"Però ce l'abbiamo fatta" storie di allattamenti.

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Artemis
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Post by Artemis »

Cos73 wrote:Quando mi farete vedere un caso in cui tua madre, disperata con problemi preoccupazioni e stress viene qui e le viene detto di allattare a testa bassa, capirò quello che state dicendo forse, perché per adesso mi sembrano speculazioni gratuite e molto ingiuste.
SE avrai problemi e non vorrai parlarne qui forse sarà perché avrai già deciso di mollare, ma chi chiede consiglio qui presumibilmente vuole continuare e a questo si risponde.

Poi Lunetta non so cos'altro rispondere, perché ho già detto che non nego che possa succedere... non so, riquoterò il mio intervento di prima, se siamo finite in un loop.
Ok può succedere e allora?
E' successo anche a mia mamma, era giovane e doveva finire la scuola.
Non per questo io ho pensato che non avrei allattato, appunto perché sono situazioni particolari ed è assurdo partire già con presupposto di trovarsi in una situazione particolarmente difficile.
In questo caso non è nemmeno ottimismo, che poi non fa nemmeno male, ma proprio realismo!
Scusa ma io non mi riferivo a te in particolare, ho detto solo qual'è la mia sensazione quando leggo di questo argomento su questo forum.
Ci tengo anche a dire che io non penso assolutamente di non poter allattare perchè mia madre non l'ha fatto a lungo ( a lungo, ma per qualche tempo l'ha fatto, tra l'altro, col primo figlio ha allattato anche dei bimbi malati)
Ho detto solo che parto con la voglia di allattare ma sono pronta anche all'evenienza che ciò non accada per qualche motivo.
Inoltre non ho detto che non se ne può parlare, io ad esempio non ne sapevo nulla di tutti questi problemi ai quali si può andare incontro, ho detto solo che forse andrebbe fatto in un modo diverso, più sereno, senza sentenze tipo "il latte non sparisce" " tutte possono allattare" perchè queste a mio avviso fanno peggio.
Leggere delle vostre storie aiuta molto. Aiuterebbe ancora di più un mero elenco di consigli, che ne so, tipo
ribadire al personale che non deve dare niente al bimbo
cercare il più possibile di partorire in ospedali che permettono il rooming in...
ecc...
tutte cose che io ho cercato di estrapolare da mille diatribe su "il dott. tizio ha detto così" " in quel paese si fa così" "ho letto su quel libro che.."
Insomma, non so se sono stat chiara, non volevo tappare la bocca a nessuno, volevo solo dire quale è la mia sensazione, la sensazione di una ragazza alla prima gravidanza.
‎"I bambini non hanno bisogno della carne allo stesso modo degli adulti e delle ...persone anziane. Nel periodo dell'allattamento, in cui il bambino compie il suo massimo sviluppo corporeo e celebrale, viene nutrito esclusivamente con il latte materno, che ha un contenuto proteico dello 0,9%, cioè circa 20 volte inferiore a quello della carne e 3,5 volte minore a quello del latte vaccino. La carne e il latte vaccino sono "bombe proteiche" che costringono gli organi emuntori ad un lavoro eccessivo che predispone a ipertrofia renale e obesità. La composizione chimico-biologica più vicina al latte materno è la frutta e la verdura. Come i genitori impediscono al bambino di seguire abitudini malsane e pericolose come il fumo, la droga o l'alcol, dovrebbero indirizzarlo sulla via della salute fisica, mentale e spirituale. In questo modo sarà un bambino privilegiato, uno "consacrato" alla non violenza, un bambino che non avrà sulla coscienza l'uccisione di molti dei suoi fratelli animali, che spontaneamente dimostra di amare, e per questo sarà un bambino sensibile, intelligente, sano e felice."Franco Libero Manco

A quei medici che dicono che un bambino non può crescere senza carne,dico che io non ho MAI mangiato carne,perché quando sono nata i miei genitori erano già vegetariani.Eppure sono stata campione di salto in alto e lungo,e ora a 79 anni faccio 100 km in bicicletta,gioco a pallavolo e non ho mai avuto malattie serie".(Dichiarazione di Margherita Hack del febbraio 2001)

MAMMA VEG DI BIMBA VEG
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stefyna77
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Post by stefyna77 »

