Bis-tris...mamme.

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Moderator: Paola

Azur
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Post by Azur »

Mokina wrote: Insomma, a volte mi rendo conto che con Martina sono troppo dura, la sgrido troppo, pretendo che capisca tutto, mi aspetto da lei comportamenti da "grande", e che con Maria Vittoria sono troppo "mamma", le concedo tutto, le perdono tutto e la coccolo troppo...troppo davanti alla sorella!
Però poi, quando sto da sola come stamattina, mi sorprendo ad essere più preoccupata a pensare a Martina (chissà come va la suola, se sta bene, se le manco) o se entro in un negozio per bambini, compro quasi sempre e solo per lei.
Per la mia esperienza questo è molto legato al loro essere "la grande" e "la piccola". Anche dalla mia grande a determinate età pretendevo cose che dal piccolo non pretendo alla stessa età. In parte è carattere loro, ma in -gran- parte è che lui sarà sempre "piccolo" e lei "grande".

Anch'io mi preoccupo infatti più per lei, ma perché è con lei che affronto le diverse tappe di crescita la prima volta.
Il nido con lui era (per me) un replay, quindi tante sicurezze le avevo già acquisite e ho vissuto l'esperienza con più leggerezza.
La materna uguale.
La prima gita.
Il primo pomeriggio da solo da un amico.
E tutte le altre cose che lei ha già fatto e per cui mi sono impanicata, verrà il momento che le farà anche lui e io sarò tranquilla nell'affrontarle perché ho già valutato/vagliato/deciso anni prima, devo solo aggiustare un po' il tiro.
Tutto l'arrovellarsi che si fa con il primo è "lavoro già fatto" che viene utile anche per il secondo, che da questo punto di vista è spesso "sottovalutato"...
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marika
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Post by marika »

Concordo anch'io con chi dice che è un MODO diverso di amarae, proprio perchè loro due sono diversi. E anch'io, come Gabry, vado a fasi alterne.
Non ho però la "propensione" verso la piccola di cui ho letto, forse perchè lei è molto più indipendente di lui, lui è più coccolone, più "imbranato", e, in definitiva, più uguale a me. Mi accorgo però che a volte questo mi fa perdere di vista che lei è EFFETTIVAMENTE piccola, mentre forse, a causa della breve distanza che li separa, tendo a considerarli uguali e a chiedere le stesse cose a tutti e due.
Marika e Nino,
Francesco (2/6/04), Teresa (9/12/05) e Giovanni (19/12/10)


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nella quotidianità pure George Clooney ad un certo punto si trasforma in Homer Simpson (Gabry)
Azur
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Post by Azur »

Cos73 wrote:Sei tu che devi suggerire che sei qualche anno avanti ah ah ah!
No davvero, continua anche adesso Sara?
Anche Irene lo fa, nonostante io abbia un rapporto fisico di coccole con entrambi e forse più con lei, ma ad esempio se dico "hai visto com'è bravo Damiano?" per fare contento lui, lei si adombra e dice "e io nooo???"
oppure mano mano che si rendeva conto che lui aveva lo stesso trattamento in termini di coccole e di affettuosità verbali, rimaneva un po' perplessa.
Però mi sembra che vada già meglio, adesso è raro che abbia di queste uscite, da quando ha un rapporto a tu per tu con lui.
Io, oltre a dedicare almeno lo stesso tempo e attenzioni a lei (grazie alla presenza dei nonni in casa, che spupazzano l'altro), le ho dato tante rassicurazioni verbali e puntato sull'immedesimazione ("anche tu quando eri piccola...", "a te piacerebbe se...", "anche a te piace che..." "i bimbi sono contenti quando..." oppure "ci restano male se..." eccetera)
ahaha, io non sono mai stata capace di suggerire :D :D

A dire la verità va a periodi, solo che questo è un periodo duro (un po' per il contorno di stanchezza general-familiare, un po' perché ha lei questi "momenti similadolescenziali" che la fanno un po' sbarellare anzitempo :-/ )
e quando si trova in crisi per qualsiasi motivo, o quando la sgrido per qualsiasi motivo, caccia le lacrime a comando e il "tu vuoi più bene a lui!"

Forse è solo che da una parte ha questo scatto di crescita sociale/emotivo e dall'altra quindi compensa/regredisce sulle coccole e la gelosia... boh!

I confronti "anche quando tu eri piccola" li abbiamo fatti per anni anche noi (uno stresssssss :D) e penso siano serviti.
Adesso c'è di buono che lui inizia a chiedere insistentemente i "privilegi da grande" che ha lei
(esempio: lei chiede da tempo di andare per strada da sola e stiamo facendo "le prove" e negoziando un compromesso. Lui ieri: "anche io allora voglio andare a scuola da solo" ahahahah)
quindi inizia anche lei a rendersi conto che non è solo teoria quello che le dico, che alcune cose le può fare lui e lei no ma anche viceversa (o più che a rendersene conto, che ovviamente l'ha sempre visto la realtà oggettiva, inizia a sentirsi privilegiata per essere grande, come risvolto del fatto che il fratello vive come un sopruso il non poter fare lo stesso)
(contorto e confuso il tutto, mi rendo conto... :D)
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