Sono con i miei figli dalle 16.30 alle 21.30, quando si addormentano.
Credo che la qualità sia più importante della quantità, ma personalmente... Non sarei mai e poi mai riuscita a garantire la qualità a fronte della troppa stanchezza che mi avrebbe portato un lavoro più impengativo di quellol che ho. So perfettamente che c'è chi ci riesce. E ha la mia più profonda ammirazione. Ho una cugina manager eccezionale nel tempo di qualità con i suoi figli. Io, di contro, fatico già così a reggere lo stress lavorativo e gli impegni concreti che mi sottraggono le energie. Non ce la farei, a garantire le debite attenzioni, e a maggior ragione non ce l'avrei fatta quando erano più piccini.
Sul tempo per me stessa, devo dire che con figli "grandi"... magicamente riappare. Quando erano piccoli ricordo la casa disastrata oltre ogni limite e me stessa per terra a gattonare con loro in un mare di pelouches.
Ora invece sono LORO che mi congedano (federico lo dice proprio: mamma voglio giocare da solo, puoi andare da un'altra parte?), e spesso giocano insieme, essendo due fratellini vicini per età e molto uniti.
Certo, "servo" ancora a qualcosa: a razionare l'eccessivo uso di tecnologia rincoglionente (nintendo, cartoni animati, i pad, internet) proponendo attività che richiedano l'uso di un maggior numero di neuroni.
A fare partitone a scale e serpenti, ad assistere ai loro spettacoli "teatrali".
Ma è facile che giochino sereni per casa fra loro mentre io stiro o leggo un libro.
In tal caso la qualità... se la garantiscono da soli.
... Sapete che a questa cosa non mi sono ancora del tutto abituata?
