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Posted: Thu Jul 07, 2011 11:00 am
by marte71
carlina wrote:
Io questo metodo lo utilizzo anche a casa, rimango sempre calma senza urlare e le spiego cosa ha fatto di sbagliato.
ecco, forse è questa la differenza. chi non utilizza questi metodi a casa maldigerisce che altri lo facciano con i propri figli.
tutto l'impegno e la pazienza che ci si mette, e poi un educatore e lo sottolineo,
un educatore, che dovrebbe saperlo fare meglio di noi, si permette comportamenti che noi a casa non terremmo.
Posted: Thu Jul 07, 2011 11:03 am
by marte71
Befy wrote:Lasciarli nel pensatoio non significa lasciarli abbandonati a sè stessi... e normalmente non vengono lasciati più di 5 minuti....
Hai detto tu stessa che a 1 anno non possono riflettere...tantomeno dialogare....
Le maestre devono avere uno strumento per distoglierli dal comportamento sbagliato
ah no, dialogare non l'ho detto.
sono sicura che un bambino di un anno un no e il perchè del no lo possa capire, non sono affatto sicura invece che capisca il perchè dell'isolamento e del pensatoio. trovo siano cose molto diverse.
5 minuti per un bambino possono sembrare un'eternità. e ripeto è il senso di costrizione che non approvo.
Posted: Thu Jul 07, 2011 11:06 am
by Daniela
marte71 wrote:ecco, forse è questa la differenza. chi non utilizza questi metodi a casa maldigerisce che altri lo facciano con i propri figli.
tutto l'impegno e la pazienza che ci si mette, e poi un educatore e lo sottolineo, un educatore, che dovrebbe saperlo fare meglio di noi, si permette comportamenti che noi a casa non terremmo.
Ma guarda che per esempio io a casa passo ore della giornata a spiegare a uno o all'altro. PErò mi ritrovo anche a dire a Simona "adesso ti siedi li un attimo e pensi a quello che ci siamo detti, poi puoi alzarti" Lei sta li giusto un minuto e poi viene a dirmi "ci ho pensato adesso".
Non ci vedo niente di così deleterio e dannoso.
L'unica cosa su cui posso obiettare è la generalità del castigo, nel senso che se vedo che "quel" bambino ne riesente più degli altri, allora devo trovare un'altra modalità.
E l'educatore di cui parli probabilmente fa la stessa identica cosa: spiega, dialoga, cerca il confronto e poi ferma un minuto il bambino.