Per la mia esperienza questo è molto legato al loro essere "la grande" e "la piccola". Anche dalla mia grande a determinate età pretendevo cose che dal piccolo non pretendo alla stessa età. In parte è carattere loro, ma in -gran- parte è che lui sarà sempre "piccolo" e lei "grande".Mokina wrote: Insomma, a volte mi rendo conto che con Martina sono troppo dura, la sgrido troppo, pretendo che capisca tutto, mi aspetto da lei comportamenti da "grande", e che con Maria Vittoria sono troppo "mamma", le concedo tutto, le perdono tutto e la coccolo troppo...troppo davanti alla sorella!
Però poi, quando sto da sola come stamattina, mi sorprendo ad essere più preoccupata a pensare a Martina (chissà come va la suola, se sta bene, se le manco) o se entro in un negozio per bambini, compro quasi sempre e solo per lei.
Anch'io mi preoccupo infatti più per lei, ma perché è con lei che affronto le diverse tappe di crescita la prima volta.
Il nido con lui era (per me) un replay, quindi tante sicurezze le avevo già acquisite e ho vissuto l'esperienza con più leggerezza.
La materna uguale.
La prima gita.
Il primo pomeriggio da solo da un amico.
E tutte le altre cose che lei ha già fatto e per cui mi sono impanicata, verrà il momento che le farà anche lui e io sarò tranquilla nell'affrontarle perché ho già valutato/vagliato/deciso anni prima, devo solo aggiustare un po' il tiro.
Tutto l'arrovellarsi che si fa con il primo è "lavoro già fatto" che viene utile anche per il secondo, che da questo punto di vista è spesso "sottovalutato"...
