Inserimento al nido

Per parlare dei più piccoli, da 0 a 5 anni
Dilly
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Re: Inserimento al nido

Post by Dilly »

Martina wrote:In concomitanza di gennaio cerca di evitare cambi di routine di casa drastici.. Già l'inserimento al nido è un bello scossone, evita per quanto possibile sconvolgimenti.

Se Ale dorme attaccato alla tetta, per esempio, è inutile cambiare la cosa in vista del nido. Al nido acquisirà abitudini diverse, perché la tecnica di mamma, papà anche se fatta uguale al nido non è detto che funzioni. Anzi il più delle volte fanno proprio cose impensabili a casa... Non perché le educatrici son più brave di noi, ma perché cambia contesto, l'emotività, tanti fattori.

Fidati di Alessandro e affidalo con fiducia. Prima cerca un nido in cui puoi riporre la tua fiducia.
I primi giorni al nido saranno un po ' "discrepanti" per lui rispetto a quello che è stata la sua vita Dino ad ora, e la cosa, forse loinfastidirà. Però mati tranquilla, estevill al nido non si usa.

Piangere durante l'ambientamento al nido ci sta, ma il lasciarlo piangere (che per me significa non avvicinarsi, non tentare di interagire o di dargli un minimo di conforto) non è un metodo educativo...di solito le tate le "provano tutte" per tranquillizzare i bambini. A volte a loro "serve" piangere (come agli adulti, per buttare fuori le emozioni), e in quei casi le tate sono lì, con lo sguardo, con la voce, col contatto, in qualunque modo possa servire al bimbo per tranquillizzarsi.

Sul sonno...con te lui dorme così perché con te può e perché con te vuole, c'è un rapporto unico e insostituibile.
Non vorrà la tetta dalle tate, perché non sono te. Se non conosce altro modo per rilassarsi, giorno per giorno, costruiranno una relazione fatta di abitudini "dell'asilo".

L'importante è che tu sia il piu possibile tranquilla e fiduciosa, in modo che anche lui sia tranquillo e fiducioso.
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matiti
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Re: Inserimento al nido

Post by matiti »

Dilly wrote:
Martina wrote:In concomitanza di gennaio cerca di evitare cambi di routine di casa drastici.. Già l'inserimento al nido è un bello scossone, evita per quanto possibile sconvolgimenti.

Se Ale dorme attaccato alla tetta, per esempio, è inutile cambiare la cosa in vista del nido. Al nido acquisirà abitudini diverse, perché la tecnica di mamma, papà anche se fatta uguale al nido non è detto che funzioni. Anzi il più delle volte fanno proprio cose impensabili a casa... Non perché le educatrici son più brave di noi, ma perché cambia contesto, l'emotività, tanti fattori.

Fidati di Alessandro e affidalo con fiducia. Prima cerca un nido in cui puoi riporre la tua fiducia.
I primi giorni al nido saranno un po ' "discrepanti" per lui rispetto a quello che è stata la sua vita Dino ad ora, e la cosa, forse loinfastidirà. Però mati tranquilla, estevill al nido non si usa.

Piangere durante l'ambientamento al nido ci sta, ma il lasciarlo piangere (che per me significa non avvicinarsi, non tentare di interagire o di dargli un minimo di conforto) non è un metodo educativo...di solito le tate le "provano tutte" per tranquillizzare i bambini. A volte a loro "serve" piangere (come agli adulti, per buttare fuori le emozioni), e in quei casi le tate sono lì, con lo sguardo, con la voce, col contatto, in qualunque modo possa servire al bimbo per tranquillizzarsi.

Sul sonno...con te lui dorme così perché con te può e perché con te vuole, c'è un rapporto unico e insostituibile.
Non vorrà la tetta dalle tate, perché non sono te. Se non conosce altro modo per rilassarsi, giorno per giorno, costruiranno una relazione fatta di abitudini "dell'asilo".

L'importante è che tu sia il piu possibile tranquilla e fiduciosa, in modo che anche lui sia tranquillo e fiducioso.
Grazie Dilli, mi hai dato degli ottimi consigli, si devo stare tranquilla e non iniziare ora a farmi mille paranoie che al 7 gennaio manca ancora un pochino.
Dilly
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Re: Inserimento al nido

Post by Dilly »

matiti wrote:
Dilly wrote:
Martina wrote:In concomitanza di gennaio cerca di evitare cambi di routine di casa drastici.. Già l'inserimento al nido è un bello scossone, evita per quanto possibile sconvolgimenti.

Se Ale dorme attaccato alla tetta, per esempio, è inutile cambiare la cosa in vista del nido. Al nido acquisirà abitudini diverse, perché la tecnica di mamma, papà anche se fatta uguale al nido non è detto che funzioni. Anzi il più delle volte fanno proprio cose impensabili a casa... Non perché le educatrici son più brave di noi, ma perché cambia contesto, l'emotività, tanti fattori.

Fidati di Alessandro e affidalo con fiducia. Prima cerca un nido in cui puoi riporre la tua fiducia.
I primi giorni al nido saranno un po ' "discrepanti" per lui rispetto a quello che è stata la sua vita Dino ad ora, e la cosa, forse loinfastidirà. Però mati tranquilla, estevill al nido non si usa.

Piangere durante l'ambientamento al nido ci sta, ma il lasciarlo piangere (che per me significa non avvicinarsi, non tentare di interagire o di dargli un minimo di conforto) non è un metodo educativo...di solito le tate le "provano tutte" per tranquillizzare i bambini. A volte a loro "serve" piangere (come agli adulti, per buttare fuori le emozioni), e in quei casi le tate sono lì, con lo sguardo, con la voce, col contatto, in qualunque modo possa servire al bimbo per tranquillizzarsi.

Sul sonno...con te lui dorme così perché con te può e perché con te vuole, c'è un rapporto unico e insostituibile.
Non vorrà la tetta dalle tate, perché non sono te. Se non conosce altro modo per rilassarsi, giorno per giorno, costruiranno una relazione fatta di abitudini "dell'asilo".

L'importante è che tu sia il piu possibile tranquilla e fiduciosa, in modo che anche lui sia tranquillo e fiducioso.
Grazie Dilli, mi hai dato degli ottimi consigli, si devo stare tranquilla e non iniziare ora a farmi mille paranoie che al 7 gennaio manca ancora un pochino.
Anche se il 7 gennaio fosse domani mati. Parti dal presupposto che le tate sono figure professionali competenti, che studiano, fanno formazione, si aggiornano e si mettono in discussione ogni giorno.e che lasciar piangere un bambino "così si abitua"è una pratica obsoleta e superata.

Detto questo, è impossibile che un bambino non pianga mai, anche con la sua mamma, perché il pianto è il canale di comunicazione privilegiato di bambini. Il pianto di per se non è un problema, non causa traumi; quello che conta è il contesto che sta attorno al pianto e la reazione delle educatrici.

Può anche succedere che la tata non sia efficace immediatamente come lo sarebbe la mamma, ma è normale, e soprattutto, è diverso dal lasciarlo piangere...è il normale percorso di ambientamento.
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