da un articolo pubblicato sull'espresso nel luglio 2000
Vorrei far presente la mia situazione di profondo disagio come moglie di un Testimone di Geova.
Per ben quindici anni sono stata costretta a sottopormi a gravi rinunce per non dividermi da mio marito, sempre sperando che in lui rinascessero i sentimenti di affetto e responsabilità che aveva una volta, quando ancora la sua vita non era scandita dal ritmo di adunanze geoviste e predicazioni con i confratelli in cerca di proseliti. Ma a niente valgono i tentativi dei coniugi non geovisti per tenere unite le famiglie.
Quando una persona diventa Testimone di Geova c’è ben poco amore per la famiglia, si preferiscono i fratelli e le adunanze, il solo scopo sembra essere quello di propagandare la letteratura geovista per le strade. Se poi gli affetti in seno alla famiglia sono completamente distruttivi poco importa, i capi dell’organizzazione tendono a consigliare la separazione, e nessuno lo può negare.
Quante famiglie, come la mia sono perennemente sull’orlo del completo sfacelo!
Le gravi incomprensioni che subiamo tra noi da quando in casa aleggia lo spirito permanente degli anziani sono le stesse che mi accomunano alle altre tantissime famiglie infelici che hanno avuto la sfortuna di imbattersi in questa organizzazione così ben congegnata solo per fare del male.
Altro principale scopo è la continua richiesta di contribuire in molteplici forme a donare il più possibile per la gloria di Geova, e bisogna riconoscere che in questo sono bravissimi. In effetti il Testimone dona togliendo alla famiglia con tanta gioia (“donatore allegro”). Non importa se questo ci costringe in casa ad ulteriori sacrifici, l’importante è che le contribuzioni siano cospicue e frequenti.
Se questo è lo sfogo di una moglie infelice e insoddisfatta, ci tengo a precisare che siamo in molti a dover subire in nome di Geova ed è giusto far sapere che tutto il peso grava solo sul coniuge non geovista. Tanto per i Testimoni è molto semplice: se si sopporta le loro assurde scelte, bene! Altrimenti peggio per noi, perché il loro posto è nelle Sale del Regno, educatamente vestiti con tanto di cravatta e valigetta.
altre interessanti testimonianze sul sito da me citato ieri
testimoni di Geova
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mi viene in mente quel caso di qualche anno fa dove una donna sarebbe sicuramente morta se non si fosse sottoposta all'amputazione della gamba... se non ricordo male i medici fecero di tutto per farla dichiarare incapace di intendere e volere per poterle salvare la vita...LauraDani wrote:se non voglio fare la chemio, non la faccio. anche se morirò
se non voglio prendere l'antibiotico non lo prendo, anche se morirò
se mi ricoverano e non voglio più restare in ospedale, prendo e esco, anche contro il parere dei medici
Tutto ciò firmando l'opportuna liberatoria
devono essere rispettate 2 condizioni: che il soggetto sia un adulto capace di intendere e di volere e che non ci si trovi in immediato pericolo di vita che renda di fatto impossibile attendere il consenso del soggetto prima di prestare le cure
l’articolo 32 della Costituzione statuisce che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge
che tristezza!druuna wrote:da un articolo pubblicato sull'espresso nel luglio 2000
Vorrei far presente la mia situazione di profondo disagio come moglie di un Testimone di Geova.
Per ben quindici anni sono stata costretta a sottopormi a gravi rinunce per non dividermi da mio marito, sempre sperando che in lui rinascessero i sentimenti di affetto e responsabilità che aveva una volta, quando ancora la sua vita non era scandita dal ritmo di adunanze geoviste e predicazioni con i confratelli in cerca di proseliti. Ma a niente valgono i tentativi dei coniugi non geovisti per tenere unite le famiglie.
Quando una persona diventa Testimone di Geova c’è ben poco amore per la famiglia, si preferiscono i fratelli e le adunanze, il solo scopo sembra essere quello di propagandare la letteratura geovista per le strade. Se poi gli affetti in seno alla famiglia sono completamente distruttivi poco importa, i capi dell’organizzazione tendono a consigliare la separazione, e nessuno lo può negare.
Quante famiglie, come la mia sono perennemente sull’orlo del completo sfacelo!
Le gravi incomprensioni che subiamo tra noi da quando in casa aleggia lo spirito permanente degli anziani sono le stesse che mi accomunano alle altre tantissime famiglie infelici che hanno avuto la sfortuna di imbattersi in questa organizzazione così ben congegnata solo per fare del male.
Altro principale scopo è la continua richiesta di contribuire in molteplici forme a donare il più possibile per la gloria di Geova, e bisogna riconoscere che in questo sono bravissimi. In effetti il Testimone dona togliendo alla famiglia con tanta gioia (“donatore allegro”). Non importa se questo ci costringe in casa ad ulteriori sacrifici, l’importante è che le contribuzioni siano cospicue e frequenti.
Se questo è lo sfogo di una moglie infelice e insoddisfatta, ci tengo a precisare che siamo in molti a dover subire in nome di Geova ed è giusto far sapere che tutto il peso grava solo sul coniuge non geovista. Tanto per i Testimoni è molto semplice: se si sopporta le loro assurde scelte, bene! Altrimenti peggio per noi, perché il loro posto è nelle Sale del Regno, educatamente vestiti con tanto di cravatta e valigetta.
altre interessanti testimonianze sul sito da me citato ieri
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si, è l'unico modo per costringere qualcuno a curarsi, togliergli la capacità: ma non basta il fatto che dica di non volersi curare per riuscire a dichiarare una persona incapaceminù wrote:mi viene in mente quel caso di qualche anno fa dove una donna sarebbe sicuramente morta se non si fosse sottoposta all'amputazione della gamba... se non ricordo male i medici fecero di tutto per farla dichiarare incapace di intendere e volere per poterle salvare la vita...
la signora in questione, nel 2004, venne dichiarata capace e, infatti, dopo poco morì
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)



