Aggiungo che, se fosse possibile, io la terrei un mesetto lontano da scuola o luoghi chiusi affollati.Ema wrote:Comunque io seguendo il post vedo che c'è davvero molta carne al fuoco.
Antibiotici, virus, streptococco, abbuffate che possono aver sovraccaricato il fegato, rimedi farmacologici, omeopatici, fitoterapici.
Tanta roba, troppa.
Io tenterei con i rimedi della nonna affiancati alla medicina tradizionale solo dove serve (leggi antibiotici) eliminando tutto il resto.
Mi spiego: dieta leggera, quasi in bianco, molto sonno, stare all'aperto almeno un'ora al giorno evitando solo la nebbia. Finisci la cura antibiotica e dai qualcosa per proteggere l'apparato gastrointestinale (questo sempre con l'antibiotico).Tanti lavaggi nasali al primo sintomo di raffreddore.
Eliminerei tutto il resto.
Per darle il tempo di ristabilirsi davvero.
Ma per me ad esempio sarebbe impossibile quasi quanto portarla al mare in inverno.
La mia pediatra sostiene che tanto lunga é la malattia, altrettanto dovrebbe essere la convalescenza.
Perciò ad una settimana di influenza dovrebbero seguire altrettanti giorni riguardati.
Idem dopo una cura antibiotica.
E io credo che abbia perfettamente ragione. Se non fosse che i ritmi della vita moderna non lo consentono proprio.
PS: sono assolutamente convinta che Miriam sia vittima del circolo vizioso malanno-cura-malanno. Che poi per il broncospasmo lei prende anche cortisone vero? Che insieme agli antibiotici se la giocano come responsabili della debolezza del sistema immunitario.
PS: o sono una lettrice sbadata, superficiale e distratta o proprio non é mai emerso di te, Lidia, il profilo che hai delineato. Proprio no. A me é arrivata tutt'altra immagine, opposta direi.

