Quando è nato Giorgio (SdD) è stato un brutto colpo ma ho visto subito in faccia la realtà,non mi sono fatta illusioni sulpercorso perchè essendo un educatrice sapevo a cosa andavo incontro,all'ospedale davanti agli altri era impasibile anche se con un magone grosso così.
Ho dovuto fare i conti con la realtà della disabilità ,subito senza incertezze e vi assicuro che è stato e a volte ancora oggi è pesante da sopportare.
Detto questo ora Giorgio è cresciuto,ha fatto grandi progressi,certo è che fatico a vedere il bicchiere mezzo pieno,e ogni tanto ritorna il ''dolore'' che penso non guarirà mai.
Spesso poi gli intoppi burocratici ti fanno impazzire ed alcuni giorni fa ho letto dei commenti ad un blog americano con una bimba con la Sindrome che mi hanno fatto accapponare la pelle ,un tale diceva che se una donna decide di mettere al mondo un bimbo disabile sapendolo prima poi se ne deve assumere tutte le spese legate alla cura ,educazione,scuola,...insomma in questo mondo solo gente efficente e perfetta per gli ''altri'' non c'è posto.
Spero solo che la sua sia solo una voce fuori dal coro altrimenti per le persone disabili si annunciano tempi cupi.
ottimismo, speranza e realtÃ
Moderator: Paola
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Sperare contro ogni speranza.
No, non riesco, quando la ragione mi dice il contrario.
Certo, mai darsi per vinti, questo sì; lottare anche. Ma quando mia madre era in coma, il primario ci disse che non c'erano speranze; potevano tentare un intervento, ma che sarebbe morta sotto i ferri al 99% e che comunque se si fosse salvata sarebbe restata un vegetale visti i danni al cervello; di fronte a questo, abbiamo scelto di non sperare e di lasciarla andare senza ulteriori accanimenti.
La speranza ci deve essere ma va saputa anche guardare in faccia la realtà.
L'unica speranza non razionale che ho è che un giorno possa riabbracciarla in spirito.
No, non riesco, quando la ragione mi dice il contrario.
Certo, mai darsi per vinti, questo sì; lottare anche. Ma quando mia madre era in coma, il primario ci disse che non c'erano speranze; potevano tentare un intervento, ma che sarebbe morta sotto i ferri al 99% e che comunque se si fosse salvata sarebbe restata un vegetale visti i danni al cervello; di fronte a questo, abbiamo scelto di non sperare e di lasciarla andare senza ulteriori accanimenti.
La speranza ci deve essere ma va saputa anche guardare in faccia la realtà.
L'unica speranza non razionale che ho è che un giorno possa riabbracciarla in spirito.
Novella





