è un post molto bello questo, leggendovi ho provato varie emozioni (dal questo si, questo no, questo non so)
ma non so cosa dire di me, perchè mi sento come se fossi "particolare"
a volte mi sento come ovattata nel mio modo di esser mamma emozionalmente parlando.
Devo trovare le parole giuste per farvi capire quello che vivo nelle varie circostanze, ma forse per prima cosa dovrei imparare a "realizzare" io stessa quello che provo.
percezione di mamma
Moderator: Paola
- Paola
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- Joined: Fri Dec 15, 2006 12:06 pm
Io sono peggiorata, in termini di percezioni.
Avendo sempre avuto la casa piena di bambini (figli di cugini grandi), vivevo abbastanza nel mondo bambino, però stavo dall'altra parte della barricata, e "capivo" chi i bambini non li aveva, capivo la loro voglia di un bagno in piscina senza spari di pistola ad acqua, senza gommoni da scavalcare, senza cambi cacca a tre metri, capivo le case bianche e i vasi di cristallo dietro le porte.
Ora ho un figlio mio, di cui difendo la bambinità sopra ogni cosa, perché il mondo è SUO, finché non ci sta scritto il cartello: vietato l'ingresso ai bambini e ai cani.
Non lo impongo, ma credo abbia la stessa dignità d'esistere dell'anziano con la faccia buttinata che fa altrettanto schifo dell'odore di cacca, della squinzia con l'overture del fondoschiena in bella vista, o della critica d'arte vestita a lutto.
E quindi divento razzista e intollerante laddove trovo razzismo e intolleranza, non voglio imporre mio figlio, non voglio sia maleducato, ma se è il suo essere bambino a disturbare, divento una jena.
Preferisco mi si dica chiaro, come in alcuni villaggi vacanze: si accettano bambini SOLO dopo i 6 o 12 anni, preferisco mi si dica vietato l'ingresso ai minori di 14 anni, preferisco mi si consigli la frequentazione di un solo pubblico adulto, ma una volta che sono entrata, si accetta mio figlio come io accetto di sentire discorsi idioti, di gente idiota, che popola anche le biblioteche il sabato mattina.
(si vede che esco nervosa da una puntatina in bliblioteca???) ahahhah
Avendo sempre avuto la casa piena di bambini (figli di cugini grandi), vivevo abbastanza nel mondo bambino, però stavo dall'altra parte della barricata, e "capivo" chi i bambini non li aveva, capivo la loro voglia di un bagno in piscina senza spari di pistola ad acqua, senza gommoni da scavalcare, senza cambi cacca a tre metri, capivo le case bianche e i vasi di cristallo dietro le porte.
Ora ho un figlio mio, di cui difendo la bambinità sopra ogni cosa, perché il mondo è SUO, finché non ci sta scritto il cartello: vietato l'ingresso ai bambini e ai cani.
Non lo impongo, ma credo abbia la stessa dignità d'esistere dell'anziano con la faccia buttinata che fa altrettanto schifo dell'odore di cacca, della squinzia con l'overture del fondoschiena in bella vista, o della critica d'arte vestita a lutto.
E quindi divento razzista e intollerante laddove trovo razzismo e intolleranza, non voglio imporre mio figlio, non voglio sia maleducato, ma se è il suo essere bambino a disturbare, divento una jena.
Preferisco mi si dica chiaro, come in alcuni villaggi vacanze: si accettano bambini SOLO dopo i 6 o 12 anni, preferisco mi si dica vietato l'ingresso ai minori di 14 anni, preferisco mi si consigli la frequentazione di un solo pubblico adulto, ma una volta che sono entrata, si accetta mio figlio come io accetto di sentire discorsi idioti, di gente idiota, che popola anche le biblioteche il sabato mattina.
(si vede che esco nervosa da una puntatina in bliblioteca???) ahahhah
Oui, Je suis Zizzià.
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Silvietta
- Ambasciatore

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- Joined: Fri Dec 15, 2006 6:51 pm
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Il mese scorso in un bar del centro di bologna, seduti fuori ai tavolini.
Matteo, mangiando la sua brioche, guarda i piccioni che beccano le briciole.
E li commenta.
La signora con Vuitton (ahahahha) accanto a noi prende a girarasi e guardare malissimo.
Matteo -ripeto- era seduto al tavolo e con voce flebile commentava i piccioni.
Si gira una volta, due, tre.
Guardo mia suocera. Lei mi guarda e conoscendomi mi fa segno con il dito davanti alla bocca di tacere.
Ma io ero troppo alterata per tacere.
Ma che scherziamo?
Matteo, mangiando la sua brioche, guarda i piccioni che beccano le briciole.
E li commenta.
La signora con Vuitton (ahahahha) accanto a noi prende a girarasi e guardare malissimo.
Matteo -ripeto- era seduto al tavolo e con voce flebile commentava i piccioni.
Si gira una volta, due, tre.
Guardo mia suocera. Lei mi guarda e conoscendomi mi fa segno con il dito davanti alla bocca di tacere.
Ma io ero troppo alterata per tacere.
Ma che scherziamo?