Ancora infanticidio

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kia
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Post by kia »

Ambra wrote:kia mon cher,non volevo dire che tu faccia psicologia spiccia,mi
riferivo alla massa,la moltitudine.
L´ansia è un campanello di allarme,ma non per forza si cade
nella depressione.
Comunque se si manifesta è frutto di un disagio interiore le
cui cause spesso non sono completamente limpide.

Mi ero dimenticata di dirvi che ho discusso con una persona
competente e mi ha parlato di alcuni esperimenti
con TAC e mezzo di contrasto,sono uscite cose molto
interessanti sui pazienti con la bipolare e con depressione generica.
In pratica alcuni punti della corteccia cerebrale durante
la crisi,nel colloquio psichiatrico,presentavano
zone di inattività,quindi la reazione fisica al dolore
psicologico..
Pensate a quanto questo possa influenzare il fisico
e quante malattie possano davvero essere di origine
psicosomatica!
Pensate a quanto le cause farmaceutiche perderebbero
in potere :D
Impressionante..e spero davvero che facciano progressi,
è un campo che vale la pena di esplorare.
sono io che dico che la psicologia che ho letto io è spiccia, ne sono consapevole. Io, infatti, preferisco astenermi dal fare psicologia, anche se mi piace molto leggerne, proprio perché mi mancano le competenze.

La mia ansia ha radici profonde che sono riuscita ad individuare in parte. Non mi sento depressa, anche se nei miei momenti di maggiore vulnerabilità (vedi, il post partum) forse sono andata molto vicina alla depressione, che fortunatamente ho risolto facendomi aiutare da professionisti e facendo una grande lavoro introspettivo. Oggi non posso dire di essere totalmente serena, ma di saper gestire i miei malumori da sola, non facendoli pesare sugli altri.
In questo senso, io non mi sono mai adagiata sulla mia "patologia", forse un pochino nei due mesi di undici anni fa dove gli attacchi di panico erano davvero incontenibili. Poi però ho ricominciato a camminare con le mie gambe, sempre e comunque, riuscendo anzi ad essere di sostegno anche per le persone che mi sono care.

Per la mia esperienza diretta, e sempre che serva ad avvalorare qualche teoria già esposta, io e mia sorella maggiore siamo figlie di madre nevrotica, con manie di ipercontrollo sugli altri. Io ho sviluppato già nell'adolescenza fobie (cavallette) e ansia generalizzata. Successivamente, intorno ai 25 anni, attacchi di panico e ipocondria. Mia sorella invece ha sviluppato maggiormente ossessioni/compulsioni (lei non riesce a buttare niente, per esempio, e controlla il gas anche dieci volte al giorno, nonché shopping compulsivo) e per un breve periodo attacchi di panico.

Io ne sono, diciamo, uscita con psicoterapia, durata per circa tre anni. Uscita, nel senso che non ho più attacchi di panico né ipocondria, restandomi tuttavia la fobia per le cavallette e una sensazioni di ansietà un po' diffusa ma senza sintomi particolari. Semplicemente vivo la vita forse con un pizzico di apprensione di troppo. Mia sorella ha fatto poca psicoterapia ed è rimasta sostanzialmente con le sue manie. Devo dire però che in lei il disagio per queste ossessioni è davvero minimo e quindi vive bene lo stesso.

Mia madre con l'età è notevolmente peggiorata, ha mille paranoie e conseguentemente tende a rompere le scatole per questa sua smania di tenere ogni persona sotto il suo controllo. L'ha sempre fatto e continua a farlo.

Però di depressione non ha mai sofferto nessuno, almeno non della depressione che si tramuta in abulia, disturbi del sonno e dell'appetito, disperazione, angoscia ecc...

Non so se la mia esperienza possa avvalorare la tesi "genetica" o quella "comportamentale".
"Rinnegare le proprie esperienze significa mettere una menzogna sulle labbra della vita" (Oscar Wilde - De Profundis)

Ho un cervello, so sillabare. Aderisco alla campagna per eliminare il linguaggio da sms dal Forum

Un solo raggio di sole può rischiarare centinaia di ombre



Dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; la forza per accettare le cose che non posso cambiare; la saggezza per capire quali sono le une e quali le altre
krusti

Post by krusti »

Mammatitta wrote:Scusatemi, ma io riesco al pensare solo al bimbo che non c'è, più della mamma sinceramente ora non mi importa nulla non riesco a pensare a lei con pietà...scusatemi, ma ora come ora i miei sentimenti sono questo!
Una preghiera per il piccolo.
eco appunto, questa è la considerazione che ho fatto io ieri quando ho aperto la discussione "non c'è fine al peggio"
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Sharazade
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Post by Sharazade »

Arrivo un pò tardi sulla discussione sulla depressione. Ora io NON sono un medico eh! Però voglio dire la mia, cioè raccontare semplicemente quello che ho provato e quello che provo.

Tante volte sento di persone che sono depresse perchè hanno avuto una brutta infanzia o brutti incontri (tipo la "pazza" del paese nel delirio da quando il fidanzato l'ha mollata) o queste storie di mamme.

Purtroppo lo abbiamo imparato quanto è difficile fare la mamma e quanto è difficile far capire al monto a noi intorno che abbiamo bisogno di aiuto...spesso neanche i partner se ne accorgono!

Però...però...sono abbastanza d'accordo con Ambra che si può scegliere di uscirne. Ci sono i casi in cui le cose sono troppo gravi, non giudico nessuno ma ho garnde empatia per tutti.
Però voglio dire che anche io ho avuto una brutta infanzia per molti versi...nella miseria vera e con un padre padrone. Per fortuna c'era mamma e i miei fratelli.
Ma non mi sono mai arresa e un'infanzia difficile per me è stato un arricchimento, non una molla depressiva. Io mi sento migliore di molti perchè so cavare il meglio dal peggio.

Ma arrivo alla depressione...quella che mi son sentita addosso con un figlio che ha dormito 20 minuti per volta tutto il primo anno di vita e poi non è andato molto meglio fino a 2 anni. Mi son sentita persa, distrutta, arrabbiata...volevo fargli male. Ma dentro di me c'era sempre una parte lucida che sceglieva di andare avanti e di continuare continuare continuare a chiedere aiuto e a darmi da fare.

Non credo di essere migliore di altri...forse la fede mi ha sostenuta, forse è "l'indole" non so...

Comunque una preghiera per la neonata di 5 settimane che ora non c'è più.
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