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Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

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Rie
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Post by Rie »

Mirko e i furetti wrote:considerato che biologicamente (e non solo) sono il senso della nostra di vita non vedo dove sia il problema di organizzarla in funzione dell'addestramento, alla vita, dei nostri discendenti.
Saluti pedagogici e anche un po' pragmatici-naturalistici quanto al senso della vita ahahaha!
caterina wrote:Ma da bambina per me il no era no e basta. Non è che stessi a rimuginare sul perchè era un no.
Il genitore ha detto no e stop. E' chiaro che facevo anche io le mie scenate, non ero una santa, per carità. Ma non ho ricordi brutti.
Mi ricordo che la tv che si guardava solo fino ad una certa ora. I compiti prima e poi tutto il resto...boh...non lo so, non ricordo di aver sofferto particolari frustrazioni.
Ma sai, cate, che in questo tipo di post mi è capitata la stessa sensazione? Ricordi che per alcune noimamme erano insopportabilmente frustranti, avevano un analogo nella mia infanzia che mi resta come vissuto del tutto "naturale" e tranquillo.
Forse è per questo che non ho rimorsi nel replicare per i miei figli il "potere" del genitore? (pur con una vastità di ascolto e potere "consultivo" del bambino che per me non c'era).


Quanto alle proibizioni dell'adolescenza... non nego di essermi incavolata ma con il senno di poi, pensando "da madre" le capisco, e comunque con il classico gioco obliquo dell'adolescente che le elude (ti tiravi mai su la gonna appena uscita di casa? Io sì ahahaha!) non sono rimasta nemmeno così frustrata.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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Mirko e i furetti
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Post by Mirko e i furetti »

secondo me un bambino a cui viene insegnato che dietro ad ogni si e a ogni no c'è una motivazione (e ci deve essere una motivazione, anche come allenamento per quei genitori che spesso e volentieri indulgono nel piacere di essere "i padroni" dei loro figli) si troverà meglio quando la sua crescita lo porterà ad avere una personalità ben definita.

cerco di mettermi nei panni di quel ragazzino che si ritrova a 14 anni a sentirsi dire "no è no" da un genitore che fino a ieri era l'autorità massima e indiscutibile e che oggi non è che una delle tante sirene che lo incantano nel mondo.

minchia che profondità oggi... sarà stata la pizza con le acciughe.

saluti digestivi
Mirko
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piccole piratesse crescono...
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questa foto era grossa, lo so. ma qui si lamentano...
rimpicciolendola rende meno l'idea...
chi se ne frega?
è il pensiero che conta.
P.S. per compensare la fatica che ho fatto a rimpicciolirla diventerò ancora più fastidioso.


www.NoiMamme.it
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evoluzione in una frase: la sopravvivenza non casuale di codici che si modificano casualmente - r. dawkins in una trasmissione irlandese
c'è una RAGIONE per cui gli atei non si fanno schiantare con gli aerei contro i palazzi
le persone che non hanno senso dell'umorismo e non vogliono essere prese in giro per le loro credenze non dovrebbero credere in cose così facili da prendere in giro
sono agnostico. e sono molto più compassionevole del tuo dio
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caterina
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Post by caterina »

Allora forse dipende anche dal proprio vissuto Rie....io non ho ricordi pessimi dei NO, ed è per questo che per me un NO è solo un NO, e non tutto l'ambaradan che se ne fa adesso con tanto di libri scritti sull'argomento.
Mia madre era la regina dei NO, ed io la sua umile figliola ahahahah!
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"Non ci sono estranei, qui. Solo amici che non abbiamo ancora incontrato" (Yeats)

Sto leggendo: Il circo dei vampiri
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