Idee di autofinanziamento per scuole

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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Andrea Apostoli
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Joined: Wed Sep 21, 2011 9:28 am

Post by Andrea Apostoli »

Grazie dell'apprezzamento e del benvenuto... che possiamo fare per rendere operativo quello che è in fondo un progetto di rivoluzione non violenta della situazione che costringerebbe i politici italiani a fare quello che non fanno?
Andrea
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Linda Eva
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Joined: Sun Jan 09, 2011 5:46 pm

Post by Linda Eva »

Confesso che questa discussione mi era sfuggita, ma cha ora leggendola pur apprezzando la lodevole iniziativa personale in relazione all'emergenza, da maestra (ma sono anche mamma di un alunno scuola per l'infanzia) avvertivo via via un senso crescente di disagio. Immaginavo la scuola de La Casa Nella Prateria peensando che gli Oleson 'che potevano' rifornivano di lavagnette e gessetti i compagni 'che non potevano' in cambio di visibilità ed etarna gratitudine; o bimbi in fiera ad esibirsi in recite con cestino per raccogliere le offerte e la voce che esortava con un 'venghino, siori, venghino'.

Pensavo come la dignità di molti sforzi educativi tesi a promuovere il piacere di imparare e scoprire, del conoscere affine a se stesso possano di questo passo svilirsi.
Come si svilisca di fatto la professionalità dei docenti obbligati ad escogitare trucchi e mezzucci per reperire materiali didattici e persino carta igienica, per cercare di spingere i genitori a dare per scontati contributi 'volontari' che non serviranno mai per dare qualcosa in più ai nostri figli, ma solo per garantire il normale svolgimento delle funzioni didattiche e FISIOLOGICHE.

Ci sentiamo tutti genitori e insegnanti obbligati a farlo, come fosse normale. Come fossimo nel far west.
Come se le scuole non fossero pubbliche e l'istruzione primaria fosse un privilegio e non un diritto, tanto da essere obbligatorio per legge.

Ve lo dico brave NM di buona volontà, in questa scuola ci lavoro anche io, ma questo post...per quanto lodevole, per quanto concretamente calato nella realtà che anche io vivo tutti i giorni, l'avvertivo come un'inconsapevole, ma piena resa.

Poi l'illuminante intervento del nuovo Noipapà.
Uno spiraglio di luce, una boccata d'aria.
E se davvero una strada diversa fosse possibile?

Tagli e rimescolamenti da ogni governo s'impongono nonostante scioperi e proteste proprio nei luoghi dove vengono formate le menti dei nuovi cittadini. Sempre vittoriosi perché a protestare sono 'studenti svogliati' e docenti 'fannulloni', molti dei quali precari, quindi 'la parte peggiore' della nostra società.
Lavoratori senza forza produttiva apparente, perché gli alunni alla fine sono sempre lì, e gli insegnanti anche, alla fine sono sempre lì.

Non danno fastidio a nessuno, basta chiudere le orecchie poche ore e tutto rientra nella routine.

E se ribellarci fosse possibile in un altro modo? Come genitori, partendo da noi?
Certo però, Andrea, non basterebbe che qualche mio alunno si rifiutasse di portare a scuola i suoi rotoli di carta igienica, il sapone per le mani e la sua risma di carta .
Il peso sarebbe solo più pesante per tutti gli altri.

Come potrebbe funzionare un'idea come la tua se non fosse applicata su larga scala?
E come sarebbe possibile ottenere questo?
mamma spettacolare
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Post by mamma spettacolare »

Questa bellissima discussione, nata con una richiesta di consiglio, merita sicuramente attenzione e una competenza che non ho. Però volevo sottolineare in primo luogo che per quanto concerne la scuola pubblica, si sta compiendo il disegno di una tela che si tesse da anni, più o meno da quando io andavo a scuola ormai ahimè un bel pò di tempo fa. E ovviamente il disegno è volto a favorire la scuola privata. Allora una bella iniziativa potrebbe essere quella di chiedere alle scuole private di fornire il materiale alle pubbliche, dato che comunque, dove non ricevono direttamente finanziamenti, hanno la possibilità di fruire di svariate agevolazioni.Grazie ai nostri soldi.
E' una provocazione la mia...ma nemmeno poi tanto.
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sei tu, la donna che ha lottato tanto, perchè il brillare naturale dei suoi occhi, non lo scambiassero per pianto
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