Posted: Mon Nov 05, 2007 10:49 am
Qualche anno fa ho parlato con un padre adottivo, la cosa che mi ha colpito molto è stato il suo essere protagonista nel cammino dell'adozione.
Mi raccontò dell'attesa e della democraticità dell'aspettare (fra padre e madre) nel caso del bimbo adottivo, col loro primo figlio, portato in grembo dalla moglie, l'attesa era sicuramente "più forte" quella femminile, lui, come tutti i mariti era stato piuttosto spettatore.
Poi, presa la decisione di adottare, fu lui per ragioni economiche e di tempo (l'altro figlio era troppo piccolo per lasciarlo) ad affrontare i viaggi in India a conoscere il bimbo e fu lui che lo prese in braccio la prima volta.
Sul loro frigorifero avevano due fotografie, quella della madre che appena partorito teneva in braccio il primogenito, quella del padre che in un orfanatrofio di Bombay teneva in braccio il secondogenito.
I bambini cresciuti si dicevano: io sono nato dalla mamma e tu dal papà.
Mi piacque molto questa cosa.
La mia paura deriva soprattutto dal fatto che non so quanto possa essere preparata a sopportare il peso di essere, magari in futuro, anche solo "accusata" di non avere amato abbastanza, sia dall'uno che dagli altri.
Mi raccontò dell'attesa e della democraticità dell'aspettare (fra padre e madre) nel caso del bimbo adottivo, col loro primo figlio, portato in grembo dalla moglie, l'attesa era sicuramente "più forte" quella femminile, lui, come tutti i mariti era stato piuttosto spettatore.
Poi, presa la decisione di adottare, fu lui per ragioni economiche e di tempo (l'altro figlio era troppo piccolo per lasciarlo) ad affrontare i viaggi in India a conoscere il bimbo e fu lui che lo prese in braccio la prima volta.
Sul loro frigorifero avevano due fotografie, quella della madre che appena partorito teneva in braccio il primogenito, quella del padre che in un orfanatrofio di Bombay teneva in braccio il secondogenito.
I bambini cresciuti si dicevano: io sono nato dalla mamma e tu dal papà.
Mi piacque molto questa cosa.
La mia paura deriva soprattutto dal fatto che non so quanto possa essere preparata a sopportare il peso di essere, magari in futuro, anche solo "accusata" di non avere amato abbastanza, sia dall'uno che dagli altri.