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Lella wrote:Io però farei una distinzione, il bullismo, quello ad esempio dei più grandi che fanno i galletti con i più piccoli, è una cosa, il bullismo dove c'è chiaramente violenza di gruppo e sopraffazione su un soggetto più debole è un'altra. Ecco non vorrei si cadesse nell'eccesso opposto di iper-protezione mammosa, un pò ci sono cascata anch'io l'anno scorso quando ad Andrea è stato dato un clcio senza motivo da un suo compagno. Ci sono certi comportamenti naturali che secondo me servono anche a capire come gira il mondo e non ne farei proprio un dramma, tanto più che potrei anche dire che per molto tempo è stato Jacopo vittima del "bullismo" del fratello maggiore. Caricare troppo emotivamente episodi secondo me normali è anche quello controproducente.
lellina facciamo un passo indietro, questo tuo passaggio, che in alcune cose posso condividere era riferimento al racconto di ester o in generale?
siccome viene dopo il racconto di ester e alla sua domanda io lo credevo in relazione a quello.
te lo chiedo per capire perché a sto giro faccio fatica a seguirti.
Lella wrote:Io però farei una distinzione, il bullismo, quello ad esempio dei più grandi che fanno i galletti con i più piccoli, è una cosa, il bullismo dove c'è chiaramente violenza di gruppo e sopraffazione su un soggetto più debole è un'altra. Ecco non vorrei si cadesse nell'eccesso opposto di iper-protezione mammosa, un pò ci sono cascata anch'io l'anno scorso quando ad Andrea è stato dato un clcio senza motivo da un suo compagno. Ci sono certi comportamenti naturali che secondo me servono anche a capire come gira il mondo e non ne farei proprio un dramma, tanto più che potrei anche dire che per molto tempo è stato Jacopo vittima del "bullismo" del fratello maggiore. Caricare troppo emotivamente episodi secondo me normali è anche quello controproducente.
lellina facciamo un passo indietro, questo tuo passaggio, che in alcune cose posso condividere era riferimento al racconto di ester o in generale?
siccome viene dopo il racconto di ester e alla sua domanda io lo credevo in relazione a quello.
te lo chiedo per capire perché a sto giro faccio fatica a seguirti.
Diciamo che mi sono agganciata all'intervento di Ester senza entrare troppo nel merito per esporre questa mia sensazione.
Siamo senz'altro una generazione di genitori più attenti, consapevoli e preparati, però spesso mi chiedo se questo nostro continuo intervenire per rendere la loro una situazione ottimale, senza disagi, senza difficoltà non sia a volte controproducente per la formazione della loro personalità e mi sono focalizzata in questa discussione sull'intervento dell'educatore per placare la prepotenza, chè è giusto che ci sia, ma vorrei di mio dare di più a mio figlio per affrontare una situazione simile.
A volte mi chiedo se è giusto pretendere per loro sempre, nonostante il nostro cuore di mamma, che non si rattristano o piangano mai e che di conseguenza si trovino un giorno catapultati nella vita da adulti impreparati emotivamente a certe situazioni sgradevoli, per questo parlavo di "mollaccioni" m è qualcosa su cui rifletto da tempo.
Forse su questo sarebbe bello in effetti aprire un altro post.
Sì, forse sono due argomenti distinti, nel senso che spianare loro troppo la strada, ci vede concordi nel fatto che li rendiamo deboli e non forti (ma questo anche solo nell'aiutarli a vestirsi perché abbiamo fretta o non permettere che vadano a scuola senza compiti continuandoa controllare che abbiano fatto il loro dovere), insegnare loro a riconoscere un soppruso (come quello decritto da ester), a non accettarlo come NORMALITA', ma soprattutto spronarli a combattere l'ingiustizia (come appunto era nelle intenzioni di Ester denunciando la cosa agli insegnanti) per me non è spianare loro la strada e invocare un intervento dall'alto per placare gli animi, ma è appunto insegnare ad affrontare di petto le situazioni spiacevoli che incontreranno sulla loro strada, senza che gli scivolino addosso come se non fosse successo nulla o peggio che si rassegnino a subirle.
Io faccio sempre l'esempio della mafia, perché il soppruso mi pare proprio un atteggiamento mafioso del più forte che sottomette il più debole.
Dire ad un bambino: se non ce la fai da solo sappi che esiste un'autorità preposta (l'insegnante) che può aiutarti a superare la questione perché da solo non hai le forze (non meniamo il can per l'aia, se ci sono 4 bambini di quinta e uno di prima entra in bagno e questi lo schizzano non ha alcun mezzo per combatterli) è aiutarli ad avere fiducia nelle istituzioni, che non è poco, secondo me.