non ci conosciamo e quindi mi scuso in anticipo se mi permetto di risponderti, ok?asolina wrote:per me la discussione si chiude qua io ho le mie idee, gli altri le loro.
mi dispiace perchè vedo che anche la libertà di pensiero và a farsi fottere.
e io che pensavo che eravamo tutti uguali....
continuerò a parlare di cambi pannolini culetti arrossati e aloe.
io son per la libertà.
maledetto il momento che ho deciso di scriver un pensiero sulla politica!
mai più, mai più, lascio questa libertà agli altri!
non credo che sia giusto tirarsi fuori dalla discussione se la maggior parte la pensa diversamente (anche se ammetto che sarei rimasta male come te leggendo le risposte che ti sono state date).
Se te ne tiri fuori e non difendi il tuo pensiero (da qualsiasi fonte nasca, anche solo per tua convinzione personale senza appoggi storico-costituzionali), dimostri che non sapevi cosa scrivere e non che credi fermamente in quello che pensi.
Detto questo, rispetto il pensiero di tutti, anche molto lontano da quello mio, quindi accetto anche che qualcuno ami Berlusconi o Bossi o persino quel matto che hanno fatto vedere alle Iene qualche sera fa.
Per parlare di rappresentazione al Governo, dovremmo innanzitutto parlare di proporzionale e maggioritario cioè delle principali formule elettorali, nonché del pasticcio subito negli ultimi anni.
Citando i libri di testo di diritto costituzionale, semplifichiamo dicendo che il proporzionale garantisce la massima rappresentazione della volontà popolare, ma non la stabilità politica; il maggioritario dovrebbe garantire la stabilità politica ma non garantisce la rappresentazione del volere del popolo, per cui con il sistema maggioritario, il popolo cede parte della sua sovranità al governo.
Copio espressamente dal mio libro di diritto costituzionale, scritto da Luca Mezzetti: "qual è l'evoluzione della legislazione elettorale per l'elezione della Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica?"
"L'Assemblea Costituente venne eletta con sistema proporzionale su lite concorrenti e voto di preferenza, vale a dire l'ultimo sistema adottato nell'Italia monarchica prima dell'avvento della dittatura fascista. Tale sistema venne mantenuto per l'elezione della Camera dei Deputali fino al 1993, con la parziale eccezione delle elezioni del 1953 avvenute con proporzionale e premio di maggioranza (la cosiddetta Legge Truffa). Dal 1994 al 2005 rimase in vigore un sistema elettorale misto in prevalenza maggioritario uninominale (per il 75% dei seggi) con un recupero proporzionale su liste concorrenti e sbarramento al 4% nazionale per il rimanente 25% [nota per chi non lo sapesse: si parla di sbarramento cioè di minima percentuale di voti per poter avere posti in Parlamento]. Alla fine del 2005 una nuova riforma ha sancito il ritorno al proporzionale su liste concorrenti (bloccate), premio di maggioranza e un articolato sistema di sbarramenti per le coalizioni e i singoli partiti".
Nello specifico la riforma del 2005 è la legge n.270 promossa da Calderoli (lui stesso la definì il porcellum):
"istituzione di un premio di maggioranza per il partito (o coalizione) risultato più votato alle elezioni. Tale premio è del 55% dei seggi nazionali alla Camera dei Deputati e del 55% dei seggi regionali al Senato della Repubblica, con l'eccezione di Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige, dove rimane bigente la precedente normativa, a garanzia della rappresentanza delle minoranze linguistiche tutelate dalla legge e del Molise, che eleggendo solo due senatori non è nelle condizioni di attribuire il premio;
previsione di soglie di sbarramento differenziate per l'accesso al riparto dei seggi. In particolare, sono previste tre soglie per la Camera (10-4-2%) e tre per il Senato (20-8-3%), riguardanti nell'ordine: le coalizione di partiti, i partiti non coalizzati e i partiti parte di una coalizione. La soglia di sbarramento viene eliminata per includere nel riparto dei seggi il primo partito coalizzato con suffragio inferiore al 2%;
il sistema di riparto dei seggi adottato per la Camera dei deputati è - in assoluto - il più proporzionale;
la presenza di liste concorrenti senza la possibilità per l'elettore di indicare una o più preferenze (lista bloccata), contrariamente a quanto avviene - ad esempio - per la legge proporzione per l'elezione del Parlamento Europeo (1 preferenza) e per la legge sul voto degli italiani all'estero (2 preferenze);
indicazione formale di un "capo della forza politica e della coalizione, non presente nella scheda e priva di esiti di tipo giuridico-formale."
Ti ho scritto questo così non devi andare a cercare da nessuna parte: il riassunto è questo.
Aggiungerei solo una cosa per Mirko: hai detto giusto ricordando che è il presidente della Repubblica a nominare il Presidente del Consiglio dei Ministri, ma va ricordato che col porcellum viene introdotta la lista bloccata, quindi attualmente la scelta del PdC è puramente formale.
Poi vabbè, se ci sono domande specifiche io sono qui, se posso essere utile... a me serve da ripasso. :bacio:

