Posted: Tue Nov 10, 2009 9:28 pm
Io sono un'arpia con gli umani, ma con gli animali non ci riesco.
Ho avuto un solo cane in vita mia, l'avevo presa che aveva 3-4 mesi, era di taglia gigante (a 6-7 mesi sfiorava i 20 kg ed era ancora in piena crescita) e io abitavo in un monolocale.
A mia discolpa per questa immane e palese cazzata posso dire che avevo 19 anni ed ero in presa ad una fase maniacale furiosa per cui mi sentivo strafiga e invincibile.
Nel giro di pochi mesi, ripiombata in fase depressiva, con pochissime energie e un cane di taglia grande di cui prendermi cura, mi sono resa conto che non ce la potevo fare.
Mio padre, come sempre, mi ha soccorso e si è sbattuto per trovare una sistemazione a Giulia (il cane).
Giulia oggi vive a Fiesole, da una carissima amica dei miei, con un giardino enorme dove correre (è un probabile incrocio bobtail-levriero irlandese) e Charlie, un amico-cane. Sta benissimo.
Io non la vado a trovare perché mi sento male alla sola idea, ho le lacrime agli occhi anche adesso mentre scrivo.
Anche se so di averla salvata dalla strada e di averle cmq trovato una sistemazione meravigliosa, mi sento una merda perché non sono stata in grado di occuparmi di lei.
Ho ancora i libri con le costole rosicchiate dalla sua furia di cucciolo in piena dentizione e mi ricordo ancora la coperta da lei ridotta in coriandoli per la noia di stare da sola nel monolocale. Mai, neanche per un secondo, ho desiderato la sua morte.
Con questo non rimprovero nessuno, so che certi problemi comportamentali degli animali portano all'esaurimento del più convinto animalista, ma io riesco ad augurare la morte ad un animale solo se lo vedo soffrire tanto da vedere la morte come una liberazione per lui.
Ripeto che la mia non è bontà, perché agli umani sono in grado di augurare cattiverie irripetibili senza un briciolo di senso di colpa. Ma agli animali no.
Detto tutto questo, anche se è un caso molto difficile, anch'io consiglio a Flavia di cercare un'altra casa per questa cagnolina.
Ho avuto un solo cane in vita mia, l'avevo presa che aveva 3-4 mesi, era di taglia gigante (a 6-7 mesi sfiorava i 20 kg ed era ancora in piena crescita) e io abitavo in un monolocale.
A mia discolpa per questa immane e palese cazzata posso dire che avevo 19 anni ed ero in presa ad una fase maniacale furiosa per cui mi sentivo strafiga e invincibile.
Nel giro di pochi mesi, ripiombata in fase depressiva, con pochissime energie e un cane di taglia grande di cui prendermi cura, mi sono resa conto che non ce la potevo fare.
Mio padre, come sempre, mi ha soccorso e si è sbattuto per trovare una sistemazione a Giulia (il cane).
Giulia oggi vive a Fiesole, da una carissima amica dei miei, con un giardino enorme dove correre (è un probabile incrocio bobtail-levriero irlandese) e Charlie, un amico-cane. Sta benissimo.
Io non la vado a trovare perché mi sento male alla sola idea, ho le lacrime agli occhi anche adesso mentre scrivo.
Anche se so di averla salvata dalla strada e di averle cmq trovato una sistemazione meravigliosa, mi sento una merda perché non sono stata in grado di occuparmi di lei.
Ho ancora i libri con le costole rosicchiate dalla sua furia di cucciolo in piena dentizione e mi ricordo ancora la coperta da lei ridotta in coriandoli per la noia di stare da sola nel monolocale. Mai, neanche per un secondo, ho desiderato la sua morte.
Con questo non rimprovero nessuno, so che certi problemi comportamentali degli animali portano all'esaurimento del più convinto animalista, ma io riesco ad augurare la morte ad un animale solo se lo vedo soffrire tanto da vedere la morte come una liberazione per lui.
Ripeto che la mia non è bontà, perché agli umani sono in grado di augurare cattiverie irripetibili senza un briciolo di senso di colpa. Ma agli animali no.
Detto tutto questo, anche se è un caso molto difficile, anch'io consiglio a Flavia di cercare un'altra casa per questa cagnolina.