dove si mangia in 3 lo si può fare anche in 4?

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Sharazade
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Post by Sharazade »

Ovviamente ognuno sa cosa è meglio a casa sua, dunque la mia è solo un'opinione come un'altra.

Precisato ciò precisiamo pure che per noi donne non è facile conciliare carriera e maternità, un'esempio emblematico secondo me è quello che è successo alla Clerici in RAI dopo che ha partorito. E stiamo parlando di RAI...pensa nelle aziende più piccole!!

Io ho faticato tantissimo per crearmi la mia professionalità. A 30 anni sono rimasta incinta e il mio lavoro non conciliava in nessun modo la vita familiare. Turni, orari impossibili, w/e impegnati. E non ho parenti a cui potevo affidare un bimbo molto piccolo (io sono contraria al nido prima dell'anno di vita). Insomma alla fine ho rinunciato al posto di lavoro.

Rinunce? Si, tante. Ma il mio bambino ha una mammina tutta per se che lo porta ogni giorno al parco e lo fa dormire quando lui ne ha voglia.

A settembre (ora ha 2 anni) ancrà al nido....comincerò a trovare altra occupazione. La troverò? Boh...mi sto pure reinventando un altro tipo di lavoro...in ogni modo penso di aver fatto la cosa più bella (non la più giusta, che la più giusta sarebbe stato di poter avere il nido aziendale e continuare a crescere professionalmente).

Ti faccio tanti auguri in ogni caso!!
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Barbara.
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Post by Barbara. »

Sheireh wrote:Io sinceramente non ce la farei. Però sono sempre stata molto calcolatrice e mi piace vivere senza tante rinunce. C'è chi si "accontenta" di molto meno e non si fa problemi di sorta (tanto per dire, se io in banca non ho almeno 3-4 mila euro, vado in paranoia).
:sticazzi: mai avuto questa cifra sul mio conto corrente......

Ste76 wrote: Il destino ha voluto che invece assieme al terzo arrivasse pure il 4°.... ora che dovrei fare? Disperarmi per nove mesi? Non amare ciò che porto dentro di me? Io non sono così, so che ce la farò, che ce la faremo, che si dovranno fare delle rinuncie ma ce la faremo dignitosamente.
E poi, come mi disse una mia amica, "ogni bambino arriva col suo cestino..." che è più o meno quello che dice solange
Brava Ste vedrai che ce la farai. Le rinuncie fatte per i figli si fanno volentieri.

E dato che Martina neppure lei è stata presa al nido vedrò se riuscirò a convincere il maritino a fare il terzo...
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chiccha
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Post by chiccha »

Io non posso portarti la mia esperienza dal primo al secondo figlio, ma ti racconto la mia avventura.
11 mesi fa lavoravo (stavo passando da una sostituzione di maternità ad un contratto d'apprendista da un'altra parte) e vivevo da single in affitto in Veneto.
Ho conosciuto Daniele, si stava pagando il mutuo dell'appartamento in cui viveva in provincia di Pordenone e aveva un contratto a tempo indeterminato.
Abbiamo "chiaccherato" e capito che gli obiettivi erano gli stessi, mettere su famiglia. Quindi in due mesi ho lasciato casa e lavoro appena preso e mi sono trasferita in Friuli.
il trasloco l'ho fatto io per vari motivi, io ero in affitto e lui no, io con un lavoro meno solido e poi a me piace cambiare, sono molto adattabile.
A Settembre ci siamo sposati.
Cercavo lavoro. Qualsiasi lavoro.
Anche perchè con il suo stipendio non potevamo vivere di rendita tanto a lungo, e poi non mi piace stare in casa a far nulla.
Intanto abbiamo deciso di cominciare lo stesso a dare l'indirizzo di casa alla cigogna.
A novembre abbiamo scoperto che willy era in arrivo. Voluto e desiderato anche se era un piccolo grande azzardo.
Per fortuna il lavoretto precario come impiegata che avevo trovato sì è concretizzato.
Siamo stati indubbiamente fortunati, ma penso che rimboccandosi le maniche e stringendo i denti in qualche maniera si possa fare.

Questo per incoraggiarti e raccontarti una bella avventura :bacio:
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[CENTER]<a href="http://lilypie.com/"><img src="http://lbff.lilypie.com/Ydgdp2.png" width="400" height="80" border="0" alt="Lilypie Breastfeeding tickers" /></a>
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Io credo che tu debba dare la possibilità anche a Will di attraversare le onde senza avere troppa paura per lui.
Posso solo immaginare quanto sia difficile, soprattutto ora che hai appena partorito, accettare gli occhi spaesati di tuo figlio.
Ma è solo un momento, quegli occhi di oggi sono necessari a lui per riemergere dalle onde.
Più sicuro, sempre amato, e con un meraviglioso fratello.
Grazie Pinnagialla


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