Nau wrote:Ecco appunto...nessuno chiede giustificazioni a nessuno....
Non capisco perchè chi non allatta debba sentirsi in dovere di giustificarsi.Forse ci si sente accusate di non aver fatto abbastanza?Bè...io credo che le altre,come me,che parlano di allattamento lo fanno per aiutare altre donne a realizzare il legittimo desiderio di allattare i propri figli in un contesto culturale ancora molto influenzato da teorie di 30 anni fa,e non per dare addosso a chi non ha allattato.
Ma per sostenere queste mamme è doveroso anche dire che può essere difficile avviare un allattamento,ma che raramente è impossibile.Perchè è doveroso almeno tentare di scardinare la cultura delle nostre mamme,secondo la quale per avere il latte ci vuole FORTUNA.Vogliamo diffondere l'idea che per non avere latte ci vuole una buona dose di sfiga.

:clap: :clap:
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E' nella rugiada delle piccole cose che il cuore trova il suo mattino e si rinnova.. K.Gibran
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kia
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Post by kia »

pant pant, arrivo.

L'inizio dell'allattamento per me è stato devastante. Ho chiesto le dimissioni anticipate dall'ospedale perché volevo tornare a casa e non ne potevo più dell'ospedale. In ospedale però mi imposero di tornare il giorno successivo al controllo del peso. Preciso che Leonardo stava attaccato al seno venti ore al giorno.
Purtroppo il mio colostro non era granché e al controllo del giorno successivo il bimbo era calato ancora. POiché era comunque il terzo giorno da parto il calo ci stava tutto perché ero ancora nel fisiologico. L'infermiera però fu impietosa e mi aggredì dicendo che il mio bambino aveva fame e che non doveva calare nemmeno di un grammo ancora. Mi attaccò alle tette il suo tiralatte e mi schernì sulla scarsa produzione. Inutile dirvi come mi sentii. Appena fuori dall'ospedale mi misi a piangere come una vite tagliata. Mio marito tentava di rassenerarmi ma niente. Su consiglio dell'infermiera, tra una poppata e l'altra (notare che passava si e no mezz'ora), mi attaccavo il tiralatte per verificare la produzione (col senno di poi dico: cosa cavolo potevo tirarmi dopo che leonardo si era succhiato tutto quel poco). Insomma passai la prima settimana tra lacrime e sangue per via delle ragadi formatesi su entrambi i capezzoli. La sera, dopo la poppata, mi infilavo sotto le coperte tremando come una foglia e piangendo. Leonardo nel frattempo aveva reflusso e coliche che lo rendevano agitato e sempre più bisognoso di attaccarsi al seno, anche solo per essere coccolato.
Una sera, disperata, chiesi a mio marito se per lui era lo stesso passare all'artificiale perché proprio non ne potevo più. Sicuramente lo stress e l'ansia avevano ritardato la montata che a distanza di una settimana non era arrivata. Mio marito mi rispose che era dovere di ogni madre nutrire il proprio figlio. Nonostante l'odio che provai per lui in quel momento, continuai con l'allattamento al seno. Una notte, stremata, provai a dare a Leonardo l'artificiale che avevo comprato per "non si sa mai". Beh, caso volle che Leonardo sputò il poppatoio e cominciò a urlare. Si calmò solo attaccandolo al seno.
Da quel giorno mi sono messa l'animo in pace, col passare dei giorni il mio latte è aumentato e fu così che ho allattato leonardo fino a che ha compiuto un anno.

Poi, visti i suoi frequentissimi risvegli per attaccarsi alla tetta e i suoi dentini taglienti che non mi permettevano di chiudere occhio la notte, decisi che era giunta l'ora di togliergli il seno. Due giorni di "crisi" mia e sua e poi tutto è filato liscio.

Col senno di poi dico che sono strafelice di non aver mollato e di aver insistito per l'allattamento al seno. Però quante lacrime....
"Rinnegare le proprie esperienze significa mettere una menzogna sulle labbra della vita" (Oscar Wilde - De Profundis)

Ho un cervello, so sillabare. Aderisco alla campagna per eliminare il linguaggio da sms dal Forum

Un solo raggio di sole può rischiarare centinaia di ombre



Dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; la forza per accettare le cose che non posso cambiare; la saggezza per capire quali sono le une e quali le altre
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