renocchia wrote:Non lede certo la libertà di oensiero, non sottrae tempo ad altre materie, non richiede spese in materiali o simili.... Addirittura si propone un referendum per abire una misera e innoqua ora in cui chi non è interessato al massimo cazzeggia
E' una grossa spesa (come ha spiegato Mic, costa "due volte", visto che bisogna finanziare le ore di religione e quelle di alternativa) che uno Stato laico si deve sobbarcare per pagare insegnanti scelti dalla Curia. Certo che sottrae tempo alle altre materie, visto che un'ora o due ore a settimana potrebbero essere usate con maggior profitto per altre materie. Né ritengo giusto che chi sceglie di non fare religione, nella maggior parte dei casi, debba cazzeggiare. Da atea non considero innocuo l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali, né vedo perché debba essere fatto a spese dello Stato.
Se le spese sostenute per l'insegnamento della religione cattolica (e tale tuttora risulta ufficialmente, come è stato spiegato) fossero interamente a carico della Chiesa cattolica e non dello Stato italiano, già sarebbe diverso. Ma resta il fatto che non si capisce perché una scuola pubblica debba garantire l'insegnamento di una religione.
E aggiungo: se il discorso dev'essere l'insegnamento di "storia delle religioni", ben venga. Ma allora si fa insegnare da docenti con i titoli del caso, che hanno superato regolare concorso e che insegnano davvero storia della religioni e non "religione cattolica con pillole di altre religioni". E la si fa diventare materia curricolare. Oppure si aumentano le ore di storia e si integra l'insegnamento di storia con quello di storia delle religioni.
I'm selfish, impatient and a little insecure.
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