetta »

Allibita wrote:
Insomma, tu riporti un articolo molto di parte, se ne postassi uno io scritto dal padre separato che vive nella doppia con i miei ex coinquilini saremmo pari.
Ma è giusto vedere le cose da questa prospettiva come una guerra tra sessi?
Siamo davvero ancora ferme lì?

Probabilmente però, come dicevamo nel post delle lacrime, abbiamo proprio un modo diverso di concepire l'argomento.
no no l'articolo non è di parte, non l'hai letto evidentemente, ho messo anche il link. L'articolo è sui dati Istat, dato oggettivi.
Il tuo sarebbe di parte, perché basato su una singola esperienza. Come, lo so benissimo, ce ne sono tante. Ma com'è che le difficoltà maschili fanno più notizia, e di tutte queste donne obiettivamente in difficoltà non ne parla nessuno?
La guerra fra i sessi non è proprio nelle mie corde, ma purtroppo finché c'è un tale svantaggio, anche e soprattutto culturale, non si può mettersi lì pacifiche.
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