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laste wrote:forse non hanno saputo renderla interessante
guarda, a 4 anni ammetto che Ruggero se ne sarebbe stato volentieri a casa
era uno dei pochissimi bambini che conosco pigro
abbiamo usato il bastone e la carota, favole e sproni, ma ammetto che ero preoccupata che la prendesse in odio, la montagna, cosa che non volevo
seguii il consiglio di Stefano di insistere
ad oggi non solo viene in montagna e fa cose effettivamente impegnative, ma gioca anche a calcio e fa molta più attività fisica
non è nè rassegnato nè succube, si diverte proprio
certo noi facciamo di tutto per rendere le gite a misura loro, il papà questo week end è andato con loro in bivacco, hanno camminato tantissssssimo ma alla sera si sono cucinati la pancetta sul fuoco ed erano felicissimi
magari da adolescente ritornerà a preferire la discoteca (Stefano si strapperà i capelli ahahah) ma per ora siamo "orgogliosi" di averli abituati a fare gite simili
(ovviamente per Dario il problema non si pone, lui è duracel da sempre)
ti ri quoto.
mio marito dice sempre che bisogna allenare i bambini alla fatica perchè prima o poi la vita ti imporrà una situzione faticosa da fronteggiare (sia fisicamente che mentalmente) e bisogna essere pronti.
io non ci credevo tanto. ma alla fine ha ragione lui.
non è che abbia esempi particolari da riportare ma gestire la fatica non è cosa semplice e spesso siamo indotti a lasciare...ma chi me lo fa fare....
gestire fatica e stanchezza vuol dire aver voglia di studiare la sera anche se la mamma propone una giustificazione alla lezione di storia non preparata, è un piccolo esempio.
lui 31 agosto 2000 lei 21 dicembre 2003 noi 27 settembre 1997 Perdoniamoci le volte che non siamo stati noi quando c'erano le lotte dei tuoi sogni contro i miei. ma dimmi dove sei così ogni tanto mi oriento se non ti incontrerò ti cercherò tutto il tempo se mi sorriderai ritroverò l'entusiasmo e quel giorno non mi perderai più. non è farina del mio sacco ma di quello di franco fasano
Paola M. wrote:
Fatto salvo che l'autonomia più importante (per me) è quella del pensiero (le altre si conquistano fisiologicamente crescendo, io ho una repulsione per il cammino in montagna perché i miei mi hanno sempre obbligato ad andarci è memorabile quella volta che gridai tutto il mio disappunto sul fatto che mi si rovinassero i malleoli che ero una ballerina) ed è solo quella che, come diceva Gaber (per l'idiozia), è conquistata a fatica e io capisco che è su quella che devo molto lavorare, perché li esorto a ragionare in autonomia ma poi vorrei che la pensassero come me sui grandi temi.
Bellissima l'autonomia di pensiero!
Meriterebbe un post appost
Ad esempio mio marito non gradisce che a volte io dissento davanti ai bambini su azioni o modi delle loro maestre, mi ha detto il perchè ma ora non me lo ricordo ahahahah
Paola M. wrote:Io credo che il camminare molto faccia bene ma sia una rottura di coglioni a meno che non si sia in un bel posto (io odio camminare in montagna e adoro camminare al mare) quindi ci sta che un bambino si rompa le balle a camminare tornando a casa mentre sgalluzzi felice al parco con gli amici.
.
e' ovvio che ci stia.
E' meno ovvio che pero' non li si abitui a pensare che le gambe siano fatte anche per spostarsi da un posto all'altro, non necessariamente ed esclusivamente per sgalluzzare.
Sono forme di (sane) abitudini.
Poi se dobbiamo -edonisticamente parlando - concludere che si deve fare solo cio' che ci procura piacere, e' un altro conto.
Posso pure essere d'accordo, ma temo non ci porti troppo lontano.
Carla 4/12/03
Mena 2/05/06
"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska