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Posted: Tue Apr 29, 2008 8:26 am
by laste
io ho sempre voluto dei figli,mi sono laureata a 26 anni,ho subito trovato un lavoro,a 29 anni abbiamo acceso il mutuo e 3 mesi dopo ero incinta
non mi andava ne' di avere figli appena assunta ne' con l'idea di un imminente trasloco,ma appena sistemata la casa l'idea e' venuta da se'

Posted: Tue Apr 29, 2008 9:23 am
by Rie
Io e mio marito siamo arrivati "sfasati" al desiderio di maternità/paternità.
Quello dei due che era convinto ha trascinato l'altro.

Per il primogenito, io non mi sentivo del tutto pronta. Non sono mai stata il tipo che va in estasi con i bambini altrui, pur essendo sicura di volerne di miei. Inoltre ero terrorizzata dalla situazione economica allora affatto rosea (mio marito si era appena licenziato). Ma lui sorrideva. Mi braccava per casa dicendo "Dai! Facciamo un bel cucciolo! Un cucciolo tutto nostro!". Io rispondevo che era folle, era insensato; che visto il futuro incerto era meglio aspettare. Lui ribadiva: "No, è adesso, è ora, sarà bellissimo".
Ho ceduto.
Non lo ringrazierò mai abbastanza di avermi convinta a concepire il mio meraviglioso Alessandro, quel tesoro solare, limpido e vivacissimo che, a non cogliere l'attimo, non ci sarebbe stato. Non sarebbe stato proprio LUI.
Perciò alla tua domanda la risposta parte A è: impellente desiderio da un lato/amore e incoscienza dall'altro.

Parte B.
Mio marito, esaurite le energie (per giunta poche!) da lui impiegate nella concreta cura di Alessandro, felice del nostro essere-tre, aveva cambiato idea rispetto ai progetti originari e non voleva altri figli. Io, figlia unica, non sentivo ragione: volevo un fratello per Alex. Uscita dopo due anni dalla simbiosi con Alex che non mi avrebbe fatto accettare troppo presto "l'amore che si moltiplica", volevo scoprirmi due volte mamma. Dopo varie discussioni, e una "tregua" concordata, all'improvviso mio marito ha deciso di cedere ed è arrivato Federico. Credo che un ruolo l'abbia avuto una tragica perdita da lui subita poco prima.
E' stato il suo inno alla vita, per farmi felice più che per se stesso.
Non se n'è mai pentito.

Considerando le nostre vicende, ritengo che nel diventare genitori abbia avuto un peso fondamentale, senza alcun riguardo alle considerazioni pratiche, il sentimento irrazionale. Declinato da una parte in un individuale arrivo del momento giusto, dall'altra nella fiducia verso il coniuge che ti conduce tenendoti per mano.

Fosse per me, Lucy, ti consiglierei di riflettere meno e abbandonarti di più.

Ma temo di essere costretta a ritrattare sulla base di un'esperienza che ho vissuto qui sul forum: quella di una persona che ha riflettuto allo stremo e proprio grazie a questo processo è diventata una mamma in potenza, presto le auguro in atto.
Ciascuno ha i suoi percorsi...
L'importante è la meta. Una meta che, sebbene alcuni mettano in luce la fatica e l'impegno, porta una gioia che non si può descrivere, rinnovata ogni giorno (o almeno fino all'età degli adolescenti rimpiscatole ahahaha!).

Posted: Tue Apr 29, 2008 9:30 am
by b71
Per anni ci siamo bastati benissimo,
molto concentrati sui noi stessi e sulle nostre carriere,
sulle nostre passioni comuni. Io non ero una ragazzina
con la voglia di famiglia, non sono stata una donna con
quella voglia di maternità che si trascina da anni.
Mi è nata, non più giovanissima, è sbocciata e si è rivelata
subito prorompente, decisa. Sentivo che era arrivato il mio momento.
Il futuro padre di Leo aveva ancora un po' il freno tirato, non convinto
come me, ancora molto rivolto alla sua vita di uomo appena conquistata.
Si è fidato di me, delle mie sensazioni. Si è lasciato guidare.