Ancora infanticidio

Robebè

Post by Robebè »

Ambra wrote:Dolore e rabbia non precludono per forza un punto di vista
obiettivo della situazione.
Sono sempre molto fredda riguardo un punto di vista clinico,sennò
non potrei fare il mestiere che faccio.
Non è solo in base alla mia esperienza,ai miei studi,ma con
il confronto diretto di tante persone competenti o direttamente
interessate che il quadro nebuloso circa le varie forme di
depressione mi ha portato a trarre delle conclusioni e ricredermi
su altre idee che mi ero fatta da "pagana" dell´argomento.
Non parlo per sentito dire,ma con cognizione di causa e
la mia esperienza personale non influenza il mio stato d´animo
riguardo un confronto clinico psichiatrico che ha una portata
enorme a livello sociale e che è bene venga conosciuto
sotto quanti più aspetti possibili,per aiutare chi si trova
direttamente coinvolto e non essere fuorviati da luoghi
comuni e banalità diagnostiche spicciole.
Sono tante piccole sfaccettature di un malessere sociale
che dovrebbe essere preso in considerazione con molto rigore e logica,
lasciando il lato personale ed emotivo da parte.
L´accettazione del problema psichiatrico e le conseguenze fisiche
anche da parte dei familiari sono alla base del successo di
una terapia.
Bisogna far fronte al "sentito dire" e a tutti i cliché che riguardano
il fenomeno "depressione" e non fermarsi al sintomo,ma scavare,
analizzare tutti gli aspetti che portano questa piaga e ricordarsi
soprattutto di quanto l´apparenza inganni.

non so quale sia il tuo mestiere, ma qui dai prova della tua totale professionalità
Robebè

Post by Robebè »

Ambra wrote:tranquilla Roby,qui siamo tra amiche,ci si sfoga un po´.
Sono sicura che con il tempo imparerai a capire i miei MODACCI :D
:nani:klaro!
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Lelia
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Post by Lelia »

Ambra wrote:Mi ero dimenticata di dirvi che ho discusso con una persona
competente e mi ha parlato di alcuni esperimenti
con TAC e mezzo di contrasto,sono uscite cose molto
interessanti sui pazienti con la bipolare e con depressione generica.
In pratica alcuni punti della corteccia cerebrale durante
la crisi,nel colloquio psichiatrico,presentavano
zone di inattività,quindi la reazione fisica al dolore
psicologico..
Pensate a quanto questo possa influenzare il fisico
e quante malattie possano davvero essere di origine
psicosomatica!
Pensate a quanto le cause farmaceutiche perderebbero
in potere :D
Impressionante..e spero davvero che facciano progressi,
è un campo che vale la pena di esplorare.
Questo è affascinante Ambra. Sai per caso se si possano leggere studi in proposito? Mi interesserebbe molto.
Il discorso della mente che influenza il fisico io l'ho visto molto bene durante le mie due fasi maniacali. Le fasi maniacali per me coincidevano sempre con la primavera-estate (sono da manuale ghghghgh) e, a livello fisico, avevo sempre i seguenti "sintomi": dormivo pochissimo, nell'ordine di 3-4 ore a notte; mangiavo normalmente, ma l'attività era talmente frenetica che perdevo dai 10 ai 15 kg (arrivando a pesare 40 kg una volta); non sentivo minimamente la stanchezza; avevo sempre freddo e giravo vestita da inverno a Firenze in piena estate. Il primo anno il dimagrimento preoccupò il mio medico generico, che mi fece fare una serie di analisi, che evidenziarono i valori delle transaminasi abbastanza sballati: il limite del range normale è 40, se non sbaglio, io avevo un 400 e un 600, tanto che il medico pensò ad un inizio di epatite che invece non c'era.
Se ripenso a tutto questo, mi dico che ora mi sentirei stremata dalla stanchezza se fossi in quelle condizioni. Invece nulla, vi garantisco che non sapevo cosa fosse la stanchezza, le mie giornate duravano 20 ore (di delirio, ma sempre 20 ore erano) e mi sentivo benissimo. Il tutto è tipico delle fasi maniacali, sia chiaro, non c'è niente di strano una volta che lo si inserisce nel contesto giusto. Ma come diceva Ambra, per me quello è stato l'esempio più lampante dell'influenza che la psiche può avere il corpo...il mio corpo dava forti segnali di malessere, mentre il cervello continuava a sentirsi invincibile.
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