Ambra wrote:Dolore e rabbia non precludono per forza un punto di vista
obiettivo della situazione.
Sono sempre molto fredda riguardo un punto di vista clinico,sennò
non potrei fare il mestiere che faccio.
Non è solo in base alla mia esperienza,ai miei studi,ma con
il confronto diretto di tante persone competenti o direttamente
interessate che il quadro nebuloso circa le varie forme di
depressione mi ha portato a trarre delle conclusioni e ricredermi
su altre idee che mi ero fatta da "pagana" dell´argomento.
Non parlo per sentito dire,ma con cognizione di causa e
la mia esperienza personale non influenza il mio stato d´animo
riguardo un confronto clinico psichiatrico che ha una portata
enorme a livello sociale e che è bene venga conosciuto
sotto quanti più aspetti possibili,per aiutare chi si trova
direttamente coinvolto e non essere fuorviati da luoghi
comuni e banalità diagnostiche spicciole.
Sono tante piccole sfaccettature di un malessere sociale
che dovrebbe essere preso in considerazione con molto rigore e logica,
lasciando il lato personale ed emotivo da parte.
L´accettazione del problema psichiatrico e le conseguenze fisiche
anche da parte dei familiari sono alla base del successo di
una terapia.
Bisogna far fronte al "sentito dire" e a tutti i cliché che riguardano
il fenomeno "depressione" e non fermarsi al sintomo,ma scavare,
analizzare tutti gli aspetti che portano questa piaga e ricordarsi
soprattutto di quanto l´apparenza inganni.
non so quale sia il tuo mestiere, ma qui dai prova della tua totale professionalità
