dei tabú.
Per fortuna il tabú non c´è da noi e non nella cerchia delle persone a me care.
Si spiega,si parla,si comprende e davvero il gioco è fatto.
Uno dei migliori amici di mio figlio è non vedente e io giuro che lo adoro perché
è un bambino brillante,divertente e mio figlio pure lo adora.
A volte mi dimentico che è cieco e gli dico "guarda là!" e allora gli dico
"scusa,tu non vedi ma io sono proprio cretina".
È un ragazzino molto sveglio ed abbiamo una cosa in comune:riconosciamo
tutte le puzze e gli odori..sniffiamo l´aria e sappiamo che si avvicina una maestra
o un bambino etc etc ci facciamo un sacco di risate
La mamma è una persona molto dinamica e senza peli sulla lingua,ci siamo
prse subito e non si è mai imbarazzata quando le abbiamo chiesto come mai
avesse questo handicap.
Mio figlio ha avuto difficoltà ad accettarlo.
Diceva che non voleva la gente pensasse che fosse suo fratello.
Vergogna,si.
Non lo schivava,non lo maltrattava,ma faceva storie quando gli dicevo
che lo prendevo io da scuola e veniva un po´da noi.
Allora è partita la spiegazione.
Gli ho detto che io benedirei un fratello come quel bimbo.
Ho spiegato la bellezza della vita,che nella particolare situazione della cecità offre
a questo bimbo la possibilità di sentire e odorare meglio degli altri.
Ho chiesto a mio figlio come si sentirebbe se fosse la sua mamma a non vedere,
o su una sedia a rotelle,o deforme.
Ho infine spiegato che si può nascere sani,belli e forti ma poi qualche malattia
ci può rubare la bellezza,la forza e la salute.
Gli ho fatto vedere le foto di suo padre mentre faceva il servizio civile in un´officina
per disabili
È bastato questo discorsetto per fargli capire tutto,giuro.
Ora mio figlio guarda alle disabilità con altri occhi,con quelli di un individuo
moralmente e civilmente maturo.
Nessuna pena,solo amore incondizionato,amicizia,rispetto.
Poi capita anche dall´altro lato che le persone abbiano modi bruschi,
perché sono stufe di spiegare,spiegare,spiegare.
Una volta ad una festa ho visto un bambino con la testa ingessata e dopo
un po´ho chiesto cosa avesse..non l´avessi mai fatto!
La madre mi si è mangiata.
Inutile spiegare che sono un medico,che non trovo diversi,brutti e strani i bambini
e gli adulti che hanno avuto difficoltà...era incazzata nera.
Le saranno girate le palle e l´ho lasciata in pace.
Faccio difficoltà anche a capire questo,perché se una persona dimostra
interesse e amorevolezza verso una persona diversamente abile non va trattata
da rompicoglioni e non bisogna interpretare come "pietà pena e compassione"
la voglia di vicinanza con una realtà diversa.
Ne concludo che parte da noi tutto,accettare,spiegare,aprirsi,da entrambi i lati.
Io ho avuto un carcinoma,ho quasi perso la vita il giorno del mio matrimonio..
mia figlia ha un ritardo nel linguaggio e capita anche che venga un po´esclusa per
questa diversità...dovrei forse vergognarmi e chiudermi?
Non ci penso minimamente.
Tutti o quasi abbiamo un handicap,in questo siamo tutti uguali e a noi sta far valere i nostri diritti e quelli di chi comunque si vuole avvicinare alla comprensione dei diversi
gradi di abilità.


