Mamme in carriera?

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marte71

Post by marte71 »

Lella wrote:si ma anche in questo caso non credo dipenda dal fatto che la madre non lavora, perchè diciamocelo non tutte le professioni e le occupazioni ti realizzano , a meno che non sei una mamma in carriera o appunto hai la fortuna di fare il lavoro che ti appassiona.


mia madre ha sempre lavorato eppure...diciamo che è una propensione data da tanti fattori della vita della donna, che può accentuarsi se non si ha una professione fuori casa. ma non è la causa scatenante di certo.
genny

Post by genny »

ammetto di non avere letto tutto... quindi se dico una cazzata bannatemi pure e non vi dirò mai con che nick mi riscrivo...
detto ciò
io non amo parlare di carriera perchè a me della carriera non me ne importa nulla...
mi piacerebbe fare un lavoro che mi dia entusiasmo e purtroppo credo sia difficile, almeno per me, che di entusiasmo ne ho sempre avuto tanto ma viene spento tutti i giorni...
io lavoro per lo stipendio (quando me lo danno), ora che matteo è piccolo starei volentieri a casa a godermelo un po' e se ce ne fosse un altro a maggior ragione. però sono d'accordo con teresa che quando i figli crescono una donna non può stare a casa!!!
ma in effetti riuscire a conciliare le cose richiede ora sacrificio, poi forse più realizzazione
Teresa
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Post by Teresa »

Lella wrote:Dai ma che significa lo scopo assoluto? Non avere altri interessi?


pero' ti faccio un esempio banale.
C'e' stato una fase della mia vita in cui ero davvero workalcolist.
c'e' stato un tempo in cui lavoravo 15 ore al giorno uscivo alle 8, rientravo mai prima delle 21 ed ero appagata. Felice.
Chiaro non avevo figli e io e Gianni convivevamo.
Lui era come me, stavamo bene.
Non cambierei nulla di quel tempo, perche' parte di quello che sono lo devo a quel picco, a quella rincorsa sulla quale in parte ho vissuto (e vivo) di rendita (intendo lavorativa, di conoscenza, non economica...)

Il fatto che rientrava tardi per me era una fortuna, perche' ero distratta da altri interessi e non finalizzavo la mia esistenza al suo rientro.
Quando poi sono andata in maternita', ad otto mesi suonati, quel suo rientrare tardi era fonte di litigi.
Vivevo in funzione del suo rientro. Avevo i miei interessi, pero' e' chiaro che cucinavo con piu' cura e mi dava fastidio se rientrava a cena fredda.

Si era creato un disequilibrio.
Fortuna che e' nata Carla, in anticipo, cosi' quella fase di coppia e' durata poco, pochissimo, altrimenti credo sarebbe stata dura.

Questo vale anche per la famiglia.
Se non hai un'attivita' che ti tenga impegnata realmente, con cadenza quotidiana, finisci, inevitabilmente per prenderti cura di chi ami e spesso carichi questa cura di aspettative.

Non dico valga sempre, ma lo trovo umano.
E' un errore che commetterei anche io.
Carla 4/12/03
Mena 2/05/06

"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska
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