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Posted: Sun Mar 13, 2011 4:34 pm
by val3nt1na
Dilly wrote:Da noi al nido si parla sempre di "coppia mamma-bambino".
Il lavoro da fare secondo me è su te stessa e contemporaneamente su di lui, che non può sentirsi sicuro se si sente rifiutato (e non dico che tu ora lo stai rifiutando in senso letterale, è che i bimbi vivono il nostro non poterne più come un ostacolo tra noi e loro, quindi come un rifiuto).
Pretendi da tuo marito che ti lasci il tempo di crearti spazi per te, per rigenerarti un po' e per passare del tempo sola con Lerenzo, così da non essere più in pensiero per lui.
E poi lavora sull'autostima di Leo, proponigli piccole attività nuove. Se gli apri l'acqua del bidet e gli dai un bicchierino o un cucchiaio non gioca?
sono d'accordo.

seguirò di sicuro i tuoi preziosi consigli, mi rendo conto che quella che spieghi è la strada da percorrere e lo farò.

grazie!

Posted: Sun Mar 13, 2011 4:54 pm
by nanà
dunque,domandina:
il lavoro di contenimento in cosa consiste?
sono attività ludiche da fare col bimbo o di altro tipo?

per esempio le attività di cui avete parlato prima nel mio caso:
-travasi:neanche il tempo di spiegare che è tutto in aria
-svuotare cesta dei giochi e mettere a posto:nonostante lo accompagni con i gesti,tenendogli le mani lui penso non capisca perchè non fa nulla,se non scegliersi uno due giochi e lasciarmi li...

pertenerlo vicino ame mentre faccio altro,se sono al gabinetto gli lascio aprire l'acquadel bidet con conseguente inondamento del bagno,schizzi e lui bagnato come un pulcino,menomale che si diverte.lui...

oppure dargli bicchierini di carta,posate,cucchiai di legno o le pentole per "contenerlo" almeno 5 minuti mentre sto sbrigando qualcosa.

Posted: Sun Mar 13, 2011 5:54 pm
by Lella
A me questo post piace molto e pur avendo bambini più grandi continua a farmi riflettere perchè loro agiscono anche in base a ciò che pensiamo noi di loro o in base a ciò che credono noi pensiamo di loro e anche in base alle nostre reazioni abituali.
In qualche modo è vero che loro misurano lo spazio a loro riferito che noi abbiamo creato nella nostra mente e nel nostro cuore e credo che spesso ci provocano per testare i limiti di questo "spazio" emotivo.