ma voi come vi sentite davanti al bullismo?

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Paola
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Post by Paola »

Cos73 wrote:Scusa Nat ma c'è un limite secondo me.
Irene a volte si lamenta che certi compagni non la fanno giocare (sono 2-3 maschi che fanno casino, e questo le piace.. ma fanno gruppetto fra di loro).
Questo non è un disagio. Un giorno mi ha detto che le avevano fatto non so che. Questa non è prepotenza ripetuta, è un episodio.
Io ascolto e basta, al limite dico "che vuoi è così, son bimbi e poii i maschi sono anche più sciocchi ah ah ah"
Però anche qui abbiamo sentito casi di disagi reali, cioè il bimbo che non è più contnto di andare a scuola, che gli piglia il magone ecc ecc, e lì allora va accompagnato nel suo relazionarsi perchè è un bimbo ed è giusto aiutarlo, anzi sarebbe neativo per il suo sviluppo il contrario!


ecco, oggi sono su tutta la linea con Cos che è in linea con la wanda! ahahhah

la wanda dice, va bene tutto, finché il bambino non identifica la scuola con QUEL disagio e la vive male, allora io devo correre ai ripari perché abbia un idea dela scuola di un luogo ove regna la giustizia e non il disagio.
Oui, Je suis Zizzià.
Azur
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Post by Azur »

Paola
mi sa che diciamo le stesse cose solo che partiamo da momenti storici diversi, lella parla di PARE e quindi presumo che Andrea sia in una fase difficile in cui vorrebbe tutte le risposte belle che confezionate da lei o dal papà e lei giustamente sta cercando di spingerlo a cercare dentro di sé le risposte avendo avuto in precedenza i punti cardine dove muoversi.

si, infatti secondo me le diverse interpretazioni che stanno uscendo dipendono molto anche da questo

A lucas a 3 anni la strada la indico chiaramente, e pure ripetutamente (certo, lo faccio arrivare da solo al fatto che picchiare/essere picchiati/strappare un giochino/ecc non è bello, ma l'indicazione in caso di reiterazione deve ancora essere chiara e univoca secondo me)

A 7 anni invece tendo a non dare direttamente io una risposta,
ma a chiedere prima secondo lei cosa si può fare, chi può/deve intervenire e come....
Poi ovvio che se non trova via d'uscita le indico la mia,
e se è necessario intervengo in prima persona,
ma se possibile resto solo ad ascoltare,
- sia perché a quest'età le situazioni sono più sfumate ("non si picchia" è ovvio e universale, quando le relazioni evolvono verso il mondo adulto le situazioni si fanno meno definite), con soluzioni spesso multiple,
quindi spesso quello che farei io non è quello che farebbe lei,
- sia perché il mio compito è insegnarle il *processo* di risoluzione, in modo che se la sappia cavare anche quando io non ci sono....
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Cosetta
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Post by Cosetta »

lavinia wrote:ti cito un altro esempio
noi avevamo ,sempre in prima media un altro prof (stronzissimo) che disse in classe con presente un testimone di geova che i loro giornali li usava solo in bagno
il nostro compagno di classe non fece intervenire i genitori (forse voleva,forse loro gli suggerirono di fare da se e come fare) ma arrivo' in classe con un giornale e un rotolo di carta igienica e davanti a tutti spiego' la differenza al prof,ottenendone le scuse

ora,sinceramente:quante mamme sarebbero intervenute trucidando il prof invece?
io invece ricordo con ammirazione la reazione del mio compagno di classe


ecco appunto, intanto c'entra poco l'esempio, abbi pazienza.. e poi chi ti dice che non fosse un suggerimento (quindi un intervento non "a testa bassa" ma "sapiente" di un genitore? e comunque un intervento che gli ha insegnato qualcosa, anche se non è stato "lasciarlo fare da sè")
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