Anche in una puntata di the mentalist c'era e tutto sommato la ragazzetta wicca ne usciva meglio dei perbenisti.
Peró per tanti versi, quel poco che ho capito, mi ricorda gli indiani d'America.
La dura vita dei senza dio...
Moderator: Paola
- Ipomea
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non ho seguito tutta la discussione perciò non so a che punto siete arrivati. il mio pensiero è questo.
I buoni sentimenti si possono trovare negli ambienti religiosi così come i cattivi sentimenti. non credo che i buoni sentimenti si apprendano dalla religione ma siano innati nella persona a prescindere, come quelli cattivi.
A volte temo invece che in certi ambienti troppo religiosi si riscontrino sentimenti di ipocrisia. insomma il timore è che si tratti più che altri di "falsi buoni sentimenti", professati ma non sentiti veramente.
La mia personale esperienza religiosa è travagliata e io sono il classico esempio di chi non si è mai posta per anni la domanda se crede o meno in qualcosa perché ha sempre dato per scontato di crederci perché ha fatto catechismo, battezzata, comunicata, cresimata ecc.... il tutto in una famiglia di un ateo in tutto e per tutto (mio padre) e una cattolica non molto convinta e sicuramente non praticante (mia madre).
Il tutto fatto e vissuto perché così si deve fare.
Con mio figlio ho fatto uguale ma la motivazione è diversa. Gek è credente e quindi ho dovuto trovare un giusto compromesso. A me poi, personalmente, importa meno di zero il fattore religione in questo momento della vita, per cui io sono consapevole di non credere, perché se credessi farei tutti altri discorsi, ma nonè una scelta per me. E' una presa di coscienza che ciò che davo per scontato in realtà non è come pensavo. Credevo di credere ma solo perché non me lo ero mai chiesto. Quando me lo sono chiesto ho capito di non credere e la cosa mi lascia tutto sommato indifferente.
Siccome Gek ci tiene e anche tutta la sua famiglia, in quanto molto credenti, e ultimamente anche mia madre, ho scelto che mio figlio fosse battezzato e ho acconsentito a che frequenti alla materna l'ora di "religione". Ripeto, la cosa non contrasta con i miei principi perché di fatto l'aspetto religioso non ha rilevanza nella mia vita.
Rispetto invece coloro che nella mia famiglia credono e quindi attribuiscono un ruolo importante alla religione e hanno quindi piacere a che leonardo partecipi a questa "vita" fino a che non sarà in grado anche lui di scegliere se vorrà farne parte o meno autonomamente.
A me frequentare la chiesa ecc.. non ha fatto danno. io non sono contraria né contrasta con altre mie ideologie. quindi se vorrà leonardo andrà a catechismo e prenderà i sacramenti. se non vorrà per me sarà lo stesso.
Quando mi chiede di gesù e compagnia io cerco di spiegargli, nei limiti dell'età che ha, che ci sono persone che credono in una figura che ha creato tutto il mondo che è Dio e che Gesù fosse suo figlio mentre altri credono che madre di tutto il mondo sia solo la natura e che gesù fosse un uomo molto buono ma come tutti gli altri.
Per ora le domande che mi pone sono semplici. naturalmente se andrà a catechismo le cose si complicheranno ma penso che gliela metterò sempre sulla relatività, cioè sul fatto che non essendoci dimostrazioni dell'esistenza di Dio, alcuni ci credono e altri no e che lui dovrà sentire dentro di sé se crederci o no.
I buoni sentimenti si possono trovare negli ambienti religiosi così come i cattivi sentimenti. non credo che i buoni sentimenti si apprendano dalla religione ma siano innati nella persona a prescindere, come quelli cattivi.
A volte temo invece che in certi ambienti troppo religiosi si riscontrino sentimenti di ipocrisia. insomma il timore è che si tratti più che altri di "falsi buoni sentimenti", professati ma non sentiti veramente.
La mia personale esperienza religiosa è travagliata e io sono il classico esempio di chi non si è mai posta per anni la domanda se crede o meno in qualcosa perché ha sempre dato per scontato di crederci perché ha fatto catechismo, battezzata, comunicata, cresimata ecc.... il tutto in una famiglia di un ateo in tutto e per tutto (mio padre) e una cattolica non molto convinta e sicuramente non praticante (mia madre).
Il tutto fatto e vissuto perché così si deve fare.
Con mio figlio ho fatto uguale ma la motivazione è diversa. Gek è credente e quindi ho dovuto trovare un giusto compromesso. A me poi, personalmente, importa meno di zero il fattore religione in questo momento della vita, per cui io sono consapevole di non credere, perché se credessi farei tutti altri discorsi, ma nonè una scelta per me. E' una presa di coscienza che ciò che davo per scontato in realtà non è come pensavo. Credevo di credere ma solo perché non me lo ero mai chiesto. Quando me lo sono chiesto ho capito di non credere e la cosa mi lascia tutto sommato indifferente.
Siccome Gek ci tiene e anche tutta la sua famiglia, in quanto molto credenti, e ultimamente anche mia madre, ho scelto che mio figlio fosse battezzato e ho acconsentito a che frequenti alla materna l'ora di "religione". Ripeto, la cosa non contrasta con i miei principi perché di fatto l'aspetto religioso non ha rilevanza nella mia vita.
Rispetto invece coloro che nella mia famiglia credono e quindi attribuiscono un ruolo importante alla religione e hanno quindi piacere a che leonardo partecipi a questa "vita" fino a che non sarà in grado anche lui di scegliere se vorrà farne parte o meno autonomamente.
A me frequentare la chiesa ecc.. non ha fatto danno. io non sono contraria né contrasta con altre mie ideologie. quindi se vorrà leonardo andrà a catechismo e prenderà i sacramenti. se non vorrà per me sarà lo stesso.
Quando mi chiede di gesù e compagnia io cerco di spiegargli, nei limiti dell'età che ha, che ci sono persone che credono in una figura che ha creato tutto il mondo che è Dio e che Gesù fosse suo figlio mentre altri credono che madre di tutto il mondo sia solo la natura e che gesù fosse un uomo molto buono ma come tutti gli altri.
Per ora le domande che mi pone sono semplici. naturalmente se andrà a catechismo le cose si complicheranno ma penso che gliela metterò sempre sulla relatività, cioè sul fatto che non essendoci dimostrazioni dell'esistenza di Dio, alcuni ci credono e altri no e che lui dovrà sentire dentro di sé se crederci o no.
"Rinnegare le proprie esperienze significa mettere una menzogna sulle labbra della vita" (Oscar Wilde - De Profundis)
Ho un cervello, so sillabare. Aderisco alla campagna per eliminare il linguaggio da sms dal Forum
Un solo raggio di sole può rischiarare centinaia di ombre
Dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; la forza per accettare le cose che non posso cambiare; la saggezza per capire quali sono le une e quali le altre
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Nunzia NoviLuna Ah
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Ci sono diverse citazioni in diverse serie televisive, non ultima quella del Dottor House, riguardo la Wicca.Ipomea wrote:Anche in una puntata di the mentalist c'era e tutto sommato la ragazzetta wicca ne usciva meglio dei perbenisti.
Peró per tanti versi, quel poco che ho capito, mi ricorda gli indiani d'America.
Forse ti è parsa simile a quella degli indiani d'America perché la Wicca
è molto incentrata sull'armonizzarsi con la Natura che per noi è sacra
quanto per loro. Anche noi usiamo le tecniche sciamaniche del viaggio tra
i mondi per ottenere la saggezza dagli spiriti della terra e dalle nostre guide.
Mille benedizioni,
NoviLuna Ahmut
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<a href="http://www.widdlytinks.com/">My Stick Family from WiddlyTinks.com</a>
"Giacché ti trovi lì, fai attenzione: sono solo due le regole che contano davvero. Quello che un uomo può e quello che un uomo non può. Per esempio, o tu puoi accettare che tuo padre fosse un pirata ed un brav'uomo o non puoi. Ma hai sangue pirata nelle vene e dovrai farci i conti un giorno o l'altro. Prendi me per esempio: posso lasciarti affogare, ma non posso portare la nave fino a Tortuga solo soletto, comprendi? Quindi, puoi navigare sotto il comando di un pirata? O non puoi?" di Capitan Jack Sparrow
I bambini sanno cosa vogliono e come fare per ottenerlo, quello che non sanno fare è prevedere il prezzo che pagheranno.
NoviLuna Ahmut
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"Giacché ti trovi lì, fai attenzione: sono solo due le regole che contano davvero. Quello che un uomo può e quello che un uomo non può. Per esempio, o tu puoi accettare che tuo padre fosse un pirata ed un brav'uomo o non puoi. Ma hai sangue pirata nelle vene e dovrai farci i conti un giorno o l'altro. Prendi me per esempio: posso lasciarti affogare, ma non posso portare la nave fino a Tortuga solo soletto, comprendi? Quindi, puoi navigare sotto il comando di un pirata? O non puoi?" di Capitan Jack SparrowI bambini sanno cosa vogliono e come fare per ottenerlo, quello che non sanno fare è prevedere il prezzo che pagheranno.