Come prepararla che mamma starà in ospedale?
Moderator: Paola
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MAMMANANCY
E' stata Sara a tirar fuori il discorso, anche se non l'ho chiesto espressamente, le maestre mi stanno aiutando a prepararla, a Scuola hanno fatto una poesia e il disegno della mamma con il pancione, hanno fatto portare le foto di loro da neonati...e un giorno è arrivata a casa dicendo "mamma io sono nata in ospedale vero?" e io "certo amore", " e anche quando nascerà davide dovrai andare in ospedale?", ho colto al volo l'occasione è le ho ricordato di quando siamo andate in ospedale a trovare una nostra amica a cui era nata la seconda bimba, lei si è ricordata e ha detto "poi sono tornate a casa e siamo andate a trorle" sembra che la cosa non la sconvolga, anche perchè per lavoro è già capitato che stesse senza mamma qualche giorno. L'unica mia speranza è che sta volta il tutto avvenga di giorno, perchè durante il giorno lei è abituata a stare con nonni e zia ma non ha mai dormito fuori casa la notte senza di me o il papà.....credo che per quanto desideri mio marito accanto, se dovesse accadere di notte credo che manderò mio marito a casa da Lei e io farò tutto da sola.
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beatrix
Io avevo un ricovero programmato dunque non faccio testo.
E i miei sono abituati a stare - ogni tanto - senza di me.
Fino a pochi giorni prima del parto non ho detto niente. Solo che c'era una sorellina dentro alla pancia della mamma, che quando sarebbe uscita avrebbe pianto, cose così. Li ho fatti assistere alla preparazione delle cose per la sorellina, la cameretta, ecc.
Una volta assodato che quest'idea era ben concreta nelle loro testoline, due giorni prima del parto ho proprio spiegato chiaramente cosa sarebbe successo.
La mamma andrà in ospedale, dal dottore, che la aiuterà a tirare fuori la sorellina dalla pancia.
Poi voi verrete a trovare la sorellina e le porterete un regalino.
Poi la sorellina verrà a casa e vi porterà un regalino.
Questi 3 concetti, con variazioni sul tema.
Certo non è stato facile.... per me.
E i miei sono abituati a stare - ogni tanto - senza di me.
Fino a pochi giorni prima del parto non ho detto niente. Solo che c'era una sorellina dentro alla pancia della mamma, che quando sarebbe uscita avrebbe pianto, cose così. Li ho fatti assistere alla preparazione delle cose per la sorellina, la cameretta, ecc.
Una volta assodato che quest'idea era ben concreta nelle loro testoline, due giorni prima del parto ho proprio spiegato chiaramente cosa sarebbe successo.
La mamma andrà in ospedale, dal dottore, che la aiuterà a tirare fuori la sorellina dalla pancia.
Poi voi verrete a trovare la sorellina e le porterete un regalino.
Poi la sorellina verrà a casa e vi porterà un regalino.
Questi 3 concetti, con variazioni sul tema.
Certo non è stato facile.... per me.
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ManuMel
Buon'idea,potrei chiedere alle maestre(molto carine disponibili)se magari possono parlarne in qualche modo. Per il resto anche io preferirei mio marito con lei quella notte,ma giustamente come ha visto Melissa nascere....PULCINO07 wrote:E' stata Sara a tirar fuori il discorso, anche se non l'ho chiesto espressamente, le maestre mi stanno aiutando a prepararla, a Scuola hanno fatto una poesia e il disegno della mamma con il pancione, hanno fatto portare le foto di loro da neonati...e un giorno è arrivata a casa dicendo "mamma io sono nata in ospedale vero?" e io "certo amore", " e anche quando nascerà davide dovrai andare in ospedale?", ho colto al volo l'occasione è le ho ricordato di quando siamo andate in ospedale a trovare una nostra amica a cui era nata la seconda bimba, lei si è ricordata e ha detto "poi sono tornate a casa e siamo andate a trorle" sembra che la cosa non la sconvolga, anche perchè per lavoro è già capitato che stesse senza mamma qualche giorno. L'unica mia speranza è che sta volta il tutto avvenga di giorno, perchè durante il giorno lei è abituata a stare con nonni e zia ma non ha mai dormito fuori casa la notte senza di me o il papà.....credo che per quanto desideri mio marito accanto, se dovesse accadere di notte credo che manderò mio marito a casa da Lei e io farò tutto da sola.