Prima di tutto, ti capisco, ti capisco, ti capisco. E ti abbraccio. E ti dico che ci sono, se hai bisogno di sfogarti.
Mi sembra di rivivere il primo e parte del secondo anno di asilo di Emma. E di rivivere quell'ansia tra un malanno e l'altro, quel sentirsi intrappolati nel circolo vizioso e non vedere la luce in fondo al tunnel, quel continuo chiedersi "perchè sempre a noi?", preoccuparsi di avere sempre a portata di mano in casa fisiologica, broncovaleas, clenil, bentelan anche perchè "non si sa mai", avere quasi paura ad organizzare qualsiasi cosa perchè una vocina nella tua mente ti dice che tanto si ammalerà e toccherà disdire/rimandare, la rabbia di sentirsi ripetere "è ancooooora malataaaaa? Pooooovera" "Ma è seeeempre malata questa bambinaaaa".
Per la nascita di Viola mi sono fatta regalare aerosol super figo, così, per dire eh, data l'esperienza con Emma...
Detto ciò, io la penso come Bea (e anche altre): è entrata in un circolo vizioso malanno-cura-malanno e ancora non è riuscita ad uscirne.
Emma -giusto quest'anno, dopo l'ennesima bronchite (ed erano i primi di giugno...) ha fatto un nuovo controllo delle immunoglobuline (con esame del sangue), dato che ne aveva già fatto uno durante il ricovero in ospedale 2 anni fa per -guarda un po'- broncopolmonite: tutto nella norma, difese ok. MA si ammala comunque.
Siamo sotto Montelukast da...aprile direi. Sta facendo effetto,pare...ultima bronchite ad ottobre, passati un paio di raffreddori senza che degenrassero, per ora almeno (vedi? ti viene da mettere le mani avanti sempre, per abitudine).
Siamo stati al controllo allergologico e anche la dottoressa mi confermava che, data la storia clinica di Emma, le allergie sono solo una parte del quadro complessivo, che se i problemi respiratori le vengono in inverno, non è a causa delle graminacee. Mi ha dato qualche consiglio su come gestirla, ma nessuna motivazione strettamente medica: semplicemente è fatta così, sono problematiche scomode ma non serie, destinate a risolversi con l'età.
Da che so questo, ossia che non c'è nulla di grave/patologico, da che ho accettato che semplicemente è più cagionevole di altri bambini, mi sento più serena perchè...non c'è null'altro che io possa fare e niente che possa fare meglio sulla questione, per il momento.
E sai cosa ho imparato? A smettere anche di dire (o pensare): poveretta.
Non voglio dire che questo abbia inciso sul suo stato di salute (cassius, magari bastasse questo!
Si ammala spesso, ok, amen. Passerà e guarirà.
Ho detto tanto e probabilmente niente di utile, ma sappi che vi penso.

