Lella wrote:Dai ma che significa lo scopo assoluto? Non avere altri interessi?
pero' ti faccio un esempio banale.
C'e' stato una fase della mia vita in cui ero davvero workalcolist.
c'e' stato un tempo in cui lavoravo 15 ore al giorno uscivo alle 8, rientravo mai prima delle 21 ed ero appagata. Felice.
Chiaro non avevo figli e io e Gianni convivevamo.
Lui era come me, stavamo bene.
Non cambierei nulla di quel tempo, perche' parte di quello che sono lo devo a quel picco, a quella rincorsa sulla quale in parte ho vissuto (e vivo) di rendita (intendo lavorativa, di conoscenza, non economica...)
Il fatto che rientrava tardi per me era una fortuna, perche' ero distratta da altri interessi e non finalizzavo la mia esistenza al suo rientro.
Quando poi sono andata in maternita', ad otto mesi suonati, quel suo rientrare tardi era fonte di litigi.
Vivevo in funzione del suo rientro. Avevo i miei interessi, pero' e' chiaro che cucinavo con piu' cura e mi dava fastidio se rientrava a cena fredda.
Si era creato un disequilibrio.
Fortuna che e' nata Carla, in anticipo, cosi' quella fase di coppia e' durata poco, pochissimo, altrimenti credo sarebbe stata dura.
Questo vale anche per la famiglia.
Se non hai un'attivita' che ti tenga impegnata realmente, con cadenza quotidiana, finisci, inevitabilmente per prenderti cura di chi ami e spesso carichi questa cura di aspettative.
Non dico valga sempre, ma lo trovo umano.
E' un errore che commetterei anche io.