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Posted: Wed Jan 20, 2010 4:24 pm
by rita2
Io non voglio fare alcuna polemica, ma solo esprimere la mia opinione. Con la prima figlia ho allattato male e poco per disinformazione e mancanza di aiuto. Col secondo sono riuscita grazie alla consulente della lega del latte, una persona delicatissima, disponibile, molto discreta e senza vocetta. Quindi non sono d'accordo con questo articolo che fa percepire negativamente l'allattamento anche se chi l'ha scritto non aveva forse questa intenzione. Lo considero un articolo dannoso perchè è letto da donne e dà informazioni sbagliate; allattare non è fortuna, è fiducia, è naturale, e che migliora sensibilmente la salute di mamma e bambino non lo dico io, ma l'organizzazione mondiale della sanità. Quindi lo considero un articolo disinformante, anche se forse il taglio voleva essere un altro. Non mi sento talebana perchè penso questo nè perchè frequento questo forum, nè perchè a volte devo allattare in pubblico perchè il bimbo vuole il latte. Ho tentato di inserire un commento su Gioia ma non sono riuscita, mentre tentavo linux mi informava che un altro utente controllava il mio desktop. Mai successo prima. Ho dovuto disconnettermi. Ritenterò. Ho apprezzato molto che l'autrice sia intervenuta sul forum e la rispetto per questo.

Posted: Wed Jan 20, 2010 4:33 pm
by Nat
pmaraone wrote:.
mi spiace per come sono andate le cose
l'allattamento è sempre un argomento delicato tra mamme

forse per capire meglio cosa è successo...
prova ad immaginare se venisse scritto un articolo ironico sulle mamme che non hanno potuto o voluto allattare,
anche con tutte le buone intenzioni dell'autore, non sarebbe un successone

buona vita anche a te

Posted: Wed Jan 20, 2010 4:34 pm
by Solange
pmaraone wrote:va bene, va bene. grazie per la vostra attenzione. evidentemente il senso del pezzo è stato frainteso. amen. càpita. e io a mia volta ho frainteso il significato della parola "pirla", e soprattutto di tutti gli altri commenti insultanti apparsi sul sito di gioia.
sì, certo che gli ip sono identificabili, e certo che siamo sicuri che in molti casi sia la stessa persona.
però scusate ma io mi chiamo fuori da questo dibattito, non ho il tempo e le energie per andare avanti perché certe cose mi hanno fatto molto male, a me personalmente. un conto è criticare il lavoro di una persona ("non sono d'accordo con quel che scrivi/dici"), un conto massacrare lei e la sua vita privata come è avvenuto "di là". certo poi che avete preso sul serio molte cose che erano ironiche (e interpretate come tali da un sacco di gente che ha scritto a me e al giornale, per fortuna), mi avete (o mi hanno: non necessariamente siete state voi) dato della scorretta, della corruttibile, etc. etc. e per la prima volta sono stata costretta a inserire un filtro di moderazione dei commenti sul mio blog!
non dubito dell'intelligenza di chi argomenta in modo organico, come una delle ultime persone che hanno postato qui. se questa persona (scusate, non ricordo il nome) leggesse quel che mi hanno scritto, su me come madre, come donna, etc. etc., le verrebbero però i capelli ritti in testa e penso che sentirebbe lo stesso dolore che ho provato io.
che disastro internet, ragazze. sul serio. un conto sono i dibattiti e anche i (legittimi) dissensi, un conto questo fiume di cattiverie allucinanti che colpiscono me, la mia famiglia, chi mi ha messo al mondo, che mi paragonano a hitler e altre cose che vi risparmio e che vi auguro di non provare mai. scusate ma mi chiamo fuori. non ho mai detto che allattare è tempo perso, tra parentesi (una delle ultime accuse). solo che è faticoso, ma qui ognuno fa delle parole l'uso che vuole.
vi prego di non rispondermi (o meglio, di continuare pure il dibattito ma sapendo che non vi leggerò) perché non ce la faccio più. vi ringrazio e vi auguro buona vita con i vostri piccoli e con le persone che amate.
questo è il sottotitolo(dopo un titolo esilarante e politically correct) dell'articolo:

D’accordo, lo sappiamo, il latte materno fa bene. Ma nutrire il proprio bambino è impresa più complicata di quel che si dice, e non tutte ci riescono. Per questo, leggetevi i consigli per passare dalla tetta alla tettarella senza soccombere.

Ovvero: lasciate perdere che è una rottura di coglioni, leggete più avanti così che passerete DI CORSA alla tettarella senza pensarci un minuto in più.
e questo il trafiletto maggiormente "incriminato"

Bisogna pur passare il tempo

Si sa, lo dice la scienza, che il fabbisogno di latte di un neonato è di circa 165 grammi per chilo di peso: nei primi giorni di vita, un pupo può metterci anche mezz’ora a ciucciarne 30. Fatti due conti si capisce che bisogna trascorrere circa otto ore allattando, se tutto va bene. Se poi si fa fatica a trovare la posizione giusta, o se il bambino quando vede la tetta volta la testa dall’altra parte (succede), i tempi si raddoppiano, ed ecco che l’80 per cento della giornata di bambino e di madre-nutrice trascorre mangiando.


Li riporto solo perchè adesso da questo tuo ultimo post pare che siamo noi le pazze che hanno letto male o frainteso. Che abbiamo frainteso ce lo dici tu, adesso.

Dall'articolo non era chiaro per niente.

Ah, ad un prima lettura mi era sfuggito che parli di esibiozionismo di madri che allattano al ristorante dell'Ikea, pensavo di averlo sognato visto che mi era successo pochi giorni prima. Non è che la cosa mi otcchi, sia chiaro, mi fa anzi ridere.

Comunque la prossima volta mi premurerò di andarmi a nascondere nell'area dedicata al piano di sotto mentre mia figlia strilla per la fame e io rinuncio al mio pasto perchè devo rintanarmi a nutrire lei.