Anto,
state facendo la cosa migliore: non dare importanza a queste frasi e modificare alcuni vostri atteggiamenti al riguardo.
Sono sicura che in questo modo passerà in fretta,
e a quel che ho visto è molto frequente che se ne escano con cose simili a quest'età (soprattutto tra le femmine, ma anche L. e i suoi amichetti ogni tanto lo dicono), perché iniziano a osservarsi in modo diverso, a osservare il mondo in modo diverso e a dare un peso maggiore agli input esterni.
Oltre ad evitare certe frasi, credo sia importante sottolineare quanto sia importante evitare certi atteggiamenti che nella nostra società sono normali e quindi "non ci facciamo neanche caso", ma che - in soggetti predisposti - possono buttare un seme che potrebbe in futuro (poste altre condizioni aggiuntive) formare la base di una patologia.
Cose come: pesarsi ripetutamente
attività fisica dichiaratamente mirata alla perdita di peso
autocritiche rivolte al proprio aspetto fisico
commenti (positivi o negativi non importa) sul fisico di terzi (frequentissimi ad es. guardando la tv, sfogliando riviste, ecc)
auto-denigrazione quando "non si mantiene il controllo" ad es. nel mangiare dolci, o durante le feste, ecc ("ho mangiato da fare schifo", ecc)
parlare di diete (intese come restrizione temporanea e non come stile di vita sano) e seguire diete squilibrate in casa
.
Anche se tutto questo non è rivolto direttamente a lui, il bambino assorbe comunque una certa "atmosfera".
Per neutralizzare tutto ciò (per quanto possibile in famiglia, ovviamente sugli input esterni abbiamo un controllo limitato) è importante tornare alla concretezza delle cose, eliminando le sovrastrutture che abbiamo acquisito in quanto normali nella nostra società, e parlare (e rapportarsi con) il cibo e l'alimentazione in termini di salute, equilibrio tra nutrienti, fonte di energia necessaria per svolgere determinate attività e crescere, ecc.
Ad es. se Gabriele è sovrappeso, dovrà fare attività fisica e ridurre l'assunzione di calorie *per avere un corpo più sano*, non per eliminare la pancetta.
È una distinzione che pare sciocca, ma è in realtà sostanziale.
Ed è una distinzione che per la stragrande maggioranza dei nostri figli non avrà nessuna importanza, ma per quella minoranza a rischio di sviluppare determinate malattie una protezione preventiva creata in famiglia potrebbe fare la differenza.
(scusa il papiello, ma come sai è un tema che mi sta molto a cuore
