anche io mai usato un metodo finora (ma ha nove mesi, non so se conta la mia opinione).
Fin da quando è nato le "esperte" cognata e qualche amica dicevano di lasciarlo piangere sennò si sarebbe abituato, ma non l'ho mai fatto (a meno che non fossi in bagno o stessi scolando la pasta..). Se piange nel passeggino vuol dire che non ci sta bene, o il caldo, o il freddo o la fame, quindi se siamo vicino a casa si torna indietro, sennò cerco di distrarlo con qualche giochino perchè non sono hulk e non riesco a tenere lui in braccio e spingere il passeggino.
Per quando crescerà cercherò di seguire un consiglio noimammesco, cioè pochi NO chiari, cioè non dire no a tutto. Tipo ieri al fiume toccava i sassi e mio marito lo allontanava da lì, io invece ero dell'idea che toccarli può toccarli, male non fa, però giustamente dobbiamo impedirgli di mangiarseli.
Vari metodi educativi: qual'è il vostro?
Moderator: Paola
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mammangi
Anch'io non ho un metodo preciso, ma seguo la linea dei "pochi ma buoni". Anche perchè secondo me è stupido impuntarsi per delle scemate, ci si stressa tutti.
Però per me è diverso ora che ne ho due, abbastanza piccoli. Devo dire che sono bravi, anche quando dobbiamo andare a fare commissioni noiose tipo stare in coda in banca. Il problema è che a volte uno comincia a fare qualche birbonata e l'altro lo segue a ruota con grandi risate...e contenerli è impossibile...
A volte, specie quando sono a casa, stanca distrutta che non dorme nessuno, mi capita di urlare, ma poi la sera quando il grande mi chiede perchè ero nervosa gli chiedo scusa, gli spiego che ero stanca e ho sbagliato.
E' vero che oggi si è più attente ai bisogni dei bambini e io che ho la fortuna di fare la mamma a tempo pieno ne sono proprio contenta. Dopotutto a chi dice che l'allattamento a richiesta è un vizio rispondo che anche a te piace bere un bicchiere d'acqua se hai sete o mangiare se hai fame. oppure parlare con un'amica quando sei un po' triste...
Una signora in un negozio un giorno mi ha detto una cosa bellissima: crescere i figli è l'unico lavoro che rimane per sempre.
E' vero, pensateci! E' anche faticoso e poco rispettato, ma vuoi mettere le soddisfazioni?????
Però per me è diverso ora che ne ho due, abbastanza piccoli. Devo dire che sono bravi, anche quando dobbiamo andare a fare commissioni noiose tipo stare in coda in banca. Il problema è che a volte uno comincia a fare qualche birbonata e l'altro lo segue a ruota con grandi risate...e contenerli è impossibile...
A volte, specie quando sono a casa, stanca distrutta che non dorme nessuno, mi capita di urlare, ma poi la sera quando il grande mi chiede perchè ero nervosa gli chiedo scusa, gli spiego che ero stanca e ho sbagliato.
E' vero che oggi si è più attente ai bisogni dei bambini e io che ho la fortuna di fare la mamma a tempo pieno ne sono proprio contenta. Dopotutto a chi dice che l'allattamento a richiesta è un vizio rispondo che anche a te piace bere un bicchiere d'acqua se hai sete o mangiare se hai fame. oppure parlare con un'amica quando sei un po' triste...
Una signora in un negozio un giorno mi ha detto una cosa bellissima: crescere i figli è l'unico lavoro che rimane per sempre.
E' vero, pensateci! E' anche faticoso e poco rispettato, ma vuoi mettere le soddisfazioni?????
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ilfo
lenina wrote:Io no ho un metodo.
Cerco di evitare le crisi facendo tappe brevi quando si va in giro, munendomi di distrazioni varie o inventandole sul momento (se lo prendo in braccio e saltello lui se la ride, la gente mi prende per scema ma lui se la ride, se poi mentre saltello canto una filastrocca meglio ancora).
Quando si fa la spesa nei reparti non rischiosi lo lascio più libero (al massimo mi riempie il carello di pacchi di merendine che poi io poserò) in modo che quando arriviamo in quelli a rischio sia meno annoiato.
A passeggio cerco di farmi mentalmente varie tappe di gioco.
Gli parlo tanto e vedo che capisce sempre di più in tutti i casi il tono tranquillo quando c'è crisi lo calma.
Quando la crisi non si evita lo lascio sfogare 2 minuti (in cui di solito se lo tocco si arrabbia ancora di più) poi lo prendo in braccio e gli parlo tranquilla accarezzandolo e cullandolo finchè non si calma (senza cedere, perchè se la crisi arriva significa che il no era su qualcosa su cui non posso cedere ma voglio che capisca che il mio no non ha nulla a che vedere con l'affetto che provo per lui).
Poi cambiano talmente tanto che trovo inutile inventarmi un vero e proprio metodo.
Ogni giorno si vede cosa succede e si agisce di conseguenza sempre mantenendo il principio di mantenere il più possibile la calma (cosa che per fortuna mi viene facile) e di limitare i no laddove servono.
anche sul mangiare nonostante Lorenzo sia effettivamente magro io non ho mai insistito, ultimamente mangia parecchio prima mangiava forse poco ma sono convinta che abbia sempre mangiato esattamente quanto gli serve per crescere al suo ritmo per la nanna dorme con me nel lettone.
mi piace il tuo non-metodo lenina, mi adotti?anzi, me e l'elfo